La Riproduzione del Luccio

Quando i primi temporali segnano il finire dell'estate, si
dirida quella sottile nebbia che nasconde il nostro più alto obbiettivo:
sua Maestà il Luccio.
Magnifico nella forma, astuto, una perfetta macchina in continua evoluzione,
capace di regolare gli equilibri delle acque dolci. Nessuno, e sottolineo
nessuno, rimane indifferente al suo cospetto; qualcosa di primordiale si
risveglia in noi quando lo sfidiamo, quando lo combattiamo, quando perdiamo,
quando lo vinciamo, quando lo restituiamo alle sue acque.
Rimane così nei nostri sogni, impresso in noi come un tatuaggio che segna
un punto del nostro percorso e che mai scorderemo. Bentornato Sire.
Introduco così la sintesi dell'opera di recupero di una specie che merita
più che mai il nostro rispetto, perchè si possa ancora sognare in un futuro,
perchè tutto ciò non diventi solo un ricordo come sta accadendo in altri
luoghi non così lontani dalla nostra vita.
L'opera, perché solo così si può definire uno studio progettuale di tale
dimensione ed annessa fase di realizzazione, ha richiesto fin dall' inizio
uno sforzo di energie grandioso: tempo, spazio, forma( iter burocratico),
collaboratori e tanta (ma veramente tanta) passione, sono gli ingredienti
per il buon esito di questi importantissimi progetti.
Durante un incontro presso l' incubatoio di Mulina di Stazzema, i ragazzi
del Fly 90 mi portano a conoscenza del loro progetto in corso: un allevamento
di Lucci autoctoni.
Mario mi invita ad approfittare di un momento particolare del processo:
la schiusa delle uova.
Alcuni giorni più tardi mi avverte che ci sono le condizioni adatte per
fare delle belle foto agli avannotti ed io parto per la meta. L'appuntamento
viene fissato presso un terreno agricolo ove sorge una serra e qui i ragazzi
mi invitano ad entrare; rimango a bocca aperta! La grande serra accoglie
due vasche sui lati: alla destra quella dei riproduttori, alla sinistra
quella che ospiterà a breve i Luccetti.
Una parte dello spazio dell'entrata( sulla Dx della foto) è adibito all'allevamento
degli alimenti dei Lucci: gamberi, larve e vermi.
L'ambiente mi rivela in modo quasi magico la potenzialità dei ragazzi del
Fly 90: subito è chiaro che è stato ricreato in tutto e per tutto l'ambiente
naturale atto ad ospitare i Lucci; temperatura dell'aria, luce, temperatura
dell'acqua ed il suo riciclo, flora, tutti completamente e continuamente
monitorati. il ciclo della vita è stato azionato.
Nella vasca di destra, quella che ospita i riproduttori, riesco a fotografare
2 dei 4 esemplari presenti (due maschi e due femmine). La spremitura a cui
sono stati sottoposti è la medesima di quella che abbiamo potuto osservare
per le Trote Fario (vedi articolo in sezione scienze e tecnica dal titolo
"L'incubatoio di Mulina di Stazzema"), idem per il processo della
fecondazione delle uova.
Dei 4 riproduttori in vasca, solo 3 sono risultati pronti per la spremitura:
2 femmine ed 1 maschio.
Appena provveduto alla fecondazione delle uova, queste sono state delicatamente
depositate nelle Ampolle/Incubatoio (vasi di Zug): la schiusa avviene a
120 ° giorno, ovvero, con acqua a temperatura 10° le uova si schiudono dopo
12 gg. con la possibilità di anticipare o posticipare la schiusa intervenendo
sulla temperatura dell'acqua (tolleranza +/- 3 gg.)
Rocco: il riproduttore Maschio in questione,ottimo per qualità di sperma
(ha prodotto una quantità infinitesimale di liquido, circa una goccia, che
miscelata con una piuma tra le uova di due riproduttrici, ha fecondato c.a.
il 90% di queste). Il nome gli è stato attribuito per la forte "personalità"
dimostrata in questa delicata operazione.
Uova: 1 mm./1,5mm. di diametro, dapprima gialle, mutano nel loro ciclo il
loro colore in nero. Saranno protette e curate dall'incubatoio preparato
a regola d'arte secondo precisi criteri.
Compaiono nella prima settimana due puntini neri (gli occhi).
Con un particolare procedimento tenico, si uniforma la schiusa delle uova
per evitare disparità di grandezza nel futuro (limitando così la possibilità
di cannibalismo).
Gli avannotti si pongono su di un telaietto nella vasca incubatoio, con
acqua corrente a 12° continui. Successivamente, saranno trasferiti in una
piccola vasca di accoglienza con le prime piante di riparo.
Alimentazione: gli avannotti vengono alimentati con zooplacton
Fino a due mesi è possibile tenerli nello stretto, se continuamente monitorati
e ben alimentati ( prevalenza di alimentazione insettivora); dopo i 2 mesi
i rischi di possibile cannibalismo aumentano (ittiofagia). In questo periodo,
in cui il Luccetto ha raggiunto i 5/6 cm. di lunghezza, è purtroppo facile
assistere a scene che hanno dell'incredibile: il Luccetto si fagocita un
proprio simile di pari misura!!!
Uno dei problemi principali quando si allevano i Lucci, è quello di riuscire
a portare più avanti possibile la maturitàl/ misura degli avannotti: la
semina avrà risultati positivi proporzionalmente alla maggiore misura del
Luccetto.
L' Iter burocratico di questo operato è lungo e fiscale: Presentazione del
progetto, dettagliato in ogni minimo particolare, alla Provincia, richiesta
ed ottenimento delle autorizzazioni necessarie per il prelevamento dei capi
destinati alla riproduzione dal Lago di Massaciuccoli; il prelevamento è
stato effettuato per mezzo di un pescatore professionista autorizzato nello
specifico dalla Provincia di Lucca ad operare in periodo di divieto di pesca
al Luccio.
USL: controllo delle attrezzature destinate al progetto, dell'ambiente atto
ad ospitare i riproduttori, dell'incubatoio nella sua struttura ed efficienza,
dell'entrata e dello scarico dell'acqua, controllo dell' idoneità dell'ambiente
(vasca) atta ad ospitare una parte dei Lucci non seminati per monitorarne
la crescita e lo sviluppo nel tempo e compararla ai Lucci seminati in ambiente
naturale.
L' USL certifica rilasciando l'autorizzazione ad utilizzare il tutto ai
fini della itticoltura per il ripopolamento delle acque scelte nella Provincia
di Lucca.
Controlli continui di un'Ufficiale Veterinario che controlla lo stato delle
apparecchiature, l'acqua e la salute dei riproduttori e dei riprodotti,
fino alla loro semina/ liberazione e successivamente, in modo periodico
ma continuativo in un arco di circa 1 anno, lo sviluppo dei soggetti trattenuti
in cattività. Poi il rilascio anche di quest'ultimi chiude il sipario.
Tratto dal sito ufficiale della Provincia di Lucca:
"Ripopolamento con giovani lucci-28/04/2004
Nei giorni scorsi in varie acque l'Ufficio Risorse Ittiche della Provincia
ha provveduto ad immettere circa 7.000 giovani lucci. La specie nelle nostre
acque continua ad avere bisogno di sostegno ed in alcuni areali la sua presenza
si è fortemente contratta tanto da farne presumere una virtuale estinzione".
Un risultato modesto se misurato in quantità, grandioso per volontà.
Quando sarete a tu per tu con sua Maestà, ..............massimo rispetto.
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Articolo Di Mario Vizzoni