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Recensione Magia sull'Acqua

Ho terminato ieri la lettura dell'ultimo libro di Roberto e l'ho trovato davvero interessante oltre che molto coinvolgente.
Racconti a parte che sono davvero molto belli,il libro sviscera la tecnica in maniera molto esaustiva e anche se questo è solo un libro introduttivo (ce ne saranno altri + tecnici) credo che nessuno mai prima di oggi avesse mai fatto nulla del genere,o quanto meno nessuno mai così nel profondo.
Roberto ha centrato in pieno l'obiettivo e ha messo tutti in condizione di considerare il lancio non + come una esibizione virtuosa delegata a pochi ma come una componente fondamentale che trova le sue radici nella piena conoscenza dell'ambiente fluviale e come dice lui stesso dall'acqua
La sua dinamica angolata ci offre oggi (veramnete sono concetti di 35 anni fa) una visuale tecnica completa e molto performante.
Leggendo il libro nella sua interezza mi è venuta in mante una scena del film " ritorno al futuro" dove il protagonista tornato indietro nel tempo si ritrova suo malgrado a dover suonare in un'orchestra di 30 anni fa e improvvisa con chitarra elettrica un Jhonny be Good in versione molto Rock,alla fine dopo la sua performance osserva il pubblico che è rimasto sbigottito e pietrficato,incapace di comprendere quello stile così poco conforme alle regole ma pur sia così affacinanate in ogni sua sfumatura artistica,il nostro protagonista "michael j. Fox" osserva il pubblico e sentenzia" forse non siete ancora pronti per questo" e esce di scena come un marziano.
A Roberto è accaduta la stessa cosa,probabilmente non eravamo ancora pronti 35 anni fa a carpire i meccanismi veloci della sua TLT tanto nuova quanto incomprensibile... perchè lanciare a quella velocità? perchè spostarsi dalla verticale fino a 45 gradi? Perchè tanto interesse per un lancio lungo? e sopratutto con quale diritto asseriva che le "molle"canne del tempo erano inadatte e tecncamente inappropiate per la pesca con la mosca?? Bhè la risposta è semplice,lui era già molto avanti,è cresciuto nell'acqua credendo alle sue correnti e alle sue velocità,ai mille giri vorticosi che essa compie tra le rocce e nel'anima dello scrittore che per così dire è stato anch'egli plasmato da quell'elemento naturale che scorreva a pochi passi dalla sua fanciullezza e che da principio era fonte di sopravvivenza , alimentazione e in seguito maestro di vita e forse il vero artefice della TLT.
Forse la TLT è stata scoperta da pragliola ma credo che appartenese già a quelle acque, stava solo cercando quanlcuno che ne carpisse i moti e ne sviluppasse la tecnica.
Si dice che le opere d'arte sono frutto della natura e dell'artista,nessuno crea mai una statua stupenda,si limita solo a togliere il materiale in eccesso.
Spero che questo libro non segua il tragico destino che ha segnato "trote emoche in acque veloci"che mi ricorda e di cui sono stato anch'io lettore curioso ma forse poco attento,mi auguro che alla luce di quello che nel libro è palesato si inizi a compresndere il lancio in mnaiera diversa,senza prestare il nostro animo a dogmi scritti che forse determinano la fine di ogni inventiva personale.
Insomma chi lo ha già letto può tranquillamente controbattere quello che ho scritto e quelli che non lo hanno neppure iniziato farebbero bene a sfogliarlo e leggerlo attentamente...forse oggi riusciremmo a capire con maggiore chiarezza ciò che roberto dice da quasi 30 anni.
Faccio un'ultimo inciso e poi basta....
Quello che mi ha davvero stupito nel libro è il percorso che roberto fa nei confronti dell'attrezzatura,ognuno di noi o meglio quasi tutti cerchiamo sempre il miglior compromesso possibile tra le cose,il miglior risultato con ciò che disponiamo e questo è per certi versi fondamentale e anche corretto,ma roberto 30 anni fa quanto tutto verteva su movimenti istituzionale e dogmi precisi da cui guai a uscire,egli iniziò un persorso fondamentale e molto pericoloso che lo portò di volta in volta a comprendere che i materiali che aveva a sua disposizione non erano ancora tecnologicamente avanzati per il risultato da lui cercato,insomma è stato davvero un precursore e ha capito e eviluppato concetti nella sua mente molto più avanti di quanto lo fossero le strutture del tempo.
Quando parla della sinistra e si riferisce alla pagaiata è incredibile come mette un paletto in questa dinamica,"la sinistra non sta facendo doppia tensione!!" ma serve unicamente a sopperire le lacune di uno strumento Nuovo per quel tempo ma già obsoleto nella mente di Roberto inquanto inadatto a formire la velocità di cui lui aveva bisogno.
Che dire se non è essere avanti questo ,io non so cos'altro sia.
Onore al merito a quest'uomo e a quel che ha scritto,poi ognuo di noi è libero di interpretare e distruggere tutto con liberta,lo abbiamo sempre fatto e non vedo cosa ci sia di tanto strano.
Ma attenti a non fare l'errore di accantonare un discorso senza prima essersi messi in discussione,ogni tanto occorre anche uscire dal branco e provare a ragionare di testa propria....