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CHIUSURA 2007


Come tutti gli anni il lunedì successivo alla prima domenica di ottobre, chiudono le acque a Salmonidi, per la maggior parte dei pescatori è un giorno in cui la pesca è un pretesto per ritrovarsi con i colleghi , naturalmente con i piedi sotto al tavolo e di fronte ad un buon bicchiere di vino. Personalmente amo pescare ,e mai e poi mai sprecherei un’ora di pesca. Per mangiare c’è tutto il tempo che vogliamo,lo facciamo tre volte al giorno nell’arco di tutto l’anno, perché perdere un’occasione per mettersi alla prova di fronte ad un corso d’acqua?
La meta di questa nostra piccola trasferta sono le acque del no kill dell’Aveto, avendo prenotato in precedenza quattro dei sei posti possibili per questo tratto di fiume, potevamo permetterci di partire ad un orario umano. Mentre stavo aspettando che l’amico Emanuele mi passasse a prendere alle otto ricevo, una telefonata, alzo il telefono e sento:
Sono l’Orchetto, sono già con i piedi nell’acqua.
Era Federico un grande amico del Club, al quale sono molto affezionato e credo di poter dire che è la persona più umile e buona che abbia mai conosciuto, pronto sempre a sminuire le sue capacità (premetto che è un grande pescatore e un ottimo costruttore) per mettere in risalto le capacità del proprio interlocutore, pronto ad apprendere da tutti ed ad assimilare sempre di più.
Unico suo difetto, la passione per la pesca, non mi dimenticherò mai quando mi raccontò, che durante uno stage della SIM in versilia stava lanciando insieme ad altri con la canna da mosca, il fiocchetto al posto dell’artificiale, ad un tratto cominciano a bollare i pesci, e da buon predatore, non è riuscito a trattenersi, ha tolto il fiocchetto ed ha cominciato a pescare.Poco dopo , suo malgrado, l’istruttore lo ha fatto desistere, spiegandogli che era lì per perfezionare il suo stile di lancio,e non per pescare.Le sue parole , dette con leggera inflessione dialettale in carrarino furono:
O Ste che avresti fatto al mio posto? E bollavano!
Ma ritorniamo alla giornata di pesca, puntuale arriva Emanuele, così passiamo a prendere Menconi e Dino e ci accingiamo a percorrere il tragitto che ci divideva dalla nostra giornata di pesca.
Dopo circa due ore , arriviamo e parcheggiata la macchina, e messa appunto l’attrezzatura sondiamo questa parte di fiume per noi nuova.
Giunti sul fiume ognuno di noi sceglie un tratto d’acqua per iniziare l’azione di pesca, io mi fermo in una lama d’acqua ben riscaldata dai raggi del sole, mi sembrava l’habitat ideale per il nostro amico Temolo. E’ stata la scelta giusta, subito iniziano le prime catture, un bel Temolo di circa trenta centimetri si fa ingannare dalla mia emergente in cul de canard su amo del sedici, subito dopo una bellissima Fario di oltre venticinque centimetri, per me l’unica trota della giornata, in compenso tanti bei Temoli, Sono le quattordici, la fame si fa sentire così mi siedo e mi rifocillo con dei panini.
Finito il frugale pasto decido di fare due passi e vedere come sta andando agli altri. Si stavano divertendo tutti, e avevano catturato anch’essi diversi capi, così saluto gli amici e ritorno alla mia lama. Mi rimetto in pesca , ma purtroppo arriva il primo handicap ,il vento ,immancabile nemico del pescatore a mosca ,ma nonostante tutto i pesci bollano e sono collaborativi. La giornata arriva alla sua conclusione, ci aspetta il viaggio di rientro, così saliti in macchina cominciamo a rendere partecipi gli altri della nostra battuta di pesca, tutti ci siamo divertiti e questa è la cosa più importante, ed i tanti Temoli saranno lì ad aspettarci il prossimo anno.

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Articolo di Stefano Lucacchini