Menu:

SERVIZIO DI STEFANO LUCACCHINI

IL FIUME NERA,
UNA PROMESSA MANTENUTA


Da tanto tempo desideravo bagnare le mie mosche nelle acque del Nera, avevo visto filmati, letto articoli e sentito il parere di amici che c’erano stati, ma non avevo avuto mai l’occasione di andarci, non so per quale motivo, forse le quasi quattro ore di macchina che mi dividono da quella meta, la difficoltà di cui tanto si vocifera, acque veloci, trote difficili, fatto sta che decido di provarci. Contatto l’amico Massimo Magliocco, che conosce e frequenta assiduamente queste acque e così il sabato sera dopo la chiusura della mia attività commerciale parto alla volta di Cerreto di Spoleto, arrivo al mio alloggio dopo mezzanotte, stanco, ma con una gran voglia di pescare. Il giorno seguente dopo una rigenerante doccia e un ‘abbondante colazione ci rechiamo a Borgo Cerreto all’Infopoint di Legambiente, dove abbiamo appuntamento con l’amico Massimo, in sua compagnia c’è il Responsabile Settore Acque di Legambiente Umbria e Direttore di Gestione delle Zone a Regolamento Specifico del Fiume Nera Marco Pippi, che si rende disponibile a farci da guida in questa nuova avventura. Così, fatti i permessi ,ci rechiamo sul posto di pesca, per l’esattezza il tratto A nei pressi dell’Agriturismo il Cataletto.Mentre ci stiamo vestendo,Marco inizia parlarci del fiume con tale competenza e passione che immediatamente riesce ad attirare completamente la mia attenzione tanto da farmi dimenticare che sono lì per pescare.
L’intervista prende spunto da uno stralcio della sua vita, nato nei pressi delle rive del Tevere fin da bambino il fiume è il suo mondo, il posto in cui pesca, dove gioca con gli amici, dove impara a nuotare. Inizia a pescare all’età di 7 anni, un po’ con tutte le tecniche, si avvicina alla nobile arte della pesca a mosca solo all’età di 27 anni in seguito ad una evoluzione interna già da anni iniziata, quel pesce che sempre aveva trattenuto e usato come cibo, incomincia a vederlo come un qualcosa di importante di unico e di sua iniziativa inizia a rilasciarlo, arrivando attraverso un percorso del tutto personale al concetto di “catch and release”. Nasce a questo punto l’esigenza di condividere questa esperienza con altri, e,dopo aver soppesato varie possibilità, si avvicina a Pescambiente, dove trova finalmente delle persone che amano la pesca, ma la vivono in maniera sportiva, quindi rilasciando ogni cattura, in seguito conosce Legambiente e ne diventa socio. Il suo amore per la natura ed il rispetto che ne deriva, insieme ad amici e grazie alla propensione di Legambiente lo portano a profondere il suo impegno per realizzare la realtà in cui andremo a pescare. Questo No Kill, nasce nel 1994, ottenere questo risultato non è stato facile, c’è voluto impegno da parte di tutti, da Legambiente, alle varie amministrazioni Comunali, che hanno creduto in questo progetto, in particolare alla Provincia di Perugia, ma dopo innumerevoli sforzi oggi possiamo fruire di uno fra i più suggestivi itinerari del centro Italia, acque limpide, vegetazione lussureggiante e finalmente rispetto per l’ambiente e per la fauna ittica. L’impegno di queste persone, tutte Guardie Ambientali di Legambiente Umbria, è ammirevole, è un vero e proprio amore, si prodigano in tutti i modi per mantenere e migliorare questa realtà, un monitoraggio costante delle acque ma soprattutto un attenta vigilanza su tutto il territorio, insomma un impegno non indifferente che discende dalla consapevolezza che un ecosistema di straordinaria bellezza e grande valore ecologico quale è il fiume Nera prioritariamente necessita della massima attenzione per garantirne la salvaguardia e allo stesso tempo la fruizione secondo sistemi eco - sostenibili. Ancora maggiore è stato questo impegno dal 2005, quando tutto il Nera e suoi affluenti sono stati riconosciuti dalla Comunità Europea SIC ( Sito di Interesse Comunitario ). Mentre Marco mi spiega tutto questo ci incamminiamo verso il posto da cui incominceremo a lanciare le nostre mosche, percorrendo un antico tratto della vecchia ferrovia Spoleto Norcia, oramai da anni in disuso e diventato oggi un percorso per il trekking, la mountain bike o per una semplice passeggiata, una sorta di sentinella ecologica che costeggia le acque di questo fiume. Abbandoniamo lo sterrato e ci addentriamo nella vegetazione, man a mano che ci avviciniamo al fiume e cominciamo a sentire il rumore delle sue acque, la voglia di arrivare e di pescare si fa incontenibile, tanto che nella foga di entrare in acqua riesco a bucare i miei waders con una spina di un rovo, ma questo inconveniente non frena la mia gioia di pescare e come se nulla fosse successo avanzo verso l’acqua.
Finalmente immergo i mie piedi nelle gelide acque del Nera e comincio ad osservare e cercare di capire il fiume, sia Massimo che Marco mi spiegano che le trote si trovano per la maggior parte nei pressi della vegetazione di sottoriva e visto che la corrente centrale è molto forte , dovrò sfruttare tutta la mia tecnica per cercare di evitare il dragaggio della mosca, per cui lanci raggruppati, curvi e ribaltati sono le uniche alternative per ovviare a questa insidia naturale, naturalmente facendo attenzione ad ogni lancio alla fitta vegetazione che mi circonda, infatti in questo tratto sembra di essere in un tunnel di verde, cosa che non facilita l’azione di lancio, e se vi fate prendere dalla smania di pescare vi ritroverete con la vostra mosca attaccata alla vegetazione circostante, quindi la ricetta è calma ,concentrazione e cercare di fare lanci specifici per ogni situazione di corrente.

ATTREZZATURE ED AZIONE DI PESCA

Come attrezzatura per questa uscita ho usato una canna 7’6” con una coda del tre , come finale ho provato a montarne uno di quelli che a ideato Massimo, la differenza dai comuni finali a nodi è che al posto del solito nodo (Blood knout) che congiunge i vari spezzoni usa delle asole in modo da rendere più morbido il tutto e far si che risenta in maniera minore della forza della corrente. La lunghezza totale è di circa 5,20 metri, con un Tippet dello 0,14,
Incomincio l’azione di pesca montando una mosca da caccia e per l’esattezza una Royal Woolf su amo del 12, ma riesce solamente ad incuriosire le trote che salgono , la guardano e ritornano indietro,così dopo alcuni rifiuti, decido di cambiare,e monto un’imitazione di tricottero in pelo di cervo, ma anche con questa non ottengo un grande risultato. Per il momento sull’acqua non ci sono insetti e dobbiamo in tutte le maniere cercare di stimolarle, ma purtroppo per in caccia non abbiamo nessun risultato. D’improvviso si alza un fastidioso vento, e Marco esperto conoscitore di questi posti mi suggerisce di montare un terrestrial di colorazione scura, cerco disperatamente nelle scatole, ma purtroppo non ne ho, ma intravedo fra le varie imitazioni delle Peute, di diverse dimensioni, dentro di me penso, potrebbe ricordargli un ragno e così scelgo la più grande e ricomincio a pescare, l’istinto mi dà ragione e catturo subito una bella trota che dopo la foto di rito immediatamente rilascio. Mi volto indietro e vedo che anche Massimo ha in canna un bel pesce, finalmente le trote sono in attività e sembra che gradiscano le nostre mosche, le catture si susseguono e il morale è alle stelle. Mi fermo un attimo per rilassarmi ed osservo attentamente Massimo, cercando di rubargli qualche piccolo segreto, ed ammirandolo nella sua tecnica e strategia di pesca, in acqua si muove come un felino, vederlo lanciare è un piacere, la sua tecnica è impeccabile, si adatta tranquillamente ad ogni situazione senza alcun problema, ogni lancio sembra studiato per il tipo di corrente che sta affrontando, rimango affascinato dal suo bagaglio tecnico e capisco perché tante persone lo seguono negli stage che tiene con la sua scuola di pesca Fly Fishing Masters. Per acque come queste la tecnica è essenziale e se non si è in grado di effettuare dei lanci specifici come dei raggruppati, dei curvi, dei ribaltati, la corrente non ti dà tregua e spazza via la tua coda facendo immediatamente dragare la mosca, bisogna districarsi bene anche con i rovesci, insomma un fiume molto tecnico che se saputo domare sa regalarti innumerevoli soddisfazioni e parecchie catture.


LA GIORNATA DI PESCA

Nella mattinata si sono susseguite diverse catture, bellissime Fario perfette nella livrea e nella pinnatura, di taglia dai 28 ai 35 centimetri, ma con quella corrente recuperarle non era facile, specialmente se scendevano a valle, in quel caso sembrava di avere in canna una stellhead. La mattinata è stata veramente proficua, purtroppo verso le 12:30 Massimo ci deve lasciare per altri impegni precedentemente presi,così ritorniamo sui nostri passi scambiandoci le emozioni che ci ha dato quel tratto di torrente, arrivati al parcheggio, salutiamo l’amico Magliocco che deve fare ritorno a Roma, anche Marco Pippi ci deve lasciare per proseguire il suo lavoro.Proprio in prossimità del parcheggio si trova una bella struttura in pietra perfettamente ristrutturata,adibita ad agriturismo,incuriositi e affamati entriamo nel Ristorante del Casaletto, che oltre ad essere pulito ed accogliente, per una modica cifra ci ha deliziato con degli splendidi piatti della cucina locale.
Sazi e riposati, ritorniamo sul fiume, io con la mia 7’6”impaziente di riprendere a pescare e Silvia con la sua Nikon, che mi seguiva per il servizio fotografico. Percorriamo un nuovo tratto fortunatamente un poco meno fitto di vegetazione e quindi più agevole nella fase di lancio ma soprattutto più rilassante e meno impegnativo, ricomincio così a lanciare, decidendo di mantenere la Peute, ed infatti si dimostra vincente e dopo alcuni lanci catturo un’altra bella trota . All’improvviso sull’acqua si cominciano a vedere dei grossi insetti, c’è una schiusa di mosche di maggio, la mosca che avevo continuava a dare risultati, ma decido di provare con una grossa imitazione di Mayfly che le trote sembrano apprezzare notevolmente. I pesci non sono molto diffidenti e ti permettono di avvicinarti abbastanza, facilitandoti nell’azione di lancio, in compenso l’insidia è la forte corrente che dobbiamo sempre domare, ma anche il fatto che le trote stazionino attaccate alla sponda, magari sotto la vegetazione, rende la nostra azione di pesca più difficile, questo è modo di mettere alla prova le nostre capacità tecniche, consentendo di capire i nostri limiti, e ci è utile per migliorare e accrescere il nostro bagaglio tecnico, in fondo una delle cose belle della pesca a mosca è che non si finisce mai di imparare, e questo riesce a darci nuovi stimoli,e fa si che la nostra passione rimanga sempre viva. Mi tornano in mente le parole di Marco: “Il Fiume mi ha dato tutto ora tocca a me fare qualcosa per lui” ed osservando il panorama che mi circonda, mi rendo conto che la sua promessa è stata mantenuta.


ATTREZZATURE E MOSCHE

Data l’abbondante vegetazione e la profondità delle acque in cui andremo a pescare non c’è bisogno di usare dei waders (come purtroppo ho fatto io) ma bastano dei cosciali, preferibilmente in gomma in modo da non essere danneggiati da spine e arbusti vari. Per le canne è preferibile non superare gli otto piedi, infatti una canna corta vi permetterà di destreggiarvi con più facilità nella vegetazione e di ottenere lanci precisi, un consiglio è quello di osservare bene alle spalle prima di lanciare, altrimenti vi ritroverete attaccati alla vegetazione o a lasciare sugli alberi decine di mosche, per la coda va benissimo una tre, ma si può tranquillamente scendere ad una due o salire ad una quattro, in queste situazioni di pesca a parer mio non è determinante, visto che i lanci sono abbastanza corti, l’importante è la precisione e la tecnica. Per quanto riguarda le mosche personalmente ho usato in caccia delle royal woolf su amo del 12-10, dei tricotteri sempre su amo del 12-10 in pelo di cervo con un giro di pernice in testa e un esile corpo in dubbing di scoiattolo nero, vi consiglio, visto i risultati che mi ha dato anche delle Peute su amo del 10 oltre ad una buona varietà di mosche di maggio, infatti se avete la fortuna di imbattervi una schiusa di questi insetti, o in una schiusa multipla, la mosca di maggio sarà un boccone molto appetitoso per le nostre amiche trote. Mi sembra oramai inutile ripeterlo, ma mi raccomando prima di iniziare a pescare controllate che il vostro amo sia senza ardiglione, i controlli su questo fiume fortunatamente ci sono e stanno molto attenti a questi particolari, anche se dovremmo adottare questo stratagemma ad ogni nostra uscita di pesca,infatti in questa maniera il pesce verrà rilasciato con più facilità e subirà meno stress da cattura.

DOVE ALLOGGIARE ED ALCUNE ALTERNATIVE ALLA PESCA

Personalmente ho alloggiato all’Hotel Panorama a Cerreto di Spoleto, un delizioso Albergo che si affaccia sull’antico paese di Cerreto di Spoleto, il proprietario fa una convenzione per i pescatori facendo uno sconto del 20% sul prezzo minimo del loro listino per maggiori informazioni potete visitare il sito www.panorama-hotel.it
. Prenotando con un poco di anticipo visto che vi sono a disposizione solamente quattro camere vi è anche Il Cataletto una splendida struttura in pietra perfettamente ristrutturata, funge sia da Albergo che da Ristorante, e se siete qua anche solo per un giorno merita assaggiare la loro cucina, se siete pescatori potete usufruire per quanto riguarda la ristorazione di uno sconto del 10% per informazioni www.ilcasaletto.biz.
Locanda di Cacio Re, incantevole albergo ristorante a Vallo di Nera, dove oltre degustare le prelibatezze della Valnerina si può ammirare dall’alto il fiume Nera e la sua vallata; convenzionato con la gestione No-Kill con uno sconto del 10%, per informazioni www.caciore.com .
Se oltre a pescare avete intenzione di conoscere meglio la zona vi sono diverse cose da vedere come Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini oltre a svariati splendidi paesini come Castelluccio, Vallo di Nera riconosciuto tra i borghi più belli d’Italia, Sant’Anatolia di Narco dove quest’anno si è svolta la prima edizione del Umbria Fly Fishing Festival, ma non dimentichiamoci di visitare lo splendido spettacolo della natura delle Cascate delle Marmore, suggestive ed affascinanti.


CONCLUSIONI

Per me è stata un’esperienza unica, un paesaggio rilassante dove le tinte del verde dell’ocra sono dominanti, vegetazione lussureggiante ed acqua cristallina con una portata media di 7,6 m.c./sec
ed una corrente media di circa 0,491. Il tratto No-Kill comprende 3 settori: il settore “A” a monte un tratto di circa 1,7 km, il settore B lungo 3,1 km ed il settore “A” a valle di circa 2,1 km. I settori A sono esclusivamente per la pesca a mosca mentre nel settore B si può pescare sia a mosca che a Spinning.
La fauna ittica presente è quasi esclusivamente di Trote Fario con qualche esemplare di Vairone, le specie più frequenti di insetti sono.
Tricotteri: Hydropsyche pellucidula, Hydropsyche modesta, Rhyacophila dorsalis, Rhyacophila vulgaris, Phryganea varia, Silo nigricornis, Drusus improvisus, Micropterna fissa, Odontocerum al bicorne
Plecotteri: Perla marginata, Isoperla grammatica, Leuctra fusca, Protonemura intricata, Perla grandis, Dinocra cephalotes
Ephemerotteri: Baetis scambus, Baetis rhodani, Baetis vernus, Baetis niger, Cloeon cognatum, Centroptilum pennulatum, Oligonuriella renana, Rhitrogena semico-larata, Ecdyonurus venosus, Ephemerella ignota, Caenis oraria, Ephemera danica. Questa lunga lista di nomi in latino, forse potrà sembrare molto lunga e noiosa, ma vi sarà molto utile per approntare una scatolina di mosche per questo itinerario, infatti oltre alla tecnica è molto importante avere a disposizione la mosca giusta.Un fiume da provare e senza ombri di dubbio dove ritornare, qui sarete in grado di testare il vostro bagaglio tecnico e di apprezzare belle Trote selvatiche e un paesaggio unico.
Per ulteriori informazioni visitate il sito di Legambiente www.legambientenera.it
Oppure telefonate al 0743 91221 (punto informazione di legambiente) gli orari dell’ufficio , per informazione o per il rilascio dei permessi di pesca è al mattino dalle 8:00 alle 11:30 al pomeriggio dalle 15:00 alle 17:00, il costo dei permessi per i tratti No Kill è di euro 15 per il giornaliero, ed euro 100 per un permesso valido per 10 uscite. Per questo anno è prevista in via sperimentale la chiusura di queste acque per la prima domenica di novembre, sempre che le trote non entrino in frega prima di questo periodo, questa situazione, naturalmente, farebbe chiudere con anticipo la pesca.


COME ARRIVARCI

Da NORD-EST: per chi proviene da Macerata, giungere a Visso e poi seguire la S.S. 209 Valnerina indicazione Terni - Cerreto di Spoleto - Borgo Cerreto; per chi proviene da Ascoli giungere a Norcia e poi seguire la S.S. 396 in direzione Perugia -Terni - Cerreto di Spoleto, successivamente proseguire per la S.S. 209 Valnerina in direzione Borgo Cerreto.

Da NORD-OVEST: per chi proviene da Firenze uscire al casello autostradale di Valdichiana, prendere il raccordo Perugia Betolle e proseguire in direzione Perugia; successivamente prendere la E 45 in loc. Ponte San Giovanni e poi la SS 75 in direzione Foligno, proseguire per la Flaminia in direzione Spoleto sino all'uscita per la Valnerina - Vallo di Nera - Borgo Cerreto; per chi proviene da Cesena prose-guire per Città di Castello - Perugia - Foligno - Spoleto - Valnerina - Vallo di Nera - Borgo Cerreto.

Da SUD-OVEST: per chi proviene da Roma uscire al casello autostradale di Orte, proseguire in direzione Terni e poi continuare per la S.S. 209 Valnerina in direzione Norcia - Ferentillo - Scheggino - Vallo di Nera - Borgo Cerreto

Articolo di Stefano Lucacchini

Torna Su