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AUTUNNO PREPARIAMOCI AL LUCCIO

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IL LUCCIO (ESOX LUCCIUS)

Il Luccio è uno dei più grandi ed interessanti predatori autoctoni delle nostre acque interne raggiunge dimensioni interessanti anche fino ai 150 cm, si presenta con un corpo allungato , la pigmentazione verde bruno, una linea laterale ben visibile ed ha una grossa testa con una grande bocca dotata di robusti denti. Il suo habitat sono le acque a lento decorso o stagnanti e vive nei pressi dei canneti e degli erbai o sul fondale . Mimetizzandosi grazie ai suoi colori, il Luccio attende fin quando non percepisce la presenza di possibili prede tra cui pesci, roditori, piccoli uccelli o anfibi, aiutato in particolar modo dalla sua buona vista e dalla marcata linea laterale. A questo punto sferra un violento e fulmineo attacco. Sono pochi i posti in Italia dove possiamo trovare questo predatore e, soprattutto, imbatterci nella specie autoctona visto le notevoli immissioni di materiale proveniente dall’estero. In Versilia, la zona in cui ho la fortuna di vivere, la provincia fornisce alle varie associazioni ed ai volontari avannotti autoctoni per il ripopolamento della zona, esiste anche un progetto luccio voluto e realizzato dal presidente del fly club ’90 che ha creato un piccolo allevamento per la salvaguardia della specie.

LO SPOT

La mia passione è la pesca a Mosca in tutte le sue possibilità, dalla Trota al Temolo, alla Spigola, al Black e quando le acque ai Salmonidi chiudono, la mia attenzione si rivolge principalmente al luccio. Oggi vi porterò insieme a me in uno scenario rilassante dove trascorro la maggior parte dei pomeriggi autunnali quasi sempre in solitario, riuscendo a fondermi con l’ambiente che mi circonda. Sono contornato dalla natura, il verde con un tocco di ocra che preannuncia l’arrivo dell’Inverno sono i colori predominanti, un oasi di pace dove si ha la possibilità di ristabilire un vero contatto con la natura. Innumerevoli specie di uccelli acquatici quali Folaghe, Gallinelle d’acqua, Aironi, Garzette e Germani, si fondono in questo splendido scenario. Un dedalo di corsi d’acqua ospitano diverse specie ittiche: cavedano , scardola , black, innumerevoli e gigantesche carpe e soprattutto il nostro luccio.
I vari corsi d’acqua dove svolgeremo la nostra azione di pesca sono di medie e piccole dimensioni , con una profondità massima di circa due metri, quasi totalmente delimitati da vegetazione, non di rado è possibile vedere avannotti di luccio, visto che questi sono i luoghi ideali per la loro riproduzione. Alcuni di questi fiumiciattoli sono talmente piccoli che mai lancereste li il vostro streamer, ed invece a volte lanciandoci potreste avere una gradita sorpresa.


ATTREZZATURA


Per insidiare questo pesce necessitiamo un attrezzatura media, io consiglio una nove piedi per coda nove, ma volendo possiamo scendere fino ad una coda sette, a seconda degli streamer che intendiamo usare. Io per l’occasione ho usato una nove coda nove, un canna saltwater in quattro pezzi con azione medium-fast, leggera e piacevole, l’ideale per questo tipo di pesca. Una WF ci aiuterà senz’altro a lanciare le nostre imitazioni a volte pesanti e voluminose. Le acque in cui svolgeremo la nostra battuta di pesca, come già citato, hanno una profondità massima di due metri ed in questo tipo di ambiente preferisco usare una coda floater, visto che non bisogna raggiungere grandi profondità e siamo di fronte ad acque ferme, basterà appesantire di più gli streamer per raggiungere la profondità desiderata. Il mulinello deve essere proporzionato alla coda, contenere una buona quantità di backing, (non si sa mai si catturi la preda della vita), meglio se large arbour e dotato di buona frizione, questo ci permetterà di non fare intanare il pesce e di combatterlo con più facilità. Prima di parlare di misure e tipi di finale vorrei soffermarmi un attimo sulla giunzione di quest’ultimo con la coda di topo, particolare a volte trascurato ma a mio avviso importantissimo, soprattutto quando si insidiano predatori di taglia. Io sconsiglio di usare le varie connessioni a calzetta, a parer mio provocano notevole attrito negli anelli soprattutto nella parte finale del combattimento con il pesce, cioè quando il nailon sta per entrare nell’anello apicale momento delicatissimo che potrebbe anche concludersi con la rottura di quest’ultimo. Sono solito forare con un piccolo ago la coda per alcuni millimetri per poi farci passare il nailon e fermarlo con un semplice nodo come quello che si usa per gli ami a paletta, per ultimare il tutto metto un poco di acquaseal o similari , una delle poche colle che non intacca la coda, cercando di dare al tutto una conicità tale da permettere un ottimo scorrimento. Veniamo al finale a nodi, distribuito come segue, settanta centimetri dello 0,50, quaranta centimetri dello 0,40, trenta centimetri dello 0,30 per concludersi con uno spezzone di cavetto in acciaio di circa 15 massimo 20 centimetri al quale solitamente applico un piccolo moschettone per facilitarmi nella sostituzione dei vari streamer. Se vogliamo fare a meno del cavetto in acciaio in commercio esistono dei nuovi prodotti alternativi solitamente uso questo tipo di filo, leggero, sottile, che posso unire al nilon con un nodo non creando così interruzioni nel finale e facilitandomi così nell’azione di lancio.

ACCESSORI

Avere un gilet ci faciliterà molto nella nostra azione di pesca, ve ne sono innumerevoli in commercio, per lo specifico io ne uso uno di piccole dimensioni, atto a contenere una scatola di streamer, alcune bobine di filo e l’indispensabile cavetto in acciaio. Utilissimo sarà anche un ampio guadino a maglie sottili e senza nodi, in modo da non danneggiare il pesce nel momento del rilascio. Consiglio inoltre di calzare un paio di stivali al ginocchio, e se possibile, un bel paio di calzini termici.

STREAMER

Nella mia scatola da luccio possiamo trovare quasi esclusivamente stereamer in streap di coniglio che prediligo in assoluto ma anche il marabù può regalarci ottime catture. Il mio preferito è uno streamer dal dressing abbastanza semplice: prendiamo una amo specifico da luccio di una misura del 2/0 o 4/0 senza ardiglione lo ricopriamo quasi totalmente di filo di piombo assicurandolo con dell’attack, prendiamo un pezzo di mylar tubing color argento misura media, ne tagliamo uno spezzone di poco più lungo dell’amo e lo fermiamo con il filo di montaggio, un 3/0 bianco, fissando uno spezzone di filo di lana che servirà a dare volume all’artificiale. A questo punto cominciamo ad avvolgere la lana a spire serrate fino al raggiungimento dello spessore desiderato, blocchiamo il tutto con l’annodatore a molla e assicuriamo con la colla di montaggio. Ribaltiamo ora delicatamente il tubicino di Mylar lo fermiamo vicino alla curvatura con alcuni giri di filo di montaggio, fermiamo con l’annodatore ed alcune gocce di collante, tagliamo ora l’eccedenza ed il corpo è terminato. Prendiamo uno streap di coniglio di color bianco tagliandolo di alcuni centimetri più lungo dell’amo stendiamo sul corpo dello streamer un velo di attack e vi poggiamo sopra il coniglio facendo attenzione a lasciare circa 5 millimetri di spazio per creare la testina. Prendiamo infine due occhietti, li blocchiamo e li ricopriamo con l’epossidica bicomponente. Questo artificiale è specifico per questo periodo dell’anno e funziona alla perfezione in questo tipo di acque naturalmente dovremo avere con noi diversi tipi di streamer, quello sopra descritto lavora sotto la superficie ma dovremmo averne anche di superficie, usando bugs, grossi popper od altri che lavorino sul pelo dell’acqua in queste situazioni. Quando il nostro esocide attacca in superficie ho riscontrato ottimo uno streamer sempre montato su un grosso amo 2/0 - 4/0 con una coda formata da marabù insieme a qualche fibra cristal flash (o similari) ed una grossa testina conica in cervo rasato, artificiale che avrete l’occasione di testare soprattutto nella stagione calda quando il luccio è solito cacciare più vicino alla superficie. Non ci resta che andare a testare il nostro artificiale.


TECNICA DI PESCA


Per effettuare questo tipo di pesca non importa essere dei lanciatori eccezionali ma bisogna avere una buona padronanza della doppia trazione che ci aiuterà a portare il nostro streamer alla distanza desiderata. Cominciamo ora a sondare lo stagno in cui svolgeremo la battuta di pesca. Conviene iniziare con le sponde facendo ripetuti lanci per portarci via via al centro fino ad arrivare alla sponda opposta. Il recupero deve essere abbastanza lento a volte alternato da recuperi più veloci. L’importante in questo tipo di pesca è la pazienza, il luccio non insegue a lungo la sua preda, infatti dopo alcuni metri desiste, quindi saremo costretti a lanciargli lo streamer proprio sotto il naso, e qui è la nostra esperienza che ci indicherà il possibile rifugio del nostro pesce. L’attacco è fulmineo ed il combattimento non è dei più semplici, infatti il luccio non si da per vinto facilmente lottando con tutte le sue forze fino all’ultimo: lo vedremo saltare fuori dall’acqua, cambiare repentinamente direzione insomma un pesce capace di regalarci grandi emozioni. Un consiglio che vi vorrei dare è di portare con voi un ampio guadino che vi aiuterà a salpare il pesce e soprattutto diminuirà la durata del combattimento dandovi la possibilità di rilasciare quanto prima la preda. Il luccio è uno dei pochi pesci che risente moltissimo dello stress da cattura quindi consiglio di maneggiarlo con cautela e riossigenarlo ben bene prima di ridargli la giusta e meritata libertà.


CONCLUSIONI

Per chi si avvicina la prima volta alla pesca del luccio, non è difficile scoraggiarsi, ma se avremo la costanza di insistere saremo più che ripagati dei nostri sforzi, basta vedere le catture fatte in questa unica uscita di pesca, un bel luccio di più di due chilogrammi ed un piccolo luccio di oltre un chilo e questo solamente in poche ore di pesca. Tutto ciò dipende soprattutto dal fatto che oramai conosco alla perfezione dove e come lavorare i miei streamer all’interno di queste acque, ma vi assicuro che una volta trovato uno specchio d’acqua idoneo dopo qualche uscita, e se avete fortuna forse anche alla prima, testerete di persona come è eccitante sostenere un combattimento con un luccio usando una canna da mosca.



Articolo di Stefano Lucacchini pubblicato sulla Rivista PESCARE nel mese di Gennaio

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