Menu:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Intervista a Ivano Mongatti

Abbiamo chiesto al Sig. Ivano Mongatti personaggio molto conosciuto nell’ambiente Mosca, collaboratore di note testate giornalistiche del settore,virtuoso al Morsetto e pescatore esperto sia in acque dolci che salate e nostro grande amico di rispondere ad alcune domande che gli abbiamo inviato tramite mail.
Ringraziandolo per la sua nota disponibilità vi lascio all’intervista

Elenco delle Domande
1)Come ha scoperto il Mondo della Pesca a Mosca?
Dai 14 anni sono stato un pescatore a spinning, giravo i torrenti della valle del Bisenzio e del Mugello (pieni di trote) con il mio motorino, una scatola di martin in tasca e una piccola 2 pezzi della Florenpesca. In estate, facendo un viaggio in Austria con gli amici, all’età di 17 anni, vidi, in un negozio di Innsbruck una canna da mosca. Mi piacquero gli anelli a spirale e, soprattutto, l’impugnatura bassa, che avrei sempre voluto avere perché, a spinning, avevo l’abitudine di cambiare mano e recuperare con la destra. L’acquistai. Tornato a casa, mio padre mi disse che era “da mosca” e che aveva un amico che praticava questa pesca. Il tale era Romano Meoni, che stava fondando in quei giorni il CIPM Prato (poi divenuto Prato Mosca Club). Partecipai al primo corso, quell’anno, e, da quel momento, è nata la mia passione per la pesca a mosca

2)Cosa significa x lei essere un PAM ?
Credo che sia una condizione mentale. Essere PAM mi ha insegnato l’importanza della conoscenza della natura, degli ecosistemi ed il conseguente rispetto per ogni sua manifestazione. Il no kill è venuto di conseguenza e di conseguenza è venuto l’impegno verso la gestione delle acque della mia provincia. Essere PAM, per me, in verità, è un sentirsi addosso una sorta di “amore” nei confronti di tutto ciò che ti permette di praticarla, la PAM. Ma sentirlo dentro, nel profondo. Essere PAM vuol dire non bramare le catture ed aver piacere se l’amico cattura più di te. Vuol dire fermarsi a guardare e non aver foga, o fretta, e bruciare così il “momento magico”. Sto scrivendo quasi senza pensare….ma essere PAM vuol dire aver percorso una strada che ti porta a vivere quei momenti in serenità, godendo di ciò che ti circonda e trattando con rispetto e massima cura il proprio avversario.
Una volta, mentre pescavo temoli nel Resia, due amici PAM guardavano la mia azione di pesca, consigliandomi e chiacchierando con me…insomma…pur pescando solo io pescavamo in 3….ad un certo punto (pescavo a discendere) uno di loro mi chiede di fermarmi nel lancio. Mi fermo e lo vedo che mi passa alle spalle e mi supera. Penso che, legittimamente, abbia deciso di risalire ed andare a pescare più a monte. Invece fa 10 metri, proprio dove volteggiavo la coda, raccoglie 2 bottiglie di plastica vuote sul greto e torna indietro. A quel punto chiede all’amico di mettergliele in carniera, le avrebbe buttate via una volta alla macchina. Ecco la PAM, racchiusa non nella tecnica, non nell’attrezzatura, ma nella testa!!!

3)Quale consiglio darebbe a chi intende cimentarsi in tale disciplina ?
Di fare un corso ad un club e di frequentarlo anche successivamente. Non si smette mai di imparare…dopo un po’ si riesce a poter dare qualcosa agli altri….e…si può essere utili per la conservazione dell’ambiente.

4)Ponendo il caso che le si avvicini un pescatore (non moschista) sul fiume, incuriosito dalla sua tecnica e da quella strana imitazione fatta di peli,come gli spiegherebbe in poche parole che cosa è la Pesca a Mosca ?
Bella domanda…ci ho provato più volte…specialmente fuori dal fiume…agli amici non pescatori che ti dicono “sai che palle stare un giorno intero fermo con la canna in mano”.
E allora provi a spiegargli che la PAM è differente eccetera eccetera…ma non è facile.
Normalmente parto dal fiume, raccontando degli insetti che ci sono dentro…delle effimere, che vivono un anno come ninfe ed un giorno da “farfalle”…racconto loro della schiusa…dell’eccitazione dei pesci in quel momento…il momento del pasto quotidiano..come se si suonasse la campanella e…”a tavola!!”…a quel punto mostro una mosca…un’effimera…e provo a far capire quanto sia spettacolare un pesce che esce dal suo elemento, l’acqua, per ghermire quell’insidia di piume.

5)Ci racconterebbe un fatto curioso che le è capitato a Pesca?
Di aneddoti ce ne sarebbero mille. Facciamo che vi racconto l’ultimo che mi è accaduto. Ero andato a pescare nella zona del Bisenzio gestita da Fipsas, aperta d’inverno, che si trova 3 km al di sotto delle zone gestite dal Prato Mosca Club. Mi metto gli waders e comincio a pescare la prima correntina. Mi sale una trotella, ferro e la prendo. Continuo a pescare, ma più nulla. Dopo circa mezz’ora, avevo fatto 40 metri di fiume senza prendere altro, arriva un fuoristrada nuovo fiammante che frena giusto sul ciglio della strada davanti a me. Ne escono 4 uomini che si vestono velocemente, prendono le canne da mosca, montano (li avevo a 5 metri) due polifemi sul finale e mettono uno strike indicator grosso come un’oliva ascolana. A quel punto uno dei tizi mi dice urlando:- “Che c’enno le trote?!?!?” -rispondo che ne ho presa una piccina e poi basta. Un secondo mi fa: -“ora si vede noi se le c’enno!”-. Partono tutti e 4 pesticciando il fiume dove stavo pescando e risalendo velocemente, lanciando qua e là, spariscono in breve dietro la curva, cento metri a monte. Rimango basito dal loro comportamento. Come sono spariti, dopo circa 20 minuti, riappaiono,correndo verso il fuoristrada. Il solito mi urla da lontano: “gl’è inutile che tu peschi…le ‘un c’enno!!!....le dovean buttare ma ‘un l’hanno buttae”….noi si va via…si va al loch style….lì le c’enno!!!..l’hanno buttae 3 giorni fa!!!”.
Questo episodio non ha bisogno di commento, si commenta da se…anche alla luce della domanda in cui mi avete chiesto cos’è la PAM….

6) Col passare del tempo crede che il mondo della PAM abbia avuto uno sviluppo Positivo in termini di insegnamento e divulgazione o c'è ancora secondo lei un po' di confusione?
Devo dire che è prevalso, com’era immaginabile, il lato tecnico della PAM. D’altronde non è facile insegnare una “forma mentis”, una sensibilità. Ci sono cose che non mi piacciono attualmente, senza dubbio. Una di queste è la connotazione che hanno preso alcuni No Kill. Pesce innaturale, sempre pronto a bollare a causa della sovrappopolazione e centinaia di pseudoPAM uno accanto all’altro intenti a insidiare questi poveri pesci di plastica. Non solo all’estero è così, ma anche in Italia…siete mai stati in Tevere???

7)La Costruzione degli artificiali è senza dubbio un mondo affascinante ,lei ha una mosca a cui è particolarmente legato? ce ne parlerebbe? magari spiegando a grandi linee il dressing..
Beh…la “rossolina”. Cattura ovunque, ve lo assicuro. Dressing e fasi di montaggio al volo. Amo grub 12 o 14. strisciolina di Edge Bright rosso montato in coda e avvolto sull’amo previa copertura dell’amo stesso con un filo bianco. Arrivati nei pressi del torace si gira un bel cdc in testa. Mosca finita. Micidiale per temoli, iridee e fario. Provata ovunque in Europa, negli USA e anche sui fiumi della cordigliera Andina.

8)Se fosse un poeta quali versi dedicherebbe alla PAM ? (può anche trasformarsi per un attimo poeta e improvvisare ovviamente)
C’è una poesia già scritta…troppo bella…davvero, del poeta che più amo in assoluto: Giuseppe Ungaretti. Racconta dei fiumi che hanno scandito il corso della sua vita. Lo fa mentre è sulle sponde di uno di questi, l’Isonzo. E’ lì come soldato ragazzo, in prima linea, a fare la prima guerra mondiale e sta avanzando pian piano (lasciando giorno dopo giorno però centinaia di amici sul campo). In quella notte d’agosto, che potrebbe essere l’ultima, Ungaretti rilegge la sua esistenza nelle acque dell’Isonzo e, con parole che solo lui sa usare, si attacca strenuamente alla sua vita.

Mi tengo a quest'albero
mutilato
abbandonato in questa dolina
che ha il languore
di un circo
prima o dopo lo spettacolo
e guardo
il passaggio quieto
delle nuvole sulla luna

Stamani mi sono disteso
in un'urna d'acqua
e come una reliquia
ho riposato

L'Isonzo scorrendo
mi levigava
come un suo sasso

Ho tirato su
le mie quattr'ossa
e me ne sono andato
come un acrobata
sull'acqua

Mi sono accoccolato
vicino ai miei panni
sudici di guerra
e come un beduino
mi sono chinato a ricevere
il sole

Questo è l'Isonzo
e qui meglio
mi sono riconosciuto
una docile fibra
dell'universo

Il mio supplizio
è quando
non mi credo
in armonia

Ma quelle occulte
mani
che m'intridono
mi regalano
la rara
felicità

Ho ripassato
le epoche
della mia vita

Questi sono
i miei fiumi

Questo è il Serchio
al quale hanno attinto
duemil'anni forse
di gente mia campagnola
e mio padre e mia madre

Questo è il Nilo
che mi ha visto
nascere e crescere
e ardere dell'inconsapevolezza
nelle estese pianure

Questa è la Senna
e in quel torbido
mi sono rimescolato
e mi sono conosciuto

Questi sono i miei fiumi
contati nell'Isonzo

Questa è la mia nostalgia
che in ognuno
mi traspare
ora ch'è notte
che la mia vita mi pare
una corolla
di tenebre


Cotici, il 16 agosto 1916


Ringraziando Ivano per la sua disponibilità infinita do appuntamento a tutti voi alla prossima intervista…


Articolo di Massimiliano Nepori 18/06/2007
se vuoi scaricare questo articolo fai clic qui