Menu:

IL TAIL WATER DALLA NASCITA AD OGGI

STORIA

Il termine Tail Water significa acqua di coda,cioè l’acqua che fuoriesce da una diga, ed è appunto da questa che nascerà la Riserva dell’Altotevere. Torniamo indietro nel tempo per l’esattezza all’anno 2002 quando il tratto viene affidato alla GRAIA srl 2002 per lo studio per la realizzazione di un’area a regolamento specifico sul fiume Tevere nella zona di Sansepolcro. Tutto nasce dopo la costruzione della diga di Montedoglio che ha determinato a valle dell’invaso alcuni radicali cambiamenti, come la temperatura dell’acqua, che all’uscita si trova sui sei gradi per stabilizzarsi poi intorno ai quindici - sedici durante tutto l’arco dell’anno. Questo ha fatto si che dalla diga all’abitato di Sansepolcro si creassero condizioni ambientali da corso “Alpino” con portate e temperature costanti, e quelle che prima erano acque a ciprinidi, diventassero magicamente l’habitat ideale per i nostri amici Salmonidi e timallidi. Il Mosca Club Altotevere in collaborazione con la Provincia di Arezzo ha subito visto in tutto ciò un’occasione unica per valorizzare e rilanciare questo tratto di fiume e poter creare così un’Area a Regolamento Specifico. La Graia SRL 2002 vista la fattibilità dell’ambizioso progetto stabilisce degli obiettivi indispensabili per la realizzazione di tale imponente opera. Innanzitutto si rese necessario ripopolare il tratto in questione con esemplari di Trota Fario e Temoli ed anche con specie cosiddette “d’accompagnamento” quali il vairone ed il ghiozzo, poi riqualificare sia il fiume che le sponde, creando ad esempio delle scale di monta che aiutassero i pesci a risalire le briglie più impervie. Inoltre di dovette creare all’interno della vegetazione degli accessi che facessero si che i pescatori potessero agevolmente accedere al fiume e questi sono solamente alcuni dei tanti obiettivi prefissi. Il progetto era senza dubbio ambizioso, ma valeva la pena impegnarsi per svilupparlo, questa era la possibilità per creare una zona unica in Italia che avrebbe trasformato un tratto di fiume “morto” in un fulcro della pesca a mosca Internazionale. Tutto questo, che io ho riassunto in poche righe, è un lavoro di anni, fatto di studi, progetti ed impegno da parte di tutti. La provincia è stata indispensabile, ma l’impegno che il Mosca Club Altotevere vi ha profuso è stato insostituibile, gli aderenti al club si sono prodigati in tutte le maniere per far si che questo sogno diventasse realtà, una squadra pronta a svolgere qualsiasi lavoro, da quello di tramite con i vari enti a quello di dura manovalanza, la loro caparbietà è stata nel tempo ripagata ed infatti nel 2003 si inaugura il Tail Water Altotevere.

I PESCI E GLI INSETTI

Naturalmente parlerò dei pesci che interessano noi pescatori a mosca: vi sono numerose trote fario di tutte le dimensioni fino ad esemplari over 60 che sapranno mettere a dura prova la vostra attrezzatura e i vostri nervi, i temoli sono tantissimi e devo dire che si sono ambientati ottimamente tanto che si riproducono in queste acque, la taglia media va dai venti ai trenta centimetri con delle punte che superano i quaranta. Altro pesce presente in questo corso d’acqua è il cavedano, ma ve ne sono pochi e la cattura di qualche esemplare è veramente sporadica. Gli insetti che troviamo maggiormente in questo tratto di fiume sono i seguenti: Baetis Rhodani Dun Female, Baetis Rhodani Nimph, Baetis Rodani Emerging Nimph, Habroleptoides SPP Nimph, Ecdyonurus Venosus Nimph, Hydropsyche Pellucidula Nimph, Policentropidae SPP Nimph, Rhyacphila SPP emerger, Hydropsyche Pellucidula Emerger, Ephemera Glaucops Female Spinner, Ephemera Glaucops Male Spinner, Ephemera Glaucops Female Dun, Olive Dun SPP, Caenis Dun SPP.
Spero che questo lungo elenco non serva solamente ad annoiarvi ma vi sia utile per creare le vostre imitazioni per affrontare nel migliore di modi il Tail Water.

LA PESCA

Parlo naturalmente per esperienza fatta sul campo, visto che frequento assiduamente queste acque sin dall’apertura della riserva, e devo dire che per chi lo frequenta per la prima volta non è senz’altro un fiume facile, bisogna conoscerlo, sapere come pescarci, come muoversi, che mosche usare, e tanti altri piccoli segreti che vi andrò a svelare. Comincerei innanzi tutto a dividere la riserva in due settori, la parte alta con carattere più torrentizio dove si alternano lame a correnti abbastanza sostenute e dove, a parer mio, vi è un maggior numero di temoli. Se vogliamo dedicarci alla pesca del temolo possiamo utilizzare due tecniche: o lo insidiamo in corrente usando delle mosche di taglia leggermente superiore e che abbiano due doti indispensabili e cioè buona galleggiabilità e buona visibilità, oppure possiamo spostarci nelle lame, in tal caso consiglio di ridurre notevolmente la taglia dell’imitazione (in seguito entreremo nello specifico) pescando a scendere, cioè con le spalle rivolte alla sponda lanciando di fronte a noi e tentando di far arrivare la nostra imitazione con millimetrica precisione sopra la bollate. Questo tratto di fume è quello più bello dal punto di vista naturalistico, all’orizzonte lo sguardo riposa sulle dolci colline che contraddistinguono il paesaggio Toscano, inoltre il fiume è più vario e si modifica innumerevoli volte offrendoci scenari e situazioni di pesca sempre diverse. Vi è invece la parte bassa contraddistinta da una serie di briglie che formano delle lunghe lame quasi dei chalk stream dove l’acqua scorre con un andatura abbastanza lenta e costante, qui si trovano i pesci di taglia più interessante, non vi sono moltissimi temoli ma i pochi sono di grosse dimensioni, possiamo trovare però innumerevoli trote ed è qui che stazionano quelle più grandi. In questa zona la pesca diventa più difficile, non per niente vengono chiamate ironicamente “le lame dei sospiri”. Nelle mie prime uscite su questo fiume frequentavo solamente la parte alta, soprattutto nella zona del guado e mi divertivo tantissimo, avevo capito come dovevo pescare e soprattutto che mosca usare, poi stanco delle solite catture decisi di dedicarmi alla grossa preda, e da allora mi rovino le giornate nelle lame, devo dire però che con l’andare del tempo mi hanno dato e mi danno grandi soddisfazioni e grossi pesci. Il segreto di pescare nelle lame è prima di tutto di fare il minor rumore possibile sia negli spostamenti che quando togliamo la mosca dall’acqua, e naturalmente, come andremo a vedere nello specifico più avanti, usare lunghi finali, mosche microscopiche e tip dello 0,8 al massimo 0,10, non tanto per la visibilità ma per rendere il fluttuare della mosca più naturale. Anche qui consiglio di pescare come spiegato sopra “ a scendere”. Vorrei esprimere un mio parere personale sulla diffidenza e la difficoltà di questi pesci, credo che qui sull’Alto Tevere sia molto più difficile e scaltra la trota che non il temolo, mi è capitato infatti nelle mie giornate alle lame in momenti di schiusa, di vedere oltre a innumerevoli rifiuti sulla mia moschina, rifiuti su insetti veri, ed in caso di schiuse multiple dove vedevi sul pelo dell’acqua insetti di dimensioni diverse cibarsi solamente di quelli più piccoli. Vorrei dare un consiglio a chi decida di dedicare la sua giornate di pesca o parte di essa alle fatidiche lame, non scoraggiatevi dei numerosi rifiuti ma insistete con costanza e perseveranza e, prima o poi, una bella preda mangerà la vostra mosca, ma soprattutto dedicatevi ad un solo pesce per volta non vi fate distrarre dalle altre bollate, concentratevi su uno e dedicatevi solamente a quello anche se doveste perderci tutta la giornata, tanto sarebbe la stessa identica cosa spostandovi su un’altra bollata. Quindi riassumendo caparbietà, perseveranza e tanta concentrazione.

LE MOSCHE

Le mosche che uso solitamente su questo fiume sono semplicissime nel dressing, filo di montaggio e aletta in cul de canard preferibilmente di ottima qualità, uso l’Hyperselect in diverse colorazioni ma soprattutto il color caki che riesco a vedere meglio, come ami uso il 2488 BL della Tiemco già privi di ardiglione nelle misure che vanno dal 20 (che raramente uso) al 28, ho anche qualche imitazione quasi mai usata montata su ami del 30, i 518 sempre della Tiemco. Molto buoni ma non di facile reperibilità sono i Mustand 79589 un amo disassato che rispetto agli altri da me usati ti porta sempre il pesce al guadino. Per i temoli la mia preferita è montata su amo del 22 ala in cul de canard e filo di montaggio rosso, è veramente micidiale. Per le trote solitamente le due mosche che uso di più sono montate su amo del 24 sempre la solita ala in cul de canard, per una uso filo di montaggio beige mentre per l’altra filo di montaggio bianco con rigaggio nero.Non mancano nelle mie scatole piccoli plecotteri sia con ali chiuse che con alucce aperte, qualche red tag e alcune formichine sia rosse che nere, ma le uso veramente di rado. Vorrei consigliarvi di usare una lente a piedistallo per montare queste micromosche, servirà a salvaguardarvi la vista.

ATTREZZATURA

Per quanto riguarda la canna la lunghezza non ha grande importanza, visto che il fiume non è molto largo e solitamente ci troviamo a pescare su pesci che distano solamente alcuni metri da noi, quindi andrà benissimo una 7’6”, anche se personalmente uso una 8 piedi . Come coda consiglio delle code piccole soprattutto nella zona bassa quindi direi che la due o la tre siano l’ottimale mulinello con un po’ di backing non sia mai che si prenda una over sessanta. Molto importanti sono invece i finali che devono essere estremamente lunghi e vanno dai cinque ai sei metri più naturalmente un tip da un metro e venti un metro e mezzo, vi posso dare le indicazioni di come è composto uno dei miei finali: 3,50 m dello 0,50, 60 cm dello 0,40, 50 cm dello 0,30, 40cm dello 0,20, 30 cm dello 0,16 a questo aggiungo un tip abbastanza lungo di un buon 0,08. Si può pescare con i cosciali, ma vi consiglio i waders, e nei periodi più freddi quelli in neoprene vi manterranno caldi per tutta la giornata di pesca. Il guadino è bene averlo dietro, visto che si pesca con fili sottili e pesci a volte di grosse dimensioni, meglio se quello con maglie sottili specifico per la pratica del no kill.

WORLD FLY TYING COMPETITION

Parlando del Tail Water non si può non parlare del WTO un’altra importantissima iniziativa che in collaborazione con vari enti come la Regione Toscana, la Provincia di Arezzo, l’EIUT, la Comunità Montana Valtiberina ed il Comune di Pieve di Santo Stefano, hanno organizzato. Si tratta di una gara mondiale di costruzione di mosche artificiali, spediti per corrispondenza che comprende cinque categorie:
- la categoria denominata “Salmon Fly Fully Dressed” ispirata ai colori della “Madonna del Parto” di Piero della Francesca .
- Ephemera: Ecdyonurus Venosus Spinner Male (imitazione realistica)
- Sedge: Halesus Tessellatus (imitazione realistica)
- Una mosca da Mare Sardina pilchardus
- Ed infine un dressing libero, dove è possibile sbizzarrire la propria fantasia ed abilità
I costruttori possono partecipare ad una o più categorie, e dovranno spedire al Mosca club Altotevere la loro imitazione. La giuria internazionale vanta nomi tra i più noti come: Oliver Edwards, Al Caucci, Hans Van Kinken, Roberto Messori, Charles Jardine, Angelo Rosorani e tantissimi altri. L’evento dura solitamente tre giorni e prevede: convegni, stand espositivi dove sono presenti enti, riviste specializzate, associazioni e scuole di pesca, inoltre potremo vedere costruttori di fama mondiale al morsetto. Frequentando in quei giorni le acque del Tail Water non sarà difficile incontrare in azione di pesca alcuni di questi personaggi, come potete vedere in alcune foto allegate.

ALLOGGI E ITINERARI ALTERNATIVI ALLA PESCA

Vi sono diversi hotels ed agriturismi in zona e non vi sarà difficile trovarne uno che soddisferà le vostre esigenze, solitamente quando vado con mia moglie e mi fermo per qualche giorno, mi trovo incredibilmente bene al “ Podere Violino”, un agriturismo molto bello con camere attrezzate di tavolo da costruzione e sede anche del Mosca Club Alto Tevere, qui è inoltre l'unico luogo ove è possibile acquistare i permessi anche la domenica. Oltre alle splendide camere ricavate da un antico casolare completamente ristrutturato e all’ottima cucina Toscana, avrete a disposizione piscina, sala congressi ed una scuderia con istruttori che insegneranno la splendida disciplina dell'equitazione ai principianti o organizzeranno passeggiate per i più esperti. Per chi decidesse di passare più giorni qui vi è la possibilità di vedere le opere di Pier della Francesca come la Madonna del parto a Monterchi o la Leggenda della Vera Croce nella chiesa di San Francesco in Arezzo. La stessa Arezzo merita decisamente una visita , come anche Anghiari e Sansepolcro. Siete poi vicinissimi ad Urbino, vivace città universitaria con la sua preziosissima Pinacoteca, poi a Gubbio e ad Assisi dove vi attendono gli affreschi giotteschi. Insomma siamo nel cuore della Toscana ed ogni itinerario vogliate scegliere sarà capace di regalarvi ottimi scenari degni della pennellata del più grande maestro.

PERMESSI

Il costo del permesso giornaliero è di euro trenta, per i titolari di tessere FIPSAS, ARCI o ENAL il club gestore Mosca Club Altotevere ha previsto uno sconto portando il permesso a euro dieci. I permessi si possono acquistare presso l’Agriturismo Podere Violino, aperto sette giorni su sette, o al Blu Bar presso il distributore Agip e Metano. La stagione di pesca inizia il 1° di Maggio e termina il 31 Dicembre. Il giorno di chiusura della riserva è il Mercoledì se non festivo, se festivo il Tail Water rimarrà aperto

CONCLUSIONI

Vorrei concludere citando alcune righe che si trovano sul permesso di pesca scritte a caratteri cubitali:
- Rispetta la distanza di almeno trenta metri da chi è già in azione di pesca.
- Limita al minimo indispensabile l’entrata in acqua.
- Se cambi posto di pesca, spostati camminando fuori dal fiume.
- Non gettare rifiuti (bustine dei finali, cicche di sigaretta,ecc.)
- Se proprio devi fotografare un pesce, fallo in acqua e velocemente.
- Ricordati che il rispetto verso gli altri pescatori è alla base di un sano comportamento e di una civile convivenza nel fiume.
Ho voluto riportare queste regole perché vorrei che fossero di monito e di insegnamento per tutti i pescatori in qualsiasi fiume essi si trovino, il rispetto per gli altri e per l’ambiente che ci circonda è basilare, non scordatevelo mai.

BOX AGRITURISMO VIOLINO

Da un antico casolare finemente ristrutturato è stato ricavato il Podere Violino, uno splendido agriturismo immerso nel verde della campagna toscana, a pochi chilometri dal centro di San Sepolcro e di Anghiari. La struttura offre L’albergo con piscina, il ristorante, l’agricampeggio, il centro ippico, fly fishing, e sede dell’associazione Tail Water. Qui si possono acquistare sette giorni su sette i permessi per il Tail water. Per informazioni potete visitare il sito www.podereviolino.it
o telefonare al 0575 720174

BOX PER ARTICOLO ALTOTEVERE

La canna che ho usato in questa sessione di pesca è un innovativo prodotto della Ditta Modern flies di Aldo Silva si chiama Maxia e nasce dallo studio e progetto di Massimo Magliocco, grande pescatore e direttore della scuola di lancio F.F.M.. Una 7’6” leggera e piacevole nell’utilizzo, un attrezzo che permette di avere il perfetto controllo della coda in ogni situazione di pesca. Per l’occasione ho abbinato una coda tre con un finale molto lungo circa sei metri con tip del 0,08 e devo dire che l’elasticità e la maneggevolezza dell’attrezzo mi ha aiutato anche nel recupero delle grosse prede che qui si possono trovare. La canna viene venduta al pubblico a 446 euro.
Nella foto potete vedere un importante particolare la mancanza di legatura per gli anelli

Articolo di Massimiliano Malteno e Stefano Lucacchini

Torna Su