Menu:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Intervista a Massimiliano Malteno

Massimiliano Malteno

Parlaci di te:

Nasco a La Spezia nel 1962 e fin da piccolo mi appassiono, sulle orme di mio padre, sia di fotografia che di pesca, dall'unione delle due cose inizia nel 1988 una collaborazione sia con la rivista"Pescare" che "Pescare Mare" che durano ancora tutt'oggi, facendomi divenire uno tra i piu' anziani collaboratori.Partito con la pesca al colpo e l'agonismo approdo attorno ai primi anni 80 alla pesca con la mosca artificiale, tecnica che tutt'ora mi appassiona, che mi ha permesso di poterammirare fiumi, laghi e ambienti stupendi e che pratico tutt'oggi sia nelle acqua dolci che in mare.Spero che mettendo a disposizione un po' di materiale e le mie conoscenze possa trasmettere questa mia grande passione per coinvolgere altri.

Massimiliano Malteno

Iniziamo l'intervista....

Intervista web

1)Come ha scoperto il Mondo della Pesca a Mosca?

Ho scoperto il mondo della pesca con la mosca artificiale prima da autodidatta e successivamente grazie ad un amico che è un po' di tempo che non vedo e che mi ha introdotto sia in questa stupenda tecnica di pesca che nel mondo della “scrittura” nella rivista Pescare, dove collaboro ormai da vent'anni.

2)Cosa significa x lei essere un PAM ?

Essere un pescatore a mosca per me significa che in qualsiasi situazione, tipo di ambiente, tipo di pesce, il mio primo pensiero è di tentare di catturarlo con un'imitazione artificiale, non parlo soltanto dei pesci canonici della pam, ma anche di pesci di mare, di carpe, amur, storioni... essere un pam mi fa poi pensare a quanti pesci possiamo rimettere in acqua senza fare loro del male. Tempo fa, quando ho realizzato uno dei primi video di pesca, mia sorella mi dice candida alla vista del rilascio del pesce: “poverino, soffrirà?” la mia risposta è stata “pensa come sarebbe contento di soffrire in quel modo un fagiano...”

3)Quale consiglio darebbe a chi intende cimentarsi in tale disciplina ?

Sicuramente dato il gran numero di Scuole che ci sono, consiglierei di eseguire un corso e lasciarsi “curare” da un buon istruttore che eliminerà gli errori nei movimenti, nel lancio, nella scelta dell'attrezzatura, nella costruzione e in tutto quello che un neofita necessita. Molto è stato fatto in questa direzione e grazie a Dio non dobbiamo quasi più vedere pescatori autodidatta che si “legano” con la coda nel fiume.

4)Ponendo il caso che le si avvicini un pescatore (non moschista) sul fiume, incuriosito dalla sua tecnica e da quella strana imitazione fatta di peli, come gli spiegherebbe in poche parole che cosa è la Pesca a Mosca ?

Mi è capitato parecchie volte, di solito argomento anche lungamente la mia scelta sul perché dannarsi la vita con quel mucchietto di peli...., ma se lo dovessi dire in poche parole sono queste:

Realizzare un'imitazione di un insetto, lanciarla delicatamente, presentarla assecondando la corrente e farla credere vera ad una trota che ne mangia 1000 al giorno, non è ingannare un pesce, è ingannare lo scienziato o l'entomologo più istruito del mondo.

5)Ci racconterebbe un fatto curioso che le è capitato a Pesca?

Personalmente pesco da 39 anni (ne ho 45) quindi mi sono capitate di tutti i colori, le più esilaranti non pescando a mosca.
Ne cito solo una quando, quattordicenne, pescando alla passata in un Magra che purtroppo non c'è più, vidi una tocca e ferrai, tirava come una bestia in corrente, il filo era esile e allora piano piano, alla fine si avvicinò a riva, sotto con il guadino che è una bestia, si ma che strana bestia, compatta, scura, ha dei lacci.... Questa fu la mia unica cattura di uno scarpone (da lavoro) preso, come nelle barzellette, per il fatidico buco nella suola!

6)Col passare del tempo crede che il mondo della PAM abbia avuto uno sviluppo Positivo in termini di insegnamento e divulgazione o c'è ancora secondo lei un po' di confusione?

Penso che rispetto agli anni '80 si siano fatti passi da giganti, solo i “vecchi” pam ricordano i corsi dell'epoca dove su dieci istruttori tutti e dieci dicevano uno il contrario dell'altro. Ora si è uniformato l'insegnamento, gli istruttori vengono formati e preparati a dovere, l'unico neo delle scuole, a mio avviso, è il divario tra teoria e pratica, dove la pratica è spesso lasciata al prato e non al fiume. Mi è spesso capitato di vedere dei validissimi lanciatori al fiume che, non avendo il senso dell'acqua, pigliano dei cappotti per questa ragione, quindi, riassumendo, più acqua e meno prato nella parte pratica dei corsi.

7)La Costruzione degli artificiali è senza dubbio un mondo affascinante, lei ha una mosca a cui è particolarmente legato? ce ne parlerebbe? magari spiegando a grandi linee il dressing.

Sono legato ad alcuni montaggi e, pur esperimentando di tanto in tanto, ricado sempre sui medesimi, ovviamente per il fatto che negli anni mi hanno dato notevole soddisfazione. Il primo è sicuramente il montaggio parachute, penso che sia superfluo dare il dressing, l'ho realizzato in tutti i colori, dimensioni e materiali, ma il migliore che ho provato è nella varietà di colore “Blue dun”. Il secondo al quale sono affezionato è l'emergente in cdc, anche di questa costruzione mi parte superfluo dare il dressing, quindi niente montaggi segreti, niente di strano, l'importante - come diceva un buon amico pescatore - è che ci siano i pesci, poi qualcosa faremo.

8)Se fosse un poeta quali versi dedicherebbe alla PAM ?

Non essendo un poeta invece di una poesia dedico una frase ma penso vada bene lo stesso:

La trota per un pescatore a mosca è una grande gioia, dividere la tua gioia tua con gli altri rilasciandola libera, genererà sicuramente altra gioia.

Massimiliano Malteno

Torna Su

Se vuoi scaricare l'articolo clicca qui