Menu:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima di Tutto Documentarsi

Il documentarsi è parte sostanziale e sostanziosa del rodmaking e, per farlo, ci possiamo avvalere dell’esperienza di chi già costruisce, di alcune riviste che hanno parlato e sempre di più parlano dell’argomento e di libri specifici che, nel corso degli anni, sono stati stampati, quasi tutti in inglese. Oggi poi c’è una fonte in più, aggiornata, meravigliosa e quasi esaustiva: internet.
Di siti internet dove si parla della costruzione delle canne in bambù refendù e pieno il mondo virtuale! Basta combinare le parole “bamboo fly rod”, “split cane”, “refendù” o “bambù pesca a mosca” su di un qualsiasi motore di ricerca per rintracciare migliaia di pagine web sull’argomento, sia in italiano che in inglese. A chi vuole notizie, consiglio quindi di partire da internet, navigando più o meno “a vista”. Con un po’ di pazienza, soddisferà ogni sua curiosità, scoprendo ogni più piccolo segreto dell’arte del rodmaking. Chi invece fosse affezionato (come me) alla vecchia carta stampata, può trovare diversi libri sull’argomento, anche via internet. Basta cercarli ed ordinarli.
perfetto esagonoUno di questi è stato l’artefice della vera e propria rivoluzione del rodmaking domestico ed è ancora oggi ritenuto la bibbia del costruttore di canne da pesca in bambù refendù: “A Master’s guide to building a bamboo fly rod”, di Everett Garrison e Hoagy B. Carmichael. Il testo è sicuramente il più completo e comprensibile, essendo ricchissimo di foto e disegni che spiegano passo passo le varie fasi di realizzazione della canna, mediante l’utilizzo di strumenti in gran parte autocostruiti e con materiali (planing form e bambù a parte) reperibili con sufficiente facilità. Del resto, un libro simile non poteva che venir stampato negli Stati Uniti, che vanta una bibliografia immensa sul come si fa qualsiasi cosa. Qualche mese fa ho rinvenuto, in un mercatino, una splendida enciclopedia degli anni ‘50 in dodici volumi edita da popolare rivista di fai da te statunitense. Al suo interno è spiegato (oltre a come si eseguono i lavoretti di casa… partendo dalle fondamenta per arrivare al gallo segnavento in ferro battuto!) come costruirsi praticamente tutto ciò di cui necessita un vero “outdoors-man” (uno che vive … fuori dalla porta…): dal coltello da caccia forgiato nel fuoco della stufa di cucina, alla canoa fatta di legnetti per andare sui fiumi come gli Indiani del Dakota, alla botte tipo quella che Puccini ed Haemingway utilizzavano per cacciare le anatre negli stagni, di qua e di la dall’Oceano.
Precedente al testo di Garrison è “The Hidyl of the splyt bamboo”, anch’esso reperibile in una nuova edizione via internet. Fu scritto dal dott. Parker Holder, mentore di Garrison, nel 1920 e, sinceramente, non l’ho ancora letto, ma ve lo indico ugualmente. Anzi, se c’è qualcuno che lo ha letto, mi faccia sapere cosa ne pensa (scrivete pure al web master).grezzi pronto per la tempera
Altri testi utili per capire le metodologie costruttive sono i seguenti:
“Foundamentals of building a bamboo fly-rod”, di Gorge E, Maurer and Bernard P. Elser. Libro bello, con foto e disegni, chiaro nelle spiegazioni. Simpatico anche perché, all’inizio di ogni capitolo, indica il tempo stimato necessario per realizzare ogni singolo passaggio costruttivo. La cosa è utile perché potete scegliere, a ragion veduta e fatti i necessari calcoli, se utilizzare le due ore libere del dopocena per raddrizzare i listelli oppure per uscire con la fidanzata.
“Handcrafting a bamboo fly rod” di Wayn Chatanach, dove si trovano consigli sul come realizzare da soli la planing form (buona fortuna!).
“The lovely red”, altro bel testo moderno, forse il più “smitizzante” la difficoltà sulla realizzazione delle canne in bambù.
“Who to built a bamboo fly rod”: piccolo, semplice, sintetico, maneggevole. Indica l’uso della planing fissa (che un tempo veniva commercializzata da alcune ditte costruttrici americane) e della tempra a mano libera.
Una vera chicca è “The best of planig form”, che contiene una marea di consigli grandi e piccoli, raccolti dalla newsletter “The planning form” in diversi anni di attività. E’ uscito anche un “The best of planing form II”, che non ho, ma considerato quello che c’è nel primo volume, credo che il numero due non sia da meno. Forse a natale me lo regalo.
Utili, anche se parlano di argomenti collaterali, sono pure altri testi, sempre in inglese, sul collezionismo delle canne da pesca e sul profilo di alcuni grandi costruttori del passato.
“Bamboo rod restoration handbook” di Michael Sinclair è un testo molto bello per le notizie che vi si reperiscono circa la storia delle grandi ditte costruttrici del passato e le tipologie di materiali utilizzati. Elenca per ogni produttore i vari tipi di articoli realizzati ed è, pertanto, molto interessante per i collezionisti o i restauratori. Personalmente l’ho trovato utile per prendere spunto sul come realizzare calcioli ed impugnature, visto che è ricchissimo di disegni e spiegazioni.
“The angler’s bamboo” di Luis Marden è dedicato alla materia prima. Testo interessante e scorrevole, è corredato da foto molto belle, cosa peraltro scontata se si pensa che riprende un reportage apparso sul National Geografich dell’ottobre 1980 (edizione in inglese Vol. 158, n°4 – in qualche mercatino, con un po’ di fortuna – potete ancora trovarlo).
“Fishing bamboo” di Gherach è un altro bel testo ed è stato un successo editoriale negli Stati Uniti. Devo rileggerlo.
Ci sono poi anche delle videocassette sull’argomento. Personalmente, quando le ho comperate, c’era solo il formato Vhs, ma mi immagino che oggi si possano trovare pure dei Dvd.
“Handcrafting a bamboo fly rod”” è la “versione filmata” del libro di Chatanach del libro, dove l’autore spiega e fa vedere la realizzazione di una canna da pesca.
“How to refinish bamboo Rods step by step” di Artie Hebert è invece dedicata solo al restauro ed alle rifiniture di una canna. Molto interessante.
Oltre ai testi specifici sull’argomento, ho trovato di grande aiuto (soprattutto per me, che nel quotidiano faccio tutt’altro che il falegname o il meccanico) altri testi che trattano argomenti collaterali al rodmaking. Due tra tutti: il “manuale dell’operaio” della Hoeply e il “libro dell’aggiustatore meccanico”, sempre della Hoeply. Non so se sono ancora pubblicati, potete chiedere in libreria o vedere via internet. Il primo è una miscellanea di consigli pratici su di un sacco di cose: fusione e tempera dei metalli, bronzature ed ossidazione, saldature, uso di strumenti particolari etc. Il secondo è utilissimo per capire cosa sia e come vada usato un calibro o un comparatore o uno dei principali strumenti meccanici. Se li trovate, ve ne consiglio la consultazione.
quello che resta di una serata di piallaturaQuelli di cui ho parlato sono testi che conosco perché li ho letti (tranne il “the Hidyl…”) Ne esistono però degli altri, credo non meno validi, ma che non conosco direttamente. Se qualcuno li conosce e li ha letti, me lo faccia sapere scrivendo al Web Master. Preciso che, ovviamente, non ho alcun legame ne con librerie ne con gli autori dei testi su indicati e che la mia è solo un’indicazione di massima di quella che è stata la mia esperienza, ad uso di chi voglia approfondire l’argomento. A me interessa esclusivamente il lato culturale ed artistico della costruzione delle canne in bambù, soprattutto di quelle realizzate a livello hobbistico, con pochi mezzi, tanta fantasia e per il piacere intimo e personalissimo di utilizzare un manufatto realizzato da soli e fuori dalle regole del mercato. Quindi il mio unico scopo è quello di condividere con chi ha la mia stessa passione quel poco che ho potuto vedere ed apprendere. Ogni consiglio è benvenuto ed ogni critica sarà ben accetta. Unica avvertenza, ripeto … scrivete al Web Master!
Buona lettura e alla prossima.

Torna Su

30 novembre 2007

Articolo di Massimo Berti