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Oasi al lago – Storioni con la Mosca

Da qualche tempo le acque cosiddette a salmonidi sono chiuse e nell’attesa dell’inizio di una nuova stagione di pesca ci dedichiamo alle cosiddette “pesche alternative” anche se a dire il vero non sono poi così tanto alternative, infatti ci danno la possibilità di confrontarci con prede che difficilmente potremmo catturare se non in un reservoir. Oggi ci troviamo a San Donato in provincia di Pisa un laghetto dove si possono praticare diverse discipline come il Carp-Fishing, lo Striscio, la pesca con la Bolognese, la Roubasienne, lo Spinning e la Mosca, ed appunto con questa tecnica che andremo ad affrontare la nostra battuta di pesca. In questo specchio d’acqua sono presenti diverse specie di pesci dal Persico Reale,il Persico Sole e le Carpe che si riproducono naturalmente a Storioni,Lucci,Barbi Europei, Tinche e Striped Bass che vengono immessi periodicamente. Nel periodo che va da ottobre a maggio vengono introdotte inoltre Trote Iridee, Trote Fario e Salmerini. Per rendere più entusiasmante e difficile la nostra uscita di pesca l’abbiamo indirizzata verso una specie diversa dalle classiche della pesca a mosca, infatti proveremo ad insidiare gli Storioni, con la tecnica della ninfa. In passato mi ero dedicato alla pesca delle Carpe con la mosca sia con la ninfa che con la secca, una pesca molto entusiasmante, ma non avevo ancora avuto la possibilità di confrontarmi con questi giganti d’acqua dolce, ed oggi proverò a farlo con la nove piedi per coda otto.

Attrezzatura

Per insidiare questa specie che può raggiungere dimensioni veramente ragguardevoli, userò una canna nove piedi per coda otto nove, da Saltwater, questa tipologia di canna oltre ad avere anelli e portamulinello in materiale resistente alla salsedine ,caratteristica non importante per le acque che stiamo affrontando, è molto robusta ed inoltre è dotata di anelli leggermente più grandi, caratteristica che ci permette una maggiore scorrevolezza della coda e del finale, soprattutto nella fase di combattimento. Infatti durante il recupero di grosse prede il momento di maggiore tensione è quando la giunzione fra coda e finale entra nell’apicale, in quanto un piccolo ingrossamento dovuto al nodo di giunzione, alla calzetta od ad altra connessione potrebbero non scorrendo alla perfezione incastrarsi anche per un attimo nell’anello e causare la rottura del cimino. Ed è per questo motivo che ho optato per questa tipologia di attrezzatura, potremmo imbatterci in Storioni di dimensioni ragguardevoli e tutti i particolari vanno programmati prima dell’uscita di pesca. Come mulinello ho abbinato un Large Arbor tale da contenere una coda nove ed inoltre una buna quantità di backing. La coda è una WF floater del nove con un finale a nodi composto da un tratto di potenza dello 0,50 di 80 cm ed uno spezzone dello 0,40 di 50 cm dove tramite un asola congiungeremo il tippet in fluorocarbon dello 0,30. E’ importante prima di affrontare ogni uscita di pesca ed in special modo quando potremmo imbatterci in grosse prede, controllare i nodi di giunzione, quelli fra bachino e coda e quelli fra coda e finale, è già successo a dei miei amici di trovarsi con un grosso pesce in canna che dopo un breve combattimento se ne è andato portandosi dietro la loro coda. Il nodo che uso per queste connessioni è il Nailless Knot, utilizzandolo doppio, fra la connessione coda- Backing in modo da avere una maggior tenuta e sicurezza, singolo nella connessione finale-coda .Per ottenere maggiore scorrevolezza consiglio nella connessione finale-coda una volta ultimato il nodo e tagliate l’eccedenze, di passare un velo di attak gel o acquasal, in modo da dare una certa conicità e quindi maggiore libertà di movimento all’interno degli anelli.

Mosche ed accessori

Le mosche che useremo per insidiare questi pesci saranno delle ninfe montate su ami Grub, Barbless, del 12 e 10 di colorazioni verde , marrone e nero con testina in ottone o ancor meglio in tungsteno, in pratica delle gold head, ma possono andare bene anche senza testina in questo caso dovremo fare un sottocorpo abbastanza pescante in filo di piombo in modo che la mosca arrivi velocemente sul fondo. Per fissare la mosca al tippet consiglio di utilizzare un nodo Palomar, di facile realizzazione e con una tenuta eccezionale. Fra gli accessori oltre al guadino di grosse dimensioni, vi sarà utile una fionda, che permetta di lanciare il pellets dalla vostra postazione alla zona di pesca. Per evitare di danneggiare il pesce durante le fasi di slamatura ed eventuale misurazione, pesatura o foto, sarebbe bene utilizzare dei materassini specifici, quelli usati anche nella tecnica del Carp Fishing, è inutile adottare il catch & release se non lo si fa bene,e cioè rilasciando le prede senza arrecargli alcun danno, utilizzando quindi ami privi di ardiglione, manipolando il pesce il meno possibile e posizionandolo nelle fasi sopra descritte sul materassino preventivamente bagnato, ed inoltre riossigenandolo prima del rilascio.


Azione di pesca

Per insidiare questa specie non c’è bisogno di lunghi lanci infatti gli storioni stazionano solitamente nei pressi delle rive, cercando con la l’ausilio della loro bocca protrattile piccoli crostacei , vermi e molluschi nei pressi del fondale. L’azione di pesca è molto semplice, basterà scegliere una zona del lago dove sappiamo che sono state fatte precedentemente delle catture o dove pensiamo possa stazionare lo storione, pasturare con del pellets in modo da richiamare i pesci, lanciare la ninfa ed attendere di vedere partire la coda od affondare il nostro strike indicator, ferrare meglio di coda e non con la canna in modo da far penetrare l’amo nelle robuste labbra del siluro. Questo modo di ferrare si usa solitamente per quella tipologia di pesci dotati di una robusta bocca difficile da penetrare con l’amo, come grossi tarpon, ma anche per specie come lo storione, è molto semplice si tratta al momento di ferrare di abbassare la canna portandola parallela al terreno e una volta trattenuta la coda con le mani tirare con forza canna e coda, un’azione diretta che eliminando l’azione della canna permette una ferrata decisa. Durante l’azione di pesca indirizzata allo storione non è difficile imbattersi in qualche bella carpa, la mangiata sarà diversa, infatti questo pesce a differenza dello storione che porterà via lentamente al nostra coda o lo stike indicator, parte velocemente, tanto che se non si è attenti si rischia di perdere la nostra attrezzatura. Gli storioni presenti in questo lago sono di taglia che va da un minimo di 7-8 chilogrammi fino a punte che raggiungono i 14 chili, le nostre catture sono state di storioni di media taglia 8-10 kg, ma hanno messo a dura prova la nostra attrezzatura specialmente nelle prime fasi del combattimento, con fughe puntate verso il fondo ed a volte qualche spettacolare salto. Una volta che il combattimento è al termine ed il pesce stremato è vicino alla riva, dobbiamo avvicinarci afferrarlo per la coda ed una volta poggiato sul materassino, preventivamente bagnato, slamarlo per poi rimetterlo nel suo ambiente avendo cura di riossigenarlo bene. Nelle foto del servizio avrete la possibilità di vedere la mia TFO 9 piedi per coda otto sottoposta ad uno stress veramente elevato, piegata all’inverosimile, la scelta di un attrezzatura saltwater è stata una scelta azzeccata, in grado di contrastare la fuga di questi pesci con un inverosimile forza e tenacia, un bel test per le nostre attrezzature, canna, mulinello, finale e nodi.


Conclusioni

Entrando nella struttura L’Oasi al lago, la prima cosa che ho potuto osservare oltre alle splendide acque è stato l’ordine e la pulizia, cosa a cui purtroppo non siamo abituati, soprattutto per l’incuria e la mancanza di rispetto diffusa fra i pescatori, che lasciano ogni sorta di rifiuto ma anche per i gestori, che a volte non si impongono sulla propria clientela, facendo rispettare le regole dell’educazione e del rispetto dell’ambiente. Qui non è così, sul perimetro di tutto il lago distanziati a circa una ventina di metri l’uno dall’altro vi sono cestini che più volte nell’arco della giornata vengono svuotati, inoltre il proprietario Mauro con il suo cart elettrico dotato di un apposito contenitore posteriore freddo- caldo fa il periplo del lago per rifocillare i clienti con bibite fresche, panini e bevande calde utili soprattutto nelle rigide giornate invernali. La struttura vanta di un bar ristorante dove è possibile degustare piatti della cucina tipica toscana, organizzare cene buffet e ricevimenti, anche qua inutile dirlo il tutto all’insegna dell’ordine e della pulizia. A fianco della struttura sopra citata in una piccola casetta in legno vi è un piccolo negozio dove poter acquistare attrezzature, accessori esche e pasture. Per chi viene con famiglia e bambini, il centro ha uno spazio dedicato a quest’ultimi con un parco giochi, insomma tutto ciò che serve per rilassarsi e concedersi una giornata all’ ordine del relax e della pesca. La struttura è aperta tutti i giorni escluso il lunedì dalle ore 12, il costo dell’ingresso è di 3 euro ogni 2 ore, per chi intenda rimanere l’intero pomeriggio euro 10 -12.Il nome “oasi” è veramente appropriato, infatti sembra di essere in un reservoir di oltremanica , dove è possibile concedersi una splendida giornata di pesca fra l’azzurro delle chiare acque e il verde della lussureggiante vegetazione. Per informazioni telefonare allo 0587 709201 oppure al 347 1948133.

Come arrivare

L’Oasi al Lago si trova in provincia di Pisa e per l’esattezza in Via Arno Vecchio a S.Maria a Monte, nel comune di S.Donato, per raggiungerlo è semplicissimo dalla Superstrada Pisa Firenze uscire a Monopoli Val D’Arno, a questo punto siete a pochi minuti dal Lago, basterà seguire le indicazioni per S.Maria a Monte e poi quelle per L’ Oasi al Lago.