SERVIZIO DI STEFANO LUCACCHINI
BLACK BASS DAL BELLY BOAT (PRIMA PARTE)
Siamo in tarda Primavera , le giornate sono più lunghe le temperature più
gradevoli e soprattutto il sole ha scaldato le acque, è il momento di rispolverare
l’attrezzatura da black bass. Scendo nella “Capanna del Pescatore” una piccola
struttura in legno dove ripongo le attrezzature più ingombranti, qui durante
le stagioni più fredde ripongo il mio belly boat, non c’è bisogno di controllare
il suo stato dato che rimane gonfiato per l’arco di tutto l’anno una precauzione
che consiglio a tutti coloro che hanno un piccolo spazio a disposizione,
questo permette che le camere d’aria interne non si sciupino, un’alternativa
per chi non ha a disposizioni ambienti per il rimessaggio è quella di togliere
le camere d’aria (gli attuali belly dispongono di più di una camera d’aria)
e stenderle magari sopra un armadio, dopo averle sciacquate, fatte asciugare
a dovere e magari cosparse di un poco di borotalco. Continuo a verificare
lo stato dell’attrezzatura, controllo le pinne, e soprattutto che i lacci
posteriori non siano usurati, Il giubbotto salvagente accessorio indispensabile
per poter pescare in sicurezza, io non ne faccio mai a meno, anzi oltre
a quello gonfiabile ne ho uno sotto la seduta che oltre a rialzare quest’ultima
e quindi facilitarmi sia nella visualizzazione dei pesci in superficie che
nella fase di lancio, in caso che malauguratamente tutte le camere d’aria
si buchino contemporaneamente (cosa del tutto improbabile) funge da sostegno.
Non sottovaluterei il fattore sicurezza, anche se abili nuotatori vi assicuro
che il panico e la paura riescono ad immobilizzarvi, io nonostante siano
circa venticinque anni che ho il brevetto di bagnino di salvataggio e da
quasi trenta pratico surf da onda, essendo anche istruttore federale di
quest’ultima disciplina, e quindi avendo un ottimo rapporto con l’elemento
acqua, preferisco rinunciare ad una battuta di pesca anzi che entrare in
acqua senza il giubbotto salvagente, c’è un detto che usa qui da noi, il
mare vuole i più bravi, e queste parole sono valide anche per le acque interne,
ricordiamoci che oltre al fattore psicologico, abbiamo gli waders e magari
un gilet con attrezzature varie e questo non ci facilita, insomma la vita
è troppo importante per metterla a repentaglio così stupidamente, quindi
riassumendo un buon giubbotto salvagente e uscire sempre in compagnia di
un amico, renderà più piacevole la vostra uscita di pesca e in caso di bisogno
vi potrà essere utile. Non vorrei avervi spaventati con questa mia premessa,
in tanti anni che pratico questo tipo di pesca, non è mai successo che mi
si bucasse il belly e soprattutto quelli più moderni sono costruiti in materiali
più resistenti, per esempio il fish-cat o il fat-cat hanno camere d’aria
molto resistenti e l’involucro esterno è in nylon 420 denari di alta qualità,
lo stesso materiale che viene usato per i gommoni. Fatta questa piccola
premessa passiamo alla nostra giornata di pesca.
LA GIORNATA DI PESCA
Caricata
In macchina tutta l’attrezzatura necessaria mi dirigo verso uno dei laghi
che frequento abitualmente in provincia di La Spezia, arrivato a destinazione
cominciano i preparativi, controllo la pressione del belly e, se ce ne è
bisogno, con l’ausilio di una pompa a doppia azione riempo totalmente le
camere d’aria. E’ il momento di montare le canne, solitamente ne porto due,
una montata con coda galleggiante una bass-bag specifica per questa tipologia
di pesca, infatti la sua conformazione facilita nel lancio degli artificiali
anche di grosse dimensioni, ed una con una coda a punta affondante da destinare
alla ricerca sotto la superficie con streamer. Fatto questo inserisco negli
ampi tasconi di cui è dotato il Belly Boat, tutto l’occorrente per la battuta
di pesca, scatole porta artificiali, una scatola dove ripongo spille di
servizio, forbicine e attrezzi vari che avendo le estremità acuminate potrebbero
danneggiare il nostro float-tube, varie bobine di monofilo, e una bottiglia
d’acqua minerale. Indossati gli waders, mi avvicino con tutta l’attrezzatura
all’acqua metto le pinne mi siedo sul belly che precedentemente avevo posizionato
nei pressi della riva del lago e disposte le canne nei portacanne laterali
comincio a pinneggiare, allontanandomi di qualche metro dalla sponda, a
questo punto decido di iniziare la battuta di pesca in superficie, quindi
prendo la canna con la coda galleggiante e ci abbino un popper in balsa
nero con codine in gallo rosse e nere, a questo punto mi accingo a lanciare
nei pressi della vegetazione sottoriva, dove presumo possano stazionare
le possibili prede, bisogna infatti cercarli nella vegetazione, piccoli
alberi sommersi canneti ed erbai , sono infatti questi i posti dove trovano
rifugio i black e da dove sferrano gli attacchi alle loro prede. Dopo una
serie di lanci a vuoto mi avvicino ad un albero sommerso, grazie agli occhiali
polarizzanti riesco a vedere un grosso black nei pressi della superficie,
lancio e lascio per qualche istante l’imitazione ferma, recupero un pochino
e di nuovo lo lascio fermo per alcuni secondi, solitamente questo riesce
ad attirare la curiosità e l’aggressività innata di questo pesce ed è infatti
in una di queste pause che il black attacca il mio popper: è uno spettacolo,
usa tutte le armi che ha a disposizione per difendersi, punta verso il basso
salta fuori dall’acqua, ma dopo alcuni minuti riesco a catturarlo, una veloce
foto di rito e lo rilascio nuovamente nel suo elemento naturale. Lo specchio
d’acqua in cui sto pescano non è molto grande, l’acqua è cristallina e si
riescono a vedere i pesci anche in profondità, noto sull’altra sponda dell’attività
nei pressi di un altro albero semisommerso, ma non mi faccio prendere dalla
foga di raggiungere direttamente quel punto tagliando il lago, è infatti
di buona norma, sempre per motivi sicurezza, spostarsi lungo il perimetro
seguendo le sponde. Mentre mi accingo a raggiungere la meta mi soffermo
a fare qualche lancio nelle zone che ritengo più produttive riscendo a catturare
alcuni piccoli black. Raggiunto il punto prefissato all’interno dei rami
semisommersi dell’albero vedo due grossi black in attività superficiale,
lancio ed appena il popper tocca l’acqua uno dei due pesci attacca il mio
artificiale, non è difficile che questo accada , oltre all’innata curiosità
che contraddistingue questa specie entrano in gioco in questo caso la territorialità
e la competizione alimentare, è infatti solitamente più facile trarre in
inganno la nostra preda quando è in caccia più di un pesce nella stessa
zona. Un esemplare veramente grosso, che mette a dura prova la mia attrezzatura,
ma riesco ad allontanarlo dalla vegetazione e dopo qualche istante a catturarlo,
stimo che sia abbondantemente oltre il chilo, ed anche lui una volta rilasciato
ritorna tranquillamente a nuotare nelle sue acque. Appagato dalla bella
cattura, ne approfitto per concedermi una piccola pausa e per saziare la
mia sete. Osservando l’ambiente che mi circonda e soprattutto l’attività
dei pesci , avevo osservato alcune libellule che si aggiravano nei pressi
dell’acqua e provo quindi a montare un’imitazione in foam rosso di questo
insetto. Sondo così con il nuovo artificiale le rive del lago ma senza alcun
risultato, non vi è più attività superficiale e così decido di cambiare
attrezzatura per provare al di sotto della superficie. Prendo la canna montata
con la punta affondante, abbinandovi uno streamer in Streap di coniglio
nero, lancio, lascio affondare fino alla profondità desiderata e recupero,
non è entusiasmante come la pesca in superficie, ma senz’altro è più redditizia,
infatti riesco subito al primo lancio a prendere un black, non di grosse
dimensioni ma comunque incoraggiante, le catture si susseguono, ma purtroppo
solamente piccoli esemplari. In ogni caso non posso lamentarmi la giornata
è stata fruttuosa e soprattutto ho catturato un grosso esemplare in superficie,
quindi oramai stanco decido di concludere la giornata di pesca, e ritornare
magari domani sperando in una cattura ancora più grande.
CANNE E MULINELLI E ARTIFICIALI
Le
canne che uso per questa pesca sono solitamente due entrambe nove piedi
per coda otto – nove, una con una bass-bag una coda specifica per questa
tipologia di pesca con un belly molto pronunciato tale da permetterci il
lancio di artificiali voluminosi, che uso in superficie con popper, bugs
e imitazioni di libellule, e l’altra invece con una Wet Tip una coda con
punta affondante che scende di 1,8-2,0 inchs al secondo che uso per la pesca
sotto la superficie con streamer nei momenti in cui non c’è attività superficiale.
Come finale possiamo usare od un conico o uno creato da noi scalando 80
cm di 0,50, 60cm di 0,40 ed un tip dello 0,30 o 0,25 meglio se in fluorocarbon,
molto più resistente e quasi invisibile dote data dalla sua trasparenza
e dalla bassissima rifrazione. Consiglio come sempre di unire il finale
alla coda effettuando un nodo Nailles Knot, ancora meglio sarebbe inserire
un ago nella coda e farlo fuoriuscire dopo 4-5 mm , a questo punto bisogna
inserirvi e far fuoriuscire il monofilo che avremmo precedentemente tagliato
diagonalmente in modo da formare una punta, questo ci favorirà nell’operazione
di inserimento e fuoriuscita di quest’ultimo, a questo punto effettueremo
il nodo che ricopriremo con un collante tipo attack o acquaseal, uso questo
sistema sempre sia per le connessioni di finali da secca, ninfa o streamer,
infatti grazie a questo accorgimento il finale sarà quasi un prosecuzione
della coda, e ci darà una maggiore affidabilità e scorrevolezza della connessione.
Come artificiali uso, per la pesca in superficie, dei popper di diverse
dimensioni o in balsa che costruisco personalmente da un tondino di questo
leggerissimo materiale, dedicheremo in seguito un articolo specifico sulla
costruzione di questi ultimi, o in foam molto più veloci da assemblare,
visto che troviamo già le testine di varie dimensioni e colori pronte in
commercio, basterà fissarle sull’amo e aggiungere le piume vicino alla curvatura
ed eventuali elastici nel corpo in foam ad imitazione di piccole zampette,
grossi bugs in pelo di cervo rasato, imitazioni di libellule sempre in foam
nei colori celeste e rosso, imitazioni di rane o piccoli topolini ( sono
anch’essi molto catturanti) ed in alcune situazioni artificiali tipo chernobil
ant o madamx ad imitazione di grossi insetti o terrestrial. Come streamer
per la maggior parte sono in streap di coniglio o in materiali sintetici
vari ad imitazione di piccoli pesci foraggio. Molto efficaci sono anche
delle specie di vermoni tipo quelli usati nello spinning costruiti in alcantara
da usare facendoli scendere e lavorare nei pressi del fondo e recuperare
a piccoli strappetti. Ho notato nelle varie uscite fatte e testando i colori
più catturanti, che sia in superficie, che sotto il pelo dell’acqua, le
colorazioni che mi hanno dato maggiori risultati sono quelle tendenti al
nero. Quindi consiglio di non farvi mancare imitazioni in questa tonalità.
ACCESSORI
Fra gli accessori utili in questa tipologia di pesca oltre all’indispensabile giubbetto salvagente, consiglio una buna pompa a doppia azione, con essa sarà molto meno faticoso il gonfiaggio della nostra piccola imbarcazione, un telo in materiale plastico vi sarà utile sia per evitare di bagnare il bagagliaio della vostra autovettura durante il trasporto, sia nelle fasi di gonfiaggio quando, posto fra il terreno ed il belly boat, eviterà che eventuali oggetti acuminati possano danneggiare la struttura di quest’ultimo. Per chi non possiede waders specifici come quelli della Fisher Motion dotati di una robusta suola in materiale plastico una sorta di scarpa, consiglio l’utilizzo di calzari in neoprene tipo quelli usati per il Windsurf, eviteranno infatti eventuali fori nei waders nel percorso da effettuare per il raggiungimento dello specchi d’acqua. Spesso frequento spot ricchi di Black-Bass ma battuti non di rado da vento, non è la situazione ideale per affrontare una giornata di pesca, ma possiamo tentare egualmente , per rimanere in posizione e rallentare lo scarroccio uso solitamente una piccola ancora galleggiante assicurata al Belly Boat con una cima di almeno cinque sei metri, di poco ingombro e molto utile in situazioni come quelle sopra descritte. Se il vostro Belly Boat non è accessoriato di portacanne, li potete trovare in commercio, in alternativa potete costruirli da soli con del semplice velcro, avere a disposizione più di una canna vi permetterà di pescare agevolmente sia in superficie che sotto. Per assicurarvi che il vostro cellulare o l’eventuale macchina fotografica non subiscano irreparabili danni a causa di un accidentale caduta in acqua si trovano a modico prezzo dei contenitori specifici o nei negozi specializzati di pesca o in un negozio di accessori nautici. Per quanto riguarda il giubbotto salvagente consiglio per praticità quelli gonfiabili,dotati di una piccola bomboletta di aria compressa, di poco ingombro ma soprattutto di nessun ostacolo alla vostra azione di pesca. Ricordo che questo tipo di salvagente ha bisogno, periodicamente, di una revisione.
CONCLUSIONI
Una tipologia di pesca molto eccitante sia per il fatto di condividere
lo stesso elemento della nostra preda, sia perché, in alcuni luoghi poco
frequentati e lontani dalla urbanizzazione riusciamo ad avere un contatto
diretto con la natura. Percorrendo a volte solamente pochi chilometri, si
ha la possibilità di allontanarci dal mondo ed immergerci in una natura
“incontaminata” e lontano dal traffico, dal cemento e dall’asfalto riusciamo
a rigenerarci, per me questi ambienti sono vitali e riescono ad aiutarmi
a vivere nel grigiore della città. Oltre all’aspetto sopra citato la pesca
al Black –Bass ci mette a confronto con una preda molto combattiva capace
di regalarci grandi emozioni. Inoltre possiamo considerarla una valida alternativa
alla normale pesca a Mosca in fiume od in torrente dove purtroppo a causa
dell’innalzamento della temperatura globale del nostro pianeta troviamo,
specialmente nei periodi più caldi sempre meno acqua e purtroppo, mi auguro
che così non sia, ne troveremo sempre meno. Per cementarsi in questa disciplina
non dobbiamo pensare di dover spendere delle cifre esagerate, un Belly-Boat
di ottima qualità come il fish-cat che vi accompagnerà nelle uscite di pesca
per tutta la vostra vita costa circa 250 euro con un altro centinaio acquisterete
pinne pompa e giubbotto salvagente, una pesca quindi alla portata di tutte
le tasche. Una cava dove svolgere questa pesca vedrete che vicino a casa
vostra la troverete, magari consultandovi con amici che già praticano questa
tipologia di pesca o da negozianti in zona, io a volte per individuare zone
nuove da testare mi affido all’ausilio di internet, scaricando infatti la
versione gratuita di Google Earth si ha la possibilità di visionare eventuali
spot validi. Fortunatamente nella mia zona vi sono parecchi piccoli specchi
d’acqua sia naturali che formati dall’uomo, tipo cave abbandonate, ne troviamo
infatti parecchi lungo il tratto autostradale che da La Spezia porta in
direzione Viareggio, qui infatti hanno creato alcuni grossi specchi d’acqua
per recuperare materiale utile per la realizzazione del tratto autostradale.
Comunque per chi volesse delucidazioni o consigli su eventuali spot della
zona del nord della Toscana dove io risiedo può tranquillamente scrivermi
una mail all’indirizzo stefano.lucacchini@libero.it. Non mi resta che augurarvi
un in bocca al lupo a tutti.
Continua con Accessori e costruzione artificiali.
Articolo di Stefano Lucacchini