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SERVIZIO DI STEFANO LUCACCHINI E MASSIMILIANO MALTENO

Cheppie in Magra
Un po' di storia

Abitare a poche centinaia di metri dal Magra ha i suoi vantaggi, primo tra tutti quello di poter andare a pesca anche nei piccoli ritagli di tempo, questo in particolar modo quando si tratta di pesca alla cheppia, dato che la zona dove vivo è praticamente a contatto con la parte di fiume che è maggiormente interessato alla risalita. Lo svantaggio in questo periodo di pesca è che il mio cellulare è “tempestato” da telefonate di amici che vogliono informazioni sulla risalita delle cheppie e allora come sempre, anche quest'anno, con la mia bicicletta mi reco sul ponte del fiume Magra nei pressi del casello autostradale di Sarzana,da qui, con gli occhiali polarizzati e un piccolo binocolo ,si riescono a vedere le cheppie che risalgono la corrente e di conseguenza avvertire gli amici appassionati di questa particolare tecnica di pesca. Certo il fiume non è più quello degli anni 70, quando poco più che bimbetto andavo con gli amici e la bicicletta a pesca di cheppie, erano talmente numerose nella risalita che in alcuni punti di acqua bassa si riuscivano a prendere con le mani. Per non parlare della pesca alla passata, ad inizio stagione con il bigattino ogni tre cavedani si strappava una cheppia, e in estate ogni tre passate due erano interrotte da minuscole cheppie che scendevano verso il mare. C'è chi da colpa della diminuzione della risalita all'inquinamento, chi alle piene di primavera meno copiose che richiamano poco la cheppia in mare, chi ai cormorani, personalmente penso che oltre questi fattori la diminuzione dei livelli rende difficoltosa la risalita e rende alcune briglie insormontabili o difficili da superare. Infatti proprio per questo fattore uno dei momenti magici per insidiare la cheppia è dopo una piena, con i livelli alti, anche se in questo modo la pesca diventa più difficile si hanno le migliori chanche. Tornando al presente analizziamo la zona di pesca, teoricamente a valle di ogni sbarramento vi è una pool valida e questo si concretizza nella zona che va dalla piana del “campeggio”, molto cara ai pescatori di muggini, in località Battifollo, al ponte della ferrovia di San Genisio circa un chilometro a monte del campeggio, questa zona offre più punti dove far scendere i nostri artificiali in un buon concentramento di pesci. Le correntine sotto il ponte della ferrovia sono poi valide alternative, si possono vedere le cheppie che saltano per superare la briglia e le buche sotto quest'ultima sono spesso fonte di concentrazione di pesci. Vorrei infine accennare brevemente a questo pesce, rivolgendomi soprattutto a coloro che non lo conoscono e quindi non sanno le abitudini ed i comportamenti. La Cheppia od Alosa, nome latino Alosa Fallax Nilotica, è un pesce della famiglia delle Clupeidae ed è una specie anadroma, vive in branchi nelle acque litorali marine di tutti i mari Italiani e migra in primavera nelle acque fluviali per la riproduzione. Si ciba di piccoli pesci ed invertebrati e può raggiungere una taglia fino a 60 centimetri e superare il chilogrammo di peso.

Attrezzatura

Per la pesca della cheppia occorre un'attrezzatura medio pesante, sovradimensionata rispetto alla mole dei pesci ma utile per poter pescare con code pesanti tali da permetterci di far lavorare i nostri streamer vicinissimi al fondo e in condizioni di acque turbolente, con forti correnti ed a volte notevoli profondità. Una 9 piedi per coda 8 o 9 è l’ottimale e ci consente di pescare agevolmente la cheppia, possiamo anche oltrepassare questa lunghezza, fino a 10 piedi, si tratta sempre di un attrezzo maneggevole e consente di avere quei 30 centimetri in più che permetteranno di accorciare il combattimento e recare il minor stress possibile alla preda. Ultimamente alcuni pazzoidi, tra cui il sottoscritto, si cimentano anche con la canna a due mani, tanto per pensare di essere realmente in un blasonato Fiume Inglese ai salmoni, ma spesso a fine giornata le braccia risentono di questo attrezzo,infatti, non tanto nel lancio ma nel recupero, il peso in più rispetto alla canna ad una mano, alla fine dice la sua. C’è da dire che questa attrezzatura in fiumi più ampli come il Po’ è d’obbligo, ma anche in alcune parti della Magra specialmente più vicino alla foce, dove si allarga notevolmente, ci sarà utile per effettuare lanci più lunghi con uno sforzo minore. Per il mulinello è bene dotarsi di uno ben capiente e capace di contenere la coda e una buona quantità di backing, meglio sarebbe se fornito di più bobine di ricambio per avere sempre a portata di mano la coda giusta. Come code l’ideale sono le shooting taper naturalmente sinking, uno spezzone di nove metri, maneggevole, capace di lunghi shooting e di portare subito i nostri artificiali in azione di pesca nella zona desiderata. Come running line si usano solitamente dei monofili di nailon di grosso diametro come l’Amnesia, il Frog o similari, quasi privi di memoria, che, essendo più sottili di una normale coda, non ostacolano l’affondamento della testa. Per unire il nylon alla coda consiglio il nodo Nailles knot, suggerisco prima di effettuare il nodo di ammorbidire in acqua bollente la parte destinata alla giunzione con la coda, visto che il diametro del monofilo è abbastanza elevato, una volta effettuato il nodo ricopritelo con della colla tipo Acquaseal o con dell'Attack Gel in modo da dargli una conicità che permetta una migliore scorrevolezza all’interno degli anelli, la solita calzetta più semplice per il collegamento può creare dei problemi, ho visto più di un pescatore vedersi portar via la coda da una cheppia perché la calzetta non aveva retto o era stata fissata male. Infine per unire l’Amnesia al backing useremo due nodi Nailles knot uno con il monofilo sul backing e l’altro al contrario, con il backing sull’Amnesia, in modo da avere un doppio nodo che facendo battuta l'uno sull'altro, potrà darci una totale affidabilità, anche quest’ultimo verrà ricoperto di collante come sopra. Avere un modello di mulinello con più di una bobina ci consentirà di cercare la cheppia dove staziona, ovvero più o meno a fondo, in alcuni casi si possono addirittura pescare con la coda galleggiante, se non disturbate, in questo caso l'attacco è come quello del tarpon, un vero e proprio rincorrere l'artificiale a galla con tanto di sciacquii. L'ottimale è avere un mulinello con le quattro alternative classiche in bobina: coda galleggiante, un intermedia e due code con diverso livello di affondamento, io consiglio uno shooting taper del 10 IV grado ed una 9 III grado. Se inizialmente vogliamo acquistare una sola coda per non sobbarcarci tutta la spesa in una sola volta e vogliamo una coda tuttofare il mio consiglio è senz’altro lo ST del 10 IV grado di affondamento, se vogliamo invece una coda tradizionale può andare benissimo una Uniform Sink del IV o V grado di affondamento, 27 metri di coda totalmente affondanti. Di recente realizzazione la Rio “T8” affondamento 7 incs al secondo o la “T 14” 8-9 inches di affondamento al secondo, è una coda utilizzata soprattutto nel saltwater ma ottima anche per questo tipo di pesca, che consente di essere realizzata al momento in negozi specializzati del settore, come dall'Armeria Benedetti in Via Statale Lucchese sita a Serravalle in Montecatini, dove possono essere confezionate delle code apposite a seconda della potenza della canna, variando la lunghezza della coda e di conseguenza il peso e realizzandole personalizzate a seconda della capacità di lancio della canna. Per quanto riguarda il finale faccio una raccomandazione ai lettori, quella di non adottare diametri sottili, la cheppia è un pesce molto delicato e la rapidità del recupero è fondamentale per il rilascio della preda senza traumi, contrariamente con una monofilo esile dobbiamo lavorare il pesce e questo può provocare alla cheppia un eccessivo accumulo di acido lattico tale da provocare un trauma che può portarla alla morte. Il finale è composto da un tratto di potenza potenza dello 0,50 di 80 cm , 40 cm dello 0,40 collegati tra loro tramite il Blood Knout o nodo di sangue e tippet dello 0,30 con eventuali braccioli per montare più di uno streamer dove è consentito. Accessorio fondamentale è il guantino, un piccolo guanto che funge da protezione alle dita e che serve per evitare di perdere in acqua una falange a fine giornata, si trova in commercio in neoprene ma può essere anche realizzato artigianalmente tagliando le dita di un comune guanto, oppure come si faceva una volta, con il cerotto di carta si proteggono le dita indice e medio e una volta che il tutto è logoro si cambia, a voi la scelta. Il guadino secondo me è d’ obbligo: ci permette di non manipolare il pesce di accorciare il combattimento e di rilasciarlo velocemente, è vero che siamo dei pescatori, ma del 2008, e quindi il nostro intento è quello di divertirci, di rilassarci ma soprattutto quello di far si che il pesce subisca il minor stress possibile durante il combattimento ed il rilascio, quindi evitiamo inutili foto mantenendo il pesce per diversi minuti fuori dal suo elemento, o per lo meno facciamolo velocemente tenendo la preda in acqua, ricordiamoci che non dobbiamo dimostrare niente a nessuno il ricordo è fotografato nella nostra memoria e vi rimarrà per tutta la vita.

AZIONE DI PESCA

Le prime zone da testare sono le piccole o grandi buche che si formano prima o dopo una piccola cascata o una briglia, l’ostacolo costringerà le cheppie a rimanere per qualche tempo in queste zone, poi le forti correnti ed infine le grandi lame iniziando sempre dalla zona con maggior corrente fino ad arrivare dove l’acqua scorre più lentamente. Non bisogna mai scoraggiarsi se siamo sicuri che le nostre prede siano già entrate, bisogna insistere, provare a diverse profondità di acqua, cambiare tipo di recupero, iniziare recuperando veloce e se non si vedono risultati rallentare, magari alternare recuperi veloci a piccole pause, insomma bisogna provarle tutte per capire come mangiano in quella giornata. E’ importante sondare anche i vari livelli d’acqua, e per far questo conviene lanciare, aspettare qualche secondo, magari contando mentalmente e poi recuperare, se vediamo che le cheppie non attaccano i nostri artificiali, proviamo a sondare un livello di acqua superiore, diminuendo il tempo di attesa prima di recuperare. Se le cheppie stazionano sul fondo immergeremo la punta della canna in acqua in modo da non far risalire la coda negli ultimi metri, se invece mangiano a mezz’acqua o in superficie tenderemo ad alzare sempre di più il cimino. I lanci verranno effettuati inizialmente perpendicolari alla riva, poi man a mano sezioneremo le altre parti di acqua seguendo la direzione della corrente, sondando quindi una porzione di circa novanta gradi.
Se anche con tutti questi accorgimenti non si hanno risultati conviene spostarsi magari scendere o risalire di qualche metro oppure prendere l’auto e cambiare spot, ricordando che le ore migliori sono quelle dell’alba e del tramonto ma sostanzialmente mangiano nell’arco di tutta la giornata. L’importanza di avere più code dipende sostanzialmente dai livelli e dalla stagione, è capitato in tarda primavera di pescarle a ninfa ed addirittura a secca. Vorrei spendere due parole sull’etica di pesca, cosa che purtroppo in pochi conoscono e condividono, se vedete che un pescatore è già in pesca in una lama o in una buca prima di lanciare chiedergli cortesemente se la vostra presenza lo disturba. Dico questo per esperienza personale, quando incomincia la stagione delle cheppie tutti i giorni mi troverete sul fiume e alla domenica quando ho a disposizione tutta la giornata prima dell’alba sono già lì. Proprio in una domenica mi sono trovato a litigare con un maleducato, stavo pescando in una piccola buca larga sui tre metri quando dalla parte opposta spunta dai rami il cimino di una canna poi il losco individuo che senza pensarci due volte lancia il suo artificiale sulla mia coda, questi comportamenti parlano da soli e non c’è bisogno di ulteriori commenti, quindi cerchiamo di non comportarci come costui, il fiume è grande, cerchiamoci un nostro spazio senza disturbare l’azione di pesca degli altri.

Artificiali per concludere

Gli streamer da cheppia sono relativamente semplici, come potete vedere dalle fotografie, e devo dire che a parer mio l’importanza fondamentale sono le dimensioni, useremo infatti ami del 12 massimo 10 daremo quindi soltanto le schede dei materiali utilizzati e dei colori più catturanti, li analizzeremo invece in modo approfondito in un articolo a se stante per vedere i passaggi costruttivi nei dettagli. Il classico streamer da cheppia è molto esile e con una piccola ala in marabù solitamente bianco e con qualche fibra luminescente tipo il flashabou, io solitamente uso streamer costruiti in mylar tubing, molto efficaci e di facile e veloce costruzione. Questa è una pesca emozionante, che vi permetterà di avere a che fare con un vero combattente, un pesce che non si dà per vinto sino all’ultimo, con grandi fughe, puntate verso il fondo, grandi salti, quindi un pesce capace di regalarvi grandi emozioni, e non di rado specialmente se appena entrato dal mare capace di portarvi via una buona quantità di backing. Per chi deve fare alcune centinaia di chilometri per arrivare sul posto di pesca consiglio di contattare un amico in zona o di informarsi sui vari forum, tipo www.pipam.org , www.medflyanglers.it, http://flyclub90versilia.forum-attivo.net/ sarete così in grado di sapere quali sono gli spot migliori e soprattutto, ad inizio stagione, saprete se sono entrate. Non mi resta che aspettarvi sulla Magra e augurarvi un in bocca al lupo. Un altro metodo sicuro è quello di contattare le nostre e-mail per avere notizie fresche, sempre pronti a darne di positive se la stagione di risalita lo permette!

Come arrivare

Da qualsiasi direzione si arrivi, occorrere prendere l'autostrada A12 Firenze – mare e uscire a Sarzana. Usciti dal casello di Sarzana si prendono le indicazioni per quest'ultima e non appena passati sotto un cavalcavia a poche centinaia di metri dal casello, si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per il Camping Mirafiume, questo si affaccia direttamente sulla prima omonima piana, da qui possiamo poi risalire verso il ponte di San Genisio e pescare in tutto il tratto. Per il pranzo consiglio il Ristorante “Old Bridge” che si trova sulla sponda opposta della piana del Camping, il nome è preso dal punto in cui sorgeva una volta il ponte che collegava la località di Romito Magra a quella di Sarzana, ponte che negli anni 60 è crollato per una piena. Per giungere all'Old Bridge occorre passare sopra il ponte che conduce verso Arcola, in direzione La Spezia, appena passato il ponte si svolta a destra e si prosegue per Romito Magra, dopo poche centinaia di metri troviamo il Ristorante sulla sinistra. Proseguendo in direzione di La Spezia dopo il ponte e dopo la svolta per Romito Magra per un centinaio di metri, troviamo una piccola stradina sulla destra, questa fiancheggia la ferrovia e ci conduce al Ponte di San Genisio in sponda destra, ricordiamoci di non inoltrarci molto con l'automobile, qui vige la normativa di Parco Fluviale e le sanzioni per la vettura nel Parco sono piuttosto salate se non rispettate, fermandoci al primo cartello di Parco e non oltrepassandolo saremo al sicuro da multe e sicuri di goderci la giornata di pesca.

BOX Mulinello Cortland Endurance cassette reels
Nell’odierna battuta di pesca abbiamo utilizzato un mulinello della cortland , importato dalla ditta Benecchi Giorgio di Modena,il grande vantaggio di questo strumento è quello di essere dotato di quattro bobine, facilmente intercambiabili su cui disporre differenti code, volendo si possono ordinare altre bobine a nostro gradimento, ma quelle in dotazione sono sufficienti per avere a disposizione una serie di code per permettere di affrontare ogni situazione di pesca. Infatti avevo a disposizione uno shooting taper del 10 IV grado di affondamento uno ST del 9 III grado di affondamento una conda intermedia del 9 ed una T14 della Rio.

BOX STRIPEE

Indispensabile per questa tipologia di pesca è il guantino proteggi dita in neoprene, oltre a proteggere le dita in fase di recupero evitando brutte abrasioni e piccoli tagli permette di avere sempre un perfetto contatto con la coda. Il costo si aggira intorno ai 10 euro e lo potrete trovare nei migliori negozi di pesca. E’ importato per noi in Italia dalla ditta The Italians per maggiori informazione e per conoscere i rivenditori potete visitare il sito www.theitalians.net

BOX AMI

Abbiamo testato in questa sessione di pesca una serie di ami da poco importati in italia e provenienti dalla repubblica Ceca, gli Hanak competition, risultato di una lunga ricerca e sviluppo nel settore competizioni pesca a mosca, studiati dal team della repubblica Ceca Jaja Sram, Vladimir Sedivy e Vit Misar. Ami senza ardiglione realizzati con la lavorazione di speciale acciaio “carbon steel”.
Abbiamo notato un’eccezionale robustezza e soprattutto vista la mancanza di ardiglione una estrema facilità nel rilascio del pescato, elemento molto importante visto la delicatezza delle cheppie. Questo prodotto è importato da The Italians e per maggiori informazioni potete visitare il sito www.theitalians.net


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Articolo di Stefano Lucacchini e Massimiliano Malteno