DELUSIONE IN TORRENTE
Dopo mesi di astinenza dalla pesca in torrente, e visto che è la prima
domenica di chiusura della mia attività commerciale, colgo l’occasione per
passare una intera giornata di pesca.
Così armato di viveri e naturalmente della mia attrezzatura da pesca mi reco in un torrente, fino a poco tempo fa da pochissimi conosciuto e naturalmente non frequentato.
Parcheggiata la macchina e messa a punto l’attrezzatura mi aspetta una bella scarpinata per raggiungere la meta prefissata, durante il tragitto per arrivare al corso d’acqua, mi rigenero nei colori e profumi di una natura incontaminata,arrivato sul luogo di pesca mi appago ancora di più dallo scorrere rapido di acqua cristallina fra le grande pietre che renderanno difficoltoso il mio procedere.
Inizio con i primi lanci e fatte quattro o cinque belle buchette,mi accorgo che la mia mosca non dà risultati,nessuna trota sale per attaccare l’imitazione.
Rimango sbigottito e al quanto stupito da tutto ciò, visto che frequento da parecchio tempo questo corso d’acqua che mi ha sempre regalato innumerevoli catture di piccole trote ed anche qualche bell’esemplare che a volte superava i trenta centimetri.
Continuo a procedere e superato un grande masso nei pressi di una buchetta trovo ai miei piedi un contenitore vuoto di camole, comincia la delusione, sono arrivati anche qui i “ tocchisti”, una razza di pescatori, spero in via di estinzione ,che tranne in alcuni sporadici casi, sono dei grandi mangiatori di trote e non vivono la pesca in maniera sportiva, ma sono degli amanti del sacchetto di plastica colmo di pesce, da riportare a casa, per vantarsi con amici e parenti, e destinare poi al gatto (che preferisce mille volte di più una scatoletta ) o ad amici che magari in cambio gli regalano una bottiglia di “cancherone” di vino che non è buono ma in compenso è genuino e soprattutto fatto con l’uva( come se il Sassicaia od il Brunello fossero fatti con chissà quali strane sostanze).
Fortunatamente questa specie di pescatori è in via di estinzione, ma non perché si sono ravveduti e capiscono l’esigenza del nostro ecosistema ,ma solamente per una questione anagrafica, e speriamo che la loro cultura distruttrice finisca con loro.
Dopo questo sfogo ritorniamo alla pesca, finalmente dopo alcune decine di lanci esce la prima trotella di modeste dimensioni, proseguendo nel tragitto e nella pesca riesco ad allamare altri piccoli esemplari e trovo altre scatole porta larve abbandonate fra i sassi.
In conclusione dopo sei ore di pesca e alcuni chilometri di torrente, ho catturato una decina di mini trote, quella che doveva essere una domenica di relax, è diventata una domenica di stress , dovuto alla constatazione che dove l’uomo quello con la u minuscola passa, lascia dietro di se morte e rifiuti, trasformando ambienti incontaminati in sterili corsi d’acqua contornati da spazzatura di ogni genere. Credo che sia impossibile creare una coscienza in determinati esemplari di umani, neanche Michelangelo con la forza del suo scalpello riuscirebbe a scalfiggere la loro ignoranza.
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Così armato di viveri e naturalmente della mia attrezzatura da pesca mi reco in un torrente, fino a poco tempo fa da pochissimi conosciuto e naturalmente non frequentato.
Parcheggiata la macchina e messa a punto l’attrezzatura mi aspetta una bella scarpinata per raggiungere la meta prefissata, durante il tragitto per arrivare al corso d’acqua, mi rigenero nei colori e profumi di una natura incontaminata,arrivato sul luogo di pesca mi appago ancora di più dallo scorrere rapido di acqua cristallina fra le grande pietre che renderanno difficoltoso il mio procedere.
Inizio con i primi lanci e fatte quattro o cinque belle buchette,mi accorgo che la mia mosca non dà risultati,nessuna trota sale per attaccare l’imitazione.
Rimango sbigottito e al quanto stupito da tutto ciò, visto che frequento da parecchio tempo questo corso d’acqua che mi ha sempre regalato innumerevoli catture di piccole trote ed anche qualche bell’esemplare che a volte superava i trenta centimetri.
Continuo a procedere e superato un grande masso nei pressi di una buchetta trovo ai miei piedi un contenitore vuoto di camole, comincia la delusione, sono arrivati anche qui i “ tocchisti”, una razza di pescatori, spero in via di estinzione ,che tranne in alcuni sporadici casi, sono dei grandi mangiatori di trote e non vivono la pesca in maniera sportiva, ma sono degli amanti del sacchetto di plastica colmo di pesce, da riportare a casa, per vantarsi con amici e parenti, e destinare poi al gatto (che preferisce mille volte di più una scatoletta ) o ad amici che magari in cambio gli regalano una bottiglia di “cancherone” di vino che non è buono ma in compenso è genuino e soprattutto fatto con l’uva( come se il Sassicaia od il Brunello fossero fatti con chissà quali strane sostanze).
Fortunatamente questa specie di pescatori è in via di estinzione, ma non perché si sono ravveduti e capiscono l’esigenza del nostro ecosistema ,ma solamente per una questione anagrafica, e speriamo che la loro cultura distruttrice finisca con loro.
Dopo questo sfogo ritorniamo alla pesca, finalmente dopo alcune decine di lanci esce la prima trotella di modeste dimensioni, proseguendo nel tragitto e nella pesca riesco ad allamare altri piccoli esemplari e trovo altre scatole porta larve abbandonate fra i sassi.
In conclusione dopo sei ore di pesca e alcuni chilometri di torrente, ho catturato una decina di mini trote, quella che doveva essere una domenica di relax, è diventata una domenica di stress , dovuto alla constatazione che dove l’uomo quello con la u minuscola passa, lascia dietro di se morte e rifiuti, trasformando ambienti incontaminati in sterili corsi d’acqua contornati da spazzatura di ogni genere. Credo che sia impossibile creare una coscienza in determinati esemplari di umani, neanche Michelangelo con la forza del suo scalpello riuscirebbe a scalfiggere la loro ignoranza.
Stefano Lucacchini
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