Intervista a Renato Repetti
Intervistare
On-Line i Personaggi della Pesca a Mosca mi ha dato la possibilità di entrare
in contatto anche se solo in maniera telematica con i miei Intervistati,da
un lato la comodità è innegabile,il tutto viene assolto abbastanza velocemente
da una tastiera e da un qualsiasi collegamento ad Internet,dall’altra parte
invece si perde un po’ il fascino di stare a tu per tu con la persona a
cui poni le domande,non si vedono ne intuiscono gli sguardi,la postura e
nemmeno gli occhi pensierosi ricordando questo o quell’altro avvenimento.
Tutto Fino ad Oggi …..
Ieri sera ho avuto il piacere di Intervistare il socio più anziano del nostro
club il Sig. Renato Repetti,non potendo comunicare con lui attraverso Internet
ho deciso di Intervistarlo di persona e credetemi che le sensazioni sono
state molte,la titubanza e probabilmente anche un po’ di timidezza ha caratterizzato
le prime domande e le prime risposte ma è bastato poco per instaurare tra
di noi una sorta di complicità e vi giuro che non scorderò mai gli occhi
felici di Renato mentre si perdeva nei ricordi più lontani ,ho avuto la
sensazione straordinaria di assaporare una specie di Magia,come quando da
piccolo ti raccontano le fiabe e tu ripeti : e poi ? cosa succede ? … la
sensazione è stata la medesima, un vero tuffo nel passato dove l’arte di
arrangiarsi e di scoprire cose nuove faceva ardere forte la passione verso
quella tecnica di pesca tanto strana,oggi probabilmente si legge e si scrive
molto in merito alla pesca a mosca e grazie ad internet è difficile rimanere
poveri di informazioni,ma i racconti di Renato sono marchiati da una genuinità
sopraffina e non potrò scordare quando con un sorriso ieri sera mi ha detto:
“Mi stanno ritornando in mente cose che da anni non ricordavo e tutto mi
sembra così vicino come se avessi iniziato ieri per la prima volta”.
Lasciandovi all’Intervista non posso far altro che ringraziare
Renato per la splendida Intervista che mi concesso e per le emozioni che
mi ha fatto vivere con i suoi Racconti.
Qualche nota Biografica:
Renato Repetti nasce nel 1925 a Forte dei Marmi,pescatore fin da bambino
con i sistemi più disparati inizia a pescare unicamente a mosca dal 1972
,socio fondatore e Onorario del Fly Club’90 è sicuramente un pescatore esperto
e un abile costruttore,le sue mosche cosi profondamente attaccate alle antiche
radici classiche impreziosiscono non poco le sue Fly-Box.
L’Intervista:
Quale è stata la tua prima esperienza come Pescatore?
Ricordo che da bambino andavo spesso sul fiume,non disponendo di molti mezzi al tempo ci si arrangiava con poco,bastava tagliare il fusto di una pianta che cresceva sull’argine per rimediare la rudimentale Canna da pesca,come filo si andavano a cercare i crini dei cavalli al quale si attaccava un amo e un verme come esca,un ricordo se volete divertente stava nel fatto che spesso tentavamo di catturare qualche Insetto e talvolta proprio delle Mosche , e usavamo quelle per pescare,probabilmente ai quei tempi c’era più pesce di adesso nei fiumi e ricordo che le catture erano numerose; crescendo iniziai a pescare con il cucchiaino e con il vivo,conobbi la mosca molto più tardi e fu subito Amore.
Come hai conosciuto la Pesca a Mosca ?
Ricordo che era il 1972 ero in ferie sull’altopiano Matese nel Letino con
la famiglia,vicino a dove alloggiavo c’erano dei piccoli torrenti più o
meno grandi e tutti popolati da trote stupende,”se tu avessi potuto vedere
che spettacolo trote rustiche! Una bellezza !! ” fu su quelle sponde che
vidi per la prima volta un pescatore a Mosca,confesso che mi ci volle non
poco tempo per capire cosa stesse facendo,trovavo stranamente armoniosi
i gesti di quell’uomo,faceva volteggiare quella che poco dopo seppi chiamarsi
coda con una eleganza straordinaria ,non avevo mai visto nulla di simile
e decisi di provare,raccogliendo qualche informazione da amici pescatori
mi recai a Venafro per acquistare la mia prima coda ricordo che era del
numero 6,cercai in lungo e largo una canna adatta a tale lenza e ne acquistai
una stupenda (almeno lo era per me) una TRUE TEMPER in carbonio lunga 8
piedi e 1/2 molto leggera, corredai il tutto con un mulinello automatico,una
sorta di Vivarelli, ma fornito di carica manuale,praticamente sul lato aveva
un piccolo marchingegno che una volta caricato a dovere conferiva al mulinello
la capacità di richiamare dentro la coda molto velocemente.
Quando Tornai a Casa ne parlai subito nel club di pesca che frequentavo
al Tempo “La Lenza Versiliese”e devo dire che riuscii a convincere in poco
tempo tutti quanti.
Il Passo ad organizzare il primo corso di pesca a mosca fu davvero breve,eravamo
in 23 quel giorno a Prato Verde, c’era Roberto Pragliola,Lumini,Tonini,Fabbricotti,Venturi,e
altre persone di cui adesso proprio non ricordo i nomi,è passato tanto tempo…
Quello che era davvero fenomenale a quei tempi era la tenacia e la volontà
di non arrendersi nemmeno davanti alle difficoltà più grandi come quella
ad esempio di reperire i piumaggi per costruire le nostre prime mosche,ricordo
che assieme a mio figlio Simone si andava accanto ai pollai per rimediare
le piume per costruire,le nostre mosche paragonate a quelle si costruiscono
oggi erano sicuramente esteticamente meno curate ma vi assicuro che erano
di un’efficacia pazzesca… Alla fine del corso la consegna degli attestati
di partecipazione fu condotta da Roberto Pragliola ,un successo a 360 gradi.
Con il Tempo decidemmo di approfondire anche l’entomologia per individuare
con precisione quele tipo di insetto imitare,sia per i colori che le dimensioni,insomma
iniziò un percorso talmente affascinante da farmi saltare giù dal letto
anche oggi a 82 anni con la stessa passione di quando ero ragazzo.
Mi parleresti di come nasce il Fly Club ’90 ?
Il Fly Club ’90 come dice il nome stesso fu fondato nel 1990,in quel periodo
eravamo già un bel gruppo di pescatori a mosca e nacque la necessità di
staccarci dall’altra associazione e fondarne una per conto nostro,ricordo
che all’inizio eravamo io,mio figlio Simone,Bigini,Marco Carani,Ricacrdo
Ciani,Albini alberto,poi si aggregarono altri pescatori e altri ancora ricordo
Stelio,Rodolfo,Giusti e tanti altri ancora,ci si riuniva al Tennis Italia
una volta a settimana erano tempi stupendi e lo sono ancora …
Mi Racconteresti un fatto curioso che ti è capitato a Pesca
?
Il primo che mi viene in mente riguarda una della mie prime uscite sull’Aveto,un
fiume meraviglioso popolato da trote e temoli stupendi,mi ricordo che mentre
pescavo vicino ame c’era mio figlio che si divertiva a fare su e giù lungo
le sponde del fiume quando improvvisamente lo chiamai perché avevo agganciato
un grosso pesce,non so se fosse un temolo o una trota ma ricordo che era
molto grande e la sua forza curvò tutta la mia canna,l’emozione era grande
e la paura di perdere il pesce faceva tremare dall’emozione la mia mano,mi
girai verso Simone e gli sorrisi,non scorderò mai il suo sguardo appassionato
ed estasiato davanti a quel combattimento,iniziò a gridare: “portalo qui…portalo
qui.. dai…dai…tira…tira…” i suoi occhi erano vivi di passione la stessa
che ardeva in me alla fine fu il pesce ad avere la meglio ma la consapevolezza
che anche mio figlio si stava appassionando alla pesca a mosca fu per me
il più bel regalo,il tempo mi diede ragione e Simone divenne oltre che un
ottimo costruttore e Pescatore anche un Istruttore abilitato della S.I.M
al tempo l’unica scuola di pesca a Mosca in Italia,una specie di Istituzione
… quanti ricordi e quante soddisfazioni …
Sei sicuramente un abile costruttore,ma quali mosche usavi quando
hai iniziato ?
Le mosche che utilizzavo erano quelle classiche ,oggi si hanno centinaia
di varianti per ogni singola mosca ma al tempo le cose erano ben diverse,sicuramente
non uscivo mai senza le mie Phesantail,le Red-tag,le Grey e la Royal Wulf,immancabili
le Red-Spinner e gli spider di tutti i tipi,per i temoli ricordo una mosca
che credo si chiamasse M3 era costruita con il corpo in polipropilene verde
o marrone scuro e una piuma di jungle cock legata sopra come ala,era Micidiale
e le bollate frenetiche dei temoli lo dimostravano.
Quale Mosca ricordi come la tua preferita?
Non Ho dubbi la Adams ,la Gordon Quill e la Phesantail. Assolutamente queste
3.
Tra i tanti luoghi che hai frequentato a Pesca c’è un Fiume
che ti è Rimasto nel Cuore?
L’Aveto !
Per la sua bellezza,per il suo ambiente incontaminato per la presenza di
trote rustiche e temoli furbi come faine ,i miei ricordi più belli sono
in quelle acque gelide e cristalline,ricordo con piacere anche il Vara e
la Magra ma l’Aveto ha rapito sicuramente il mio cuore.
Poniamo il Caso che ti si avvicini un Pescatore NON PAM incuriosito
dal tuo strano modo di pescare,come gli spiegheresti cosa è la Pesca a Mosca?
Cercherei di fargli osservare la leggerezza delle attrezzature,la leggiadria
della mia coda che volteggia silenziosa e la delicatezza della posa in acqua
della mosca,un inganno onesto e leale per dar vita ad un duello tra predatore
e preda che non termina con la morte ma con il rilascio e l’augurio di tornare
in futuro a duellare da veri gentiluomini.
La pesca a Mosca è questo innanzitutto Lealtà e Rispetto
L’Intervista Termina qui Ringrazio di cuore Renato per la sua disponibilità e per le emozioni che con lui ho vissuto nello svolgere questa Intervista.
Grazie Renato
Intervista di Massimiliano Nepori