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ASPETTANDO LE CHEPPIE

Siamo a Marzo e come tutti gli anni ci aspetta l’appuntamento con la cheppia (alosa fallax nicotica) un tenace e combattivo pesce che raggiunge la taglia massima di 60cm ed 1 kg di peso.
Vive in branchi nelle acque litorali marine e risale le acque fluviali per la riproduzione,ed è proprio in quei momenti che gli appassionati l’attendono per insidiarla con i propri artificiali, chi a spinning con ondulanti come il tony accetta o Gran Pescatore.oppure con la canna da mosca e con l’ausilio di piccoli streamer, ed è proprio quest’ultima tecnica quella che a noi interessa.
L’attrezzatura è composta da una canna solitamente da 9 piedi per coda 8 o 9, un’attrezzatura sovradimensionata rispetto alla taglia delle nostre prede ma utile al fine di lanciare pesanti code affondanti, che ci garantiranno di raggiungere velocemente le profondità desiderate ma soprattutto di contrastare la forte corrente. Le code da me usate solitamente sono degli shooting taper 10 quarto grado di affondamento e 9 terzo grado molto validi ad inizio stagione e con livelli alti. Abbino gli shooting taper ad un grosso monofilo tipo Frog od Amnesia che funge da running line, il finale è abbastanza corto circa 1 metro , composto come segue: 50 cm dello 0,50, 30 cm dello 0,40 e 20 cm dello 0,30 per finire con un tip dello 0,25 . Il mulinello non ha grossa importanza in questo tipo di pesca basta che possa contenere coda e backing. Gli streamer devono essere di dimensioni ridotte vista la piccola bocca della cheppia quindi ami dal 12 fino ad un massimo dell’8. I miei streamer fra gli amici chiamati “cialtroni” dalla deformazione della parola chartreuse sono in maylar tubing di vari colori con l’ausilio di alcune fibre luminescenti su amo a gambo lungo del 10.L’azione di pesca si svolge nei pressi delle piccole cascate o nelle correnti del fiume sempre lanciando a valle e recuperando energicamente.
Quindi aspettando che entrino le prime cheppie controlliamo la nostra attrezzatura soprattutto la tenuta fra coda e backing, (perché non vi succeda come all’amico Federico che ferrando due cheppie in corrente quest’ultime gli hanno portato via tutta la coda ma una volta giunto al backing il nodo che non aveva precedentemente controllato ha ceduto e le cheppie se ne sono andate assieme alla sua coda) e soprattutto passiamo un po’ di tempo in compagnia del nostro morsetto elaborando e studiando nuovi dressing.
A presto

Lucacchini Stefano

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