Servizio di Stefano Lucacchini e Massimiliano Malteno
AVETO, STORIA DI UN FIUME (PARTE SECONDA)
Giungiamo finalmente a parlare dell'Aveto ai giorni nostri, dopo aver visto nella prima parte la storia e gli sforzi effettuati recentemente per riportare questo splendido fiume ai passati gloriosi degli anni settanta e ottanta. L'attuale gestione da parte dell'Associazione Pescatori Val d’Aveto ha prodotto notevoli risultati, seppur taluni ancora in fase di realizzazione, come per esempio l'immissione dell'anno passato dei temoli “pinna rossa” del ceppo slavo, ceppo che si spera attecchisca e porti nuovamente questo fiume tra i più famosi della penisola per la pesca a mosca. L'attuale gestione ha diviso il tratto medio alto in zone, troviamo infatti una riserva no-kill, dove è maggiormente massiccia la presenza del temolo e una zona turistica dove le trote fario e i salmerini convivono assieme per regalare emozioni gradite ai pescatori che la frequentano. Sia a valle che a monte dei due tratti sopracitati troviamo la “libera”, ovvero una parte dove per la pesca è necessaria solamente la licenza governativa e il tesserino “segna catture”, gratuitamente rilasciato nei punti dove si effettuano i permessi, tesserino che, a scopo statistico, consente alla gestione di monitorare l'affluenza dei pescatori e l'eventuale prelievo, unica raccomandazione è la restituzione del suddetto tesserino a fine anno. La zona libera rappresenta il tratto più lungo ed è a regolamento specifico, è quindi possibile pescare con le attrezzature consentite nelle acque cosiddette a Salmonidi, trattenendo solamente cinque capi giornalieri di trota fario con misura minima di venticinque centimetri, mentre non è consentito per il momento trattenere Temoli. Nella zona No kill, dove in seguito all’acquisto di un permesso giornaliero per il costo di euro dieci oppure un permesso speciale valido per cinque uscite al costo di euro trentacinque, è possibile pescare fino ad un massimo di sei persone. Le tecniche consentite sono pesca a mosca con la coda di topo, con la mosca secca, la ninfa, lo streamer e con un massimo di due imitazioni con amo privo di ardiglione, per lo spinning è consentito l'uso del cucchiaino ad amo singolo privo di ardiglione, per questa tecnica è assolutamente vietato l’uso di minnows. Per entrambe le tecniche di pesca è vietato appesantire o piombare la lenza e ogni permesso da diritto a trattenere un trota fario al di sopra dei quarantacinque centimetri, inoltre queste acque sono aperte tutti i giorni escluso il martedì, ameno che non sia festivo. La parte alta dell'Aveto è inoltre caratterizzata da numerosi tratti e affluenti laterali dove è vietata la pesca, i ruscelli vivaio dove le trote crescono senza essere disturbate per essere poi trasferite nel fiume a dimensione adeguata. Per chi decide di affrontare questo settore consiglio di prenotare il permesso di pesca presso il Bar Luca al numero 0185 870297. La riserva turistica è invece il settore rivolto ai pescatori che vogliano catturare in maniera abbastanza semplice pesci di taglia, potrebbe considerarsi quale zona di promozione pesca. Qui vi è l’obbligo di trattenere ogni capo di misura allamato ed al raggiungimento del quinto vi è l’obbligo di smettere di pescare. Il permesso costa quindici euro ed è valido per mezza giornata, mattino o pomeriggio, solamente dal primo settembre è possibile pescare no kill per l’intera giornata sempre al costo di euro quindici. Per entrambe le zone oltre al tesserino segna catture è necessario essere in possesso di una delle seguenti tessere: U.N.Pe.M, F.I.P.S.A,S., ARCIPESCA, A.I.C.S., ENAL PESCA, e LIBERA PESCA. La pesca in queste zone apre l’ultima domenica di febbraio e chiude il lunedì successivo alla prima domenica di ottobre. L'associazione ha in gestione anche uno splendido lago La Riserva Lago delle Lame , uno bacino le cui acque aprono il primo sabato di aprile e chiudono la prima domenica di gennaio. Il regolamento è similare a quello per la Turistica, differisce solamente per il costo che è di euro nove per i soci e di euro undici per i non soci.
LA PESCA
Questo anno non abbiamo frequentato molto queste acque, purtroppo, per mancanza di tempo abbiamo fatto solamente tre uscite una nella Libera, verso i primi di settembre, con un amico del Club avevamo deciso di passare un pomeriggio su questo fiume, purtroppo nella fretta e l’euforia della partenza avevo dimenticato l’attrezzatura fotografica e quindi non ho potuto scattare nessuna foto ricordo da mostrarvi. Posso solamente dire che abbiamo messo i piedi in acqua circa alle ore quindici e nella lunga lama che avevamo scelto i pesci cominciavano ad essere in attività, si intravedevano le prime bollate. Io decido di piazzarmi a metà lama montando un tip dello 0,12 con un’emergentina in Cul de Canard su amo Grub del 18, la mia intenzione era trarre in inganno oltre alle trote anche i temoli, il mio compagno di pesca si era messo invece ad inizio lama in corrente con una mosca decisamente più grande. Entriamo in pesca e le catture non si fanno attendere prima un bel temolo si fa ingannare dalla mia imitazione, poi una splendida fario viene presa dal mio amico, la misuriamo, circa quaranta centimetri ed una volta ammirata tutta la sua bellezza la rilasciamo, le catture si susseguono e ci stavamo divertendo veramente tanto, la giornata si conclude con una bellissima trota che dopo diversi salti si è piantata sul fondo strappando il mio finale. Entusiasti e contenti torniamo alla macchina e decidiamo di dedicare la domenica successiva al tratto No kill. Dopo aver preventivamente prenotato quattro posti nel tratto no kill partiamo speranzosi verso l’ambita meta, dopo circa un’ora e mezzo siamo al Bar Luca, una volta presi i permessi ci precipitiamo nella zona prefissata. Il tratto è lungo circa tre chilometri e decidiamo di dividerci. Avevo visto una lama assolata e così decisi di piazzarmi lì in attesa di vedere attività, nel frattempo ricontrollo tutta l’attrezzatura, silicono bene la mia mosca ed ingrasso ben bene il lungo finale. Pochi minuti di attesa ed ecco che la giostra si accende, incominciano le prime piccole bollate, ed ecco i primi temoli allamati le dimensioni si aggirano dai venti ad un massimo di trenta trentadue centimertri, ma combattivi e selettivi. Non mi sono mai spostato per tutta la giornata e quel posto mi aveva regalato al termine della pesca una trentina di temoli ed alcune trote, per gli altri componenti del gruppo mattutino più o meno la stessa cosa tranne che per Dino che cattura anche una discreta trota over quaranta. Eravamo tutti felici e soddisfatti sia dalla giornata di pesca che dal fatto che avevamo relativamente vicino a casa un fiume che poteva regalarci grandi soddisfazioni ed ottime catture. Ero veramente entusiasta tanto che il giorno dopo telefono all’amico Massimiliano e gli propongo di fare la chiusura in quelle acque, e nell’occasione di approfittarne per fare qualche foto. Il fatidico giorno si avvicina, eravamo pronti e dopo una partenza all’alba nelle prime ore della mattinata eravamo già in pesca, purtroppo le condizioni non erano più quelle di qualche settimana prima, la temperatura era notevolmente scesa rendendo i pesci più svogliati ed apatici, nonostante questo non demordiamo e riusciamo a catturare alcune trote, anche di bella taglia che grazie all’attrezzatura di Massimiliano abbiamo fotografato e possiamo mostrarvi. L’unico rammarico è quello di non avere avuto la possibilità di fare foto nelle precedenti uscite, comunque queste acque meritano sia il tratto libero che il No kill e vi consiglio di venirle a testare, cosa che rifaremo anche noi ad apertura avvenuta. L'aveto è un percorso per chi ama la natura, verdi prati e lussureggianti vallate dove innumerevoli cavalli pascolano allo stato semi brado fanno da cornice a questo splendido quadro attraversato ad una pennellata di azzurro, dove trote e temoli vivono in abbondanza. Vorrei concludere con una frase di un famoso pescatore Anglosassone che più o meno diceva così: “La vita di un pesce è troppo importante per regalare soddisfazioni ad un solo pescatore.”
COME ARRIVARCI
Da qualsiasi direzione si provenga è consigliabile imboccare e percorrere la A12 Genova Livorno e uscire al casello di Lavagna, una volta entrati nella statale proseguire a destra e seguire le indicazioni per Rezzoaglio e Santo Stefano d'Aveto, circa quarantacinque chilometri separano l'autostrada dall'uscita di pesca. La strada è un passo che conduce alla provincia di Piacenza, dove l'Aveto confluisce nel Trebbia, quindi molto movimentata e da percorrere a velocità moderata, una bella giornata di pesca ci ripagherà dei tornanti che ci attendono.
Articolo di Stefano Lucacchini e Massimiliano Malteno
Pubblicato dalla rivista Pescare