ADIGE
“Questo di sette è il più gradito giorno”, così diceva Giacomo Leopardi
nella sua poesia il Sabato del Villaggio, e così è per noi nei giorni che
precedono un ‘uscita di pesca .I preparativi sono,per me,uno dei momenti
più belli, l’entusiasmo ed i sogni si fondono creando una sorta di magia
dentro noi, la magia di quei giorni passati di fronte al morsetto a creare
nuove mosche, a mettere a punto tutta la nostra attrezzatura, finali, scatole
,artificiali…. stiamo già vivendo quei momenti, siamo già sul fiume, ma
a volte le emozioni che si provano nel fatale giorno superano i sogni.
Da ormai parecchi anni fra le tante uscite che facciamo con gli amici del
club di pesca, c’è quella sull’Adige, uno splendido fiume che nasce nei
pressi del lago di Resia per andare a sfociare nell’adriatico attraversando
nel suo tragitto il Trentino ed il Veneto.La zona di maggior interesse per
la nostra tipologia di pesca si trova tra Rovereto e Verona dove l’Associazione
Pescatori dilettanti Vallagarina gestisce un lungo tratto di questo corso
d’acqua diviso in diversi settori:
La zona “A” che si trova a monte della diga di Mori ha la caratteristica
di acque molto profonde ed anche pesci di taglia superiore, è possibile
pescare in questa zona solamente con livelli bassi.
La zona “B” fra la diga di Mori e quella di Avio,la zona “C” si trova invece
a valle di quest’ultima.
Vi sono poi una zona trofeo “ZTB” in località Mori ed una zona No Kill “NKC”
a valle del settore “C”:
Personalmente pesco sempre nei settori “B” e “C” che conosco molto bene
ed hanno una conformazione ideale per il nostro tipo di pesca, si alternano
infatti forti correntoni e lunghe lame con una profondità media non molto
alta, che permettono di stimolare a secca anche i pesci più svogliati.
Canne ,Code e Mosche
Questo fiume è abbastanza ampio e spesso battuto da vento, per cui suggerisco
di usare canne che vanno da gli 8’6” ai 9’, per coda 4 o 5, questo vi permetterà
di coprire maggiori distanze con un minimo sforzo ed inoltre in caso di
vento vi aiuteranno ad affrontare questo indesiderato avversario.
Finali sopra i cinque metri vi saranno utili ad evitare i dragaggi con tip
non inferiori al metro e mezzo e di diametro che va da un minimo del 12
fino ad arrivare ad un 18, non scordiamoci che è possibile imbattersi in
marmorate di taglia.
Come mosche vanno bene imitazioni su ami 14-16-18, personalmente uso con
grande successo delle emergenti in cul de canard (tipo Valtellina), micidiale
in queste acque è anche la classica Red Tag.
I PESCI
In queste acque possiamo trovare bellissime fario, iridee, marmorate, ibridi
fario marmorata e dei bellissimi temoli per la maggior parte pinna rossa
ma anche qualche esemplare del nostro pinna blu.
Nel periodo che va dalla prima domenica di febbraio fino al 30 settembre
è possibile insidiare (per quanto riguarda la tecnica della pesca a mosca)
pesci sia a streamer ninfa sommersa e secca, nel periodo invece di ottobre
novembre in cui la pesca è aperta solamente al temolo si può pescare esclusivamente
a secca e assolutamente a piede asciutto.
LA GIORNATA DI PESCA
In questa uscita fatta verso la fine di ottobre i livelli delle acque erano
ideali, acqua limpida e nella mattinata assenza di vento. Nell’occasione
avevo montato una otto piedi per coda quattro e come mosca una piccola emergente
in cul de canard color blu dun. Mi reco immediatamente in una pool che in
passato mi aveva dato grosse soddisfazioni e nell’attesa di vedere qualche
bollata comincio a pescare in caccia, dopo una miriade di lanci riesco a
far salire un temolo di modeste dimensioni, cambio zona ma il risultato
è lo stesso, mentre comincio a scoraggiarmi ricevo la telefonata di altri
amici che hanno optato per la parte bassa del fiume a valle del ponte di
Vo Destro, anche lì nessuna bollata ma ogni tanto qualche cattura di temoli
di taglia. Così decido di raggiungerli ed arrivato a destinazione comincio
anche io a lanciare in quell’insidiosa corrente, la mosca rimaneva in pesca
per pochi secondi, a causa delle correnti superficiali e, nonostante i lunghi
finali, i lanci curvi e i continui manding, l’artificiale riusciva a non
dragare solamente per pochi metri. Alcune decine di lanci ed il primo temolo
over quaranta entra nel mio guadino, foto di rito ed immediatamente lo rilascio
al suo elemento. Nel frattempo una perturbazione sale da valle portando
con se un fastidioso vento che ci ostacola nella pesca per tutto il resto
della giornata.
Personalmente non amo rimanere fermo in un solo posto,soprattutto se non
si vedono bollate, così insieme all’amico Massimiliano decidiamo di bagnare
le nostre mosche altrove, magari sperando di trovare una zona un po’ meno
battuta dal vento.
Risaliamo le rive dell’Adige per alcuni chilometri cercando una zona che
ci ispiri e che soprattutto non sia battuta dalle forte raffiche di vento,
ma dappertutto è uguale, purtroppo siamo capitati nella giornata sbagliata.
Gli amici Andrea e Beppe invece sono stati premiati per la loro caparbietà,
hanno infatti insistito a valle del ponte e quello spot gli ha regalato
in fondo alla giornata parecchi temoli di taglia.
Comunque nonostante non sia vista nessuna bollata tutti quanti ci siamo
divertiti ed abbiamo riportato a casa dei bei ricordi che gelosamente custodiamo.
Infatti in Adige non bisogna mai scoraggiarsi prima o poi vieni ripagato
dei tuoi sforzi.
Soddisfatti e stanchi ci accingiamo a ritornare alle nostre dimore ,la bellissima
giornata è finita rimango le emozioni che cancellano i sogni e fra i vari
pensieri che passano nelle nostre menti c’è il ritornare alla cupa e grigia
quotidianità.
Così per concludere con il Leopardi “…al travaglio usato ciascuno il suo
pensier farà ritorno.”
CONSIGLI UTILI
Oltre a visionare il sito dei Pescatori dilettanti della Vallagarina, www.apdv.org
, dove potete trovare tutte le informazioni necessarie , dalla situazione
delle acque, i punti dove acquistare i permessi, il costo di quest’ultimi,
le convenzioni per chi desidera pescare più giorni, dove alloggiare ecc.
, conviene contattare telefonicamente i guardapesca che sapranno darvi informazioni
più dettagliate e aggiornate e visto che frequentano assiduamente il fiume
vi potranno dire anche la zona più redditizia in quel momento.
CONCLUSIONI
L’ Adige è un fiume da tenere presente nei propri itinerari di pesca, sa
regalarvi grosse emozioni e sopratutti bei pesci, il livello di difficoltà
di queste acque direi che è medio-facile . Unico inconveniente che lo rende
a volte ostico è il vento, avversario temibile di noi moschisti, che non
di rado, vista anche la vicinanza con il lago di Garda, è di casa, specialmente
nei periodi di ottobre-novembre in cui è possibile pescare solo a secca.
COME ARRIVARCI
Provenendo da nord (Parma ) prendere L’autostrada A1 (Autostrada del Sole)
all’altezza di Modena deviare sulla A12 e percorrerla per circa 130 chilometri,
uscire poi allo svincolo Ala Avio.
Provenendo da sud (Bologna) prendere l’autostrada del sole A1 e percorrerla
sino a modena per poi imboccare la A12 che vi porterà ad Ala Avio.
Giunti ad Ala-Avio vi trovate a poche centinaia di metri dal fiume, non
resta che fare il permesso ed andare a pescare.In bocca al lupo a tutti
Articolo di Stefano Lucacchini