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Una Giornata Con gli Amici del MedFly


Alcuni di noi da tempo amavano bagnare le loro code nelle salmastre acque della Versilia, ma purtroppo i risultati erano deludenti, saranno le code, gli artificiali, il modo di animarli, insomma non riuscivamo a venirne a capo,e così cappotto dopo cappotto il morale si faceva sempre più basso.
Ma non Volevamo rinunciare. Così decidemmo di rivolgerci ai ghostbuster del fly fishing in saltwater, gli amici del medflyfish.
Il nostro segretario Andrea li ha contattati e ci siamo messi d’accordo per uno stage nelle acque di Marina di Pietrasanta per il 18 Febbraio 2007.
Finalmente siamo al fatidico giorno ci ritroviamo all’uscita dell’autostrada Versilia dove oltre agli amici del MFC ci attendono anche un gruppetto di appassionati giunti da Novara , così dopo le presentazioni ed una ricca colazione ci rechiamo sul campo di battaglia. Mentre David Gianfaldoni,Lorenzo Buti ,Tullio Piccoli,Stefano Nicoli,Ivano Mongatti e Vanni Giannozzi preparano le attrezzature da pesca Marco Sammicheli fa una premessa sulla pesca in mare, ci spiega con che spirito affrontare i marosi e soprattutto sottolinea ancora una volta un concetto a noi pescatori a mosca molto caro, il catch e release, proponendo inoltre un’idea molto interessante, che se realizzata o realizzabile sarebbe al passo con il ventunesimo secolo, tratti no kill nelle acque marine. Cosa che mi vede del tutto d’accordo non solamente per il fatto di trovare una
zona con grande concentrazione di pesce,il paese dei balocchi di ogni pescatore ma soprattutto perché non mi stancherò mai di dirlo, una volta che ho ingannato il pesce con il mio artificiale e sono riuscito a vincerlo è giusto che debba ridargli la libertà. Ricordiamoci che andiamo a pescare
per diletto, quindi per passare un pomeriggio od una giornata a contatto con la natura e non per procurarci un succulento pasto,come disse uno dei pionieri della pesca a mosca, “la vita di un pesce è troppo importante perché ne possa godere un solo pescatore”. Ma ritorniamo al presente .Davide ci spiega i vari tipi di code da usare, le differenze e soprattutto in quali situazioni usare l’una o
l’altra,e cioè galleggianti con punta affondante,intermedie, interamente affondanti e le innovative (perlomeno per noi) T8 e T14. Dopo una carrellata sui vari tipi di artificiali e soprattutto sulle tipologie di canne e mulinelli, è il momento di prendere le canne in mano. Così divisi in piccoli
gruppi e seguiti da istruttori incominciano le prove di lancio con code pesanti ,cosa non facile per chi è abituato ad una 3, ma ce la siamo cavati tutti egregiamente.Poi le varie tecniche di recupero, compreso lo stripping basket basilare per chi vuole affrontare questo tipo di pesca. La mattinata
corre veloce ed è già ora di pranzo così di fronte ad un buon fritto di pesce (anche se un po’ scarsino) continuiamo a parlare di pesci ,tecnica e costruzione.Alla fine del pasto l’abile Tullio davanti al suo morsetto ci lascia tutti affascinati durante la costruzione di alcuni streamer.La
giornata è quasi alla conclusione ma adesso è il momento di mettere in pratica tutto ciò che ci è stato spiegato, così alla bocca del fiume Versilia a Cinquale concludiamo la nostra giornata nella speranza di catturare una bella spigola. Una bellissima giornata che ci ha arricchito tecnicamente e soprattutto ci ha fatto conoscere nuovi amici che condividono oltre alla nostra passione,il modo corretto di intenderla .

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Stefano Lucacchini e gli amici del Fly Club ‘90

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