LA FOCE CON LA MOSCA
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La foce di un fiume è l’ambiente ideale per insidiare predatori come Spigole,
Serra e Grosse Lecce che frequentano assiduamente queste tipologie di acque
particolarmente ricche del loro nutrimento preferito,cioè piccoli pesci,crostacei
e anellini. Non di rado all’alba od al tramonto faccio lavorare i miei streamer
in questi spot in cerca della Regina delle acque salmastre, la Spigola.
I momenti ideali per cercare di insidiare questo Serranide oltre all’alba
ed al tramonto, sono quelli dell’acme di marea, infatti per dedicarsi a
questa difficile preda bisogna cercare di ottimizzare le nostre battute,
anche se ciò non significa che sia impossibile catturarla nelle altre ore
del giorno.
LA SPIGOLA (Dicentrarcus Labrax)
La Spigola appartiene alla Famiglia Serranidi ordine dei Pesciformi, ha una forma del corpo slanciata di colorazione argentea con dorso grigio verdastro ed opercolo con macchia scura. Ha una bocca grande con mandibola preminente munita di denti pluriseriati, due spine opercolari ed una doppia pinna dorsale. La si trova generalmente nei pressi dei litorali sia sabbiosi che scogliosi, si ciba di piccoli crostacei, invertebrati e pesciolini. Può raggiungere i dodici chilogrammi di peso. Consiglio di maneggiarla con cautela a causa delle taglienti spine sia dorsali che opercolari.
ATTREZZATURA E ACCESSORI
L’attrezzatura ideale per questo tipo di pesca è una canna nove piedi per
coda sette, una decentrata floater od intermedia a seconda delle situazioni,
ci permetterà di lanciare i nostri streamer anche voluminosi senza grossi
problemi. Un mulinello large arbour faciliterà la fuoriuscita della coda
e ci permetterà di avere a disposizione una buona quantità di backing utile
più che altro se dovessimo allamare un Serra o se avessimo come avversaria
una bella Leccia, servirà a ben poco per la Spigola non essendo un pesce
molto combattivo. I finali da utilizzare possono essere sia conici che a
nodi di misura intorno al metro e cinquanta con un tip in fluorocarbon dello
0,25 di circa un metro di lunghezza in modo da permetterci di far lavorare
in maniera naturale la nostra imitazione. Un capace gilet idoneo a contenere
bobine di filo, scatole porta streamer, trimer tagliafilo, pinze per slamare
ecc. risulterà molto utile, come anche un ampio guadino per recuperare le
eventuali prede di buone dimensioni, infine un buon paio di stivali a ginocchio
vi aiuteranno a mantenervi caldi e asciutti. Se le condizioni meteomarine
sono avverse, con mare formato conviene vestire Wader con scarponcino e
giacca da pioggia in modo da ripararsi dagli eventuali spruzzi che i marosi
creano nel frangere sulla riva o sulle scogliere frangiflutti. Consiglio
di usare scatole porta streamer in plastica forate, se non le trovate in
commercio provvederete voi stessi ad apportare un piccolo foro ad ogni scomparto
in modo da permettere agli artificiali di asciugarsi evitando che si deteriorino
in seguito all’azione del sale presente un queste acque. Inutile suggerirvi
una volta terminata la pesca e ritornati a casa di sciacquare con abbondante
acqua dolce tutta la vostra attrezzatura.
LO SPOT
Ci troviamo alla foce del fiume Versilia, corso che nasce dalle Alpi Apuane bagnando con le sue gelide acque i comuni di Stazzema, Seravezza, Pietrasanta e Forte dei Marmi per immettersi nelle salmastre acque di Cinquale nel comune di Montagnoso (MS) dove svolgeremo la nostra azione di pesca. Un tempo l’uscita del fiume era molto stretta, scavata nella sabbia e spesso ad ogni mareggiata si chiudeva, oggi in seguito alla drammatica alluvione del 1996 che produsse oltre ai danni anche parecchie vittime, per la messa in sicurezza del fiume gli argini sono stati cementificati e protetti con una scogliera, sono nati due porticcioli turistici e il fondale viene mantenuto costante con l’ausilio di una draga. L’intervento dell’uomo nella maggior parte dei casi invasivo e distruttivo è stato in questa occasione una manna dal cielo per noi pescatori, infatti la piccola scogliera frangiflutti, la creazione di piccoli manufatti, la nascita di porticcioli turistici hanno creato nel tempo un ecosistema ricco di vita, cefali, cavedani, anguille e piccoli saraghi abbondano in questa fascia d’acqua insieme ai vari anellidi e crostacei, facendo avvicinare predatori quali il serra, le lecce e la spigola che staziona abitualmente in queste zone. Per quanto riguarda il serra, lo possiamo trovare nei periodi più caldi, quando si cominciano a riscaldare le acque e in quel caso branchi di questi pesci vengono a banchettare nei pressi della costa. Per quanto riguarda la leccia, naturalmente capita in zona non di frequente ma quando si ha la possibilità di imbatterci in una di queste occasioni non sarà difficile vedere un fuggi fuggi di pesci di varie dimensioni ed anche di taglia ragguardevole scappare spaventati dalle sue fauci e dalla sua voracità. Insieme ai pesci si sono avvicinati alla zona parecchi pescatori sia a fondo che con il galleggiante, e la pasturazione da loro effettuata arricchisce di alimentazione queste acque. Ci troviamo in Versilia, quindi chi vuole approfittare della battuta di pesca per un week-end con famiglia ha la possibilità di usufruire di tutti i confort che la zona offre, stabilimenti balneari, terme, alberghi ed a due passi da località conosciute e belle come Forte dei Marmi, Viareggio e Pietrasanta. Vi è poi la possibilità di fare escursioni naturalistiche all’interno del Lago di Porta o sulle splendide Apuane che fanno da cornice a questo lussureggiante paesaggio. A pochi chilometri c’è poi Carrara con le sue cave ed i marmi pregiati, insomma potete tranquillamente pescare mentre i vostri familiari si rilassano o fanno shopping.
AZIONE DI PESCA
La Spigola la si può in insidiare in caccia (pescando l’acqua) o su cacciata (quando preda il pesce foraggio), la prima situazione è senz’altro la più difficile, bisogna infatti in quel caso conoscere bene le abitudini alimentari del pesce e leggere bene l’acqua, cioè capire quali possono essere le zone in cui è possibile trovarlo, le eventuali tane e nascondigli ed a quel punto far lavorare i nostri streamer i quelle zone. Il recuperò non deve essere troppo veloce, è opportuno alternare la velocità, cercando di imitare con il nostro artificiale un pesciolino ferito od in difficoltà. In questi casi la coda ideale sarà l’intermedia in grado infatti di darci la possibilità di sondare i vari livelli di profondità, dai più superficiali a quelli più profondi. Se ci imbattiamo invece nella situazione più favorevole in cui la spigola è intenta a mangiare in superficie cacciando piccoli branchetti di minutaglia bisogna lanciare ripetutamente in quel settore con una coda galleggiante, nella maggior parte dei casi ad i primi lanci la spigola attaccherà il nostro streamer che deve lavorare qualche centimetro sotto il pelo dell’acqua, il recupero in questo caso sarà abbastanza veloce perché simuleremo un pesce in fuga.
STREAMER
Gli artificiali da usare in questa tipologia di pesca sono molteplici e si differenziano fra loro sia per il tipo di imitazione, sia per la profondità a cui si devono far lavorare e per il tipo di coda che si usa. Per la coda galleggiante si usano imitazione di piccoli pesci, e visto che devono lavorare in superficie abbiamo bisogno che nel dressing siano presenti materiali come il cervo o similari che galleggino. Solitamente in questa situazione uso uno streamer con la testa in pelo di cervo rasato ed il corpo in marabù bianco o giallo e qualche fibra di cristal-flash. Altro streamer molto efficace è costruito interamente in materiale sintetico, qualche fibra luminescente e testina in silicone di color naturale o rossa. Per lavorare sotto la superficie uso degli streamer ad imitazione di pesce foraggio in sintetico e testina in epoxy, nello specifico ho usato al posto della solita epossidica bicomponente l'innovativo e pratico Tuffleye, con resina monocomponente ,che permette di poter lavorare il collante con facilità e senza paura che essicchi durante le varie operazioni di ricopertura, per poi catalizzarlo con lo specifico accessorio a raggi UV, inoltre ha il vantaggio di essere perfettamente trasparente e di avere una robustezza superiore ai classici collanti usati. L’immancabile black zonker in strip di coniglio nero deve essere sempre presente nelle vostre scatole ed anche dei clouser costruiti in bucktail di diverse colorazioni. In prossimità del fondo uso imitazioni di gamberetto o granchio in epoxy da animare con piccoli strappetti e pause ad imitare il comportamento naturale di questi invertebrati. Questi artificiali li monto su ami del quattro o del sei, specifici per il saltwater. Per questa uscita di pesca ho sperimentato, fra le altre cose con ottimi risultati, le wiggle tails skale skin, le innovative codine ideate da Paolo Pacchiarini abbinate alle ottime ed oramai ultatestate fibre Pugliesi, per lavorare nei pressi della superficie e le Wiggle tails Skale skin abbinate a del mylar tubing ricoperto di epossidica per lavorare sotto la superficie.
LA NOSTRA GIORNATA DI PESCA
Dopo esserci alzati molto presto in modo da poter essere in pesca prima
dell’Alba, ci troviamo all’imboccatura del fiume Versilia assieme all’amico
Marco Sammicheli uno dei Pionieri Italiani della pesca saltwater ed autore
del libro Medflyfish, una specie di bibbia per gli appassionati di questa
disciplina,e l’immancabile compagno di ogni mia uscita di pesca, Rodolfo.
Il sole si nasconde ancora dietro le Apuane, ma manca poco al suo sorgere
e quindi ci mettiamo subito al lavoro, una volta montate le canne, e scelti
gli artificiali cominciamo l’azione di pesca lanciando nei punti che riteniamo
ci possano regalare una cattura, siamo nella zona a monte del porticciolo
turistico, nei pressi del ponte denominato delle cateratte, una zona con
un buon fondale, ma soprattutto pieno di pesce foraggio, avvicinato forse
dal fatto che in zona stazionano le imbarcazioni dei pescatori professionisti,
i quali al rientro dalla pesca puliscono in loco le loro reti gettando in
acqua piccoli granchietti, cicale e pezzi di pesci meno nobili non destinati
al consumo alimentare, e questi fungono da pastura per cefali, cavedani
e minutaglia varia, che a loro volta attirano i predatori.Intanto il sole
ha fatto la sua comparsa, ma a parte qualche piccola cattura insignificante
non siamo ancora riusciti ad allamare la prima spigola,ma ad un tratto,proprio
quando i nostri animi cominciano a scoraggiarsi, a circa una ventina di
metri da noi vediamo una cacciata, velocemente ci spostiamo e lanciamo i
nostri streamer nel punto caldo, ed ecco la prima ferrata, è Marco che riesce
ad ingannare l’ignara preda che dopo un breve ma emozionante combattimento
si fa ritrarre in una bella fotografia e poi come di prassi viene rilasciata
nel suo ambiente.Siamo esaltati dalla cattura , ma purtroppo la mattinata
non ci regala altre prede, e così decidiamo di fare una pausa per rifocillarci
e mangiare un panino parlando delle nostre ultime uscite.
E’ il momento di riprendere la canna in mano e riprovare nella speranza
di catturare un altro bell’esemplare, ritornati alle nostre postazioni,
ricominciamo l’azione di pesca, sono circa le 15:00, l’istinto di Rodolfo
lo spinge a provare ripetutamente a lanciare nei pressi dell’uscita di un
piccolo canale laterale, praticamente un piccola sorgiva che si immette
nel fiume Versilia, io e Marco intanto ci siamo spostati più a monte, ma
senza nessun risultato. La caparbietà di Rodolfo, che ha lanciato i suoi
streamer per più di un ora di fronte al piccolo sbocco di acqua dolce è
stata premiato, infatti una bella spigola che stimiamo intorno ai cinque
chili si fa ingannare dal suo artificiale e dopo una lungo ed emozionante
combattimento, finalmente arriva a portata di guadino, e nonostante la sua
mole e le sue prelibate carni anch’essa ritorna nel suo habitat, pronta
a regalarci nuove emozioni in qualche altra occasione. Continuiamo la nostra
battuta,e dopo circa due ore che peschiamo l’acqua , decidiamo di portaci
nei pressi della foce, percorriamo i circa trecento metri che ci dividono
dalla nostra meta a piedi, scambiandoci le emozioni della giornata, che
per il momento è stata fruttuosa. Arrivati a destinazione, Marco e Rodolfo
si piazzano nei pressi dell’uscita a mare,mentre io mi sposto a monte di
qualche decina di metri e provando a lanciare fra l’imboccatura del porticciolo
e la fine del pontile, dove i binari della vecchia draga si immergono in
acqua , lancio ripetutamente i miei streamer nei pressi di questo spot,
e dopo circa quaranta minuti di lanci a vuoto improvvisamente la mia coda
si arresta e faccio strike, riuscendo a portare nel guadino una bella spigola
di oltre due chilogrammi, anche qui foto di rito e rilascio. Si avvicina
il sotto di sole, il momento ideale in cui i predatori si mettono in attività,
e decidiamo di sfruttare questo momento ideale in mare sempre nei pressi
della foce, cominciamo a lanciare prima da riva e poi addentrandoci per
alcune decine di metri in acqua, dopo circa un’ora di vana attesa, sulla
nostra sinistra cominciamo a vedere delle cacciate, ci spostiamo di alcuni
metri e ci lanciamo dentro, dopo una decina di lanci un doppio strike, sia
io che Marco abbiamo il pesce in canna, due splendidi Serra, purtroppo le
ultime prede della giornata. Stanchi e soddisfatti, ci salutiamo riproponendoci
di ripetere l’esperienza in questo magico spot.
COME ARRIVARE
Provenendo dal Nord Italia bisogna imboccare l’uscita autostradale di Massa seguire le indicazioni per Marina di Massa poi quelle di Cinquale, dopo circa due chilometri troverete un grosso ponte ad arcata unica ed è appunto quello che attraversa il fiume Versilia a quel punto siete arrivati a destinazione. Per chi proviene da Sud prendere l’uscita Versilia seguire per Vittoria Apuana e poi per Cinquale. Giunti in loco conviene pescare nella zona sud della foce più agevole per il lancio e anche più redditizia. Per chi volesse fermarsi per più di una giornata in zona, a due passi dal mare può trovare alloggio all’ Hotel Eden, un quattro stelle con tutti i confort che si trova a circa 150 metri dal nostro spot, per informazioni e prenotazioni 0585-807676. Se invece volete rifocillarvi dopo la pesca, nel periodo estivo vi consiglio il piccolo ristorante del Bagno Giuliana a pochi passi da dove state pescando, fra i tanti piatti che il menù meritano sicuramente una menzione speciale gli spaghetti con le arselle ed il fritto di paranza, per informazioni e prenotazioni 0585-309607 oppure consultando il sito internet www.bagnogiuliana.it, se la vostra uscita si svolgerà in altri periodi, sempre nelle vicinanze c’è il Ristorante Gilda, per prenotazioni potete telefonare allo 0584 8803967 oppure il Ristorante Grazia, per prenotazioni 0585 308025, in entrambi i locali troverete dell’ottimo pesce. Per ulteriori informazioni potete contattarmi al mio indirizzo e-mail stefano.lucacchini@libero.it , non mi resta che augurarvi un in bocca a lupo a tutti.
Articolo di Stefano Lucacchini