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Una Domenica sul Serra

UNA DOMENICA SUL SERRA
Finalmente è domenica , ho a disposizione l’intera giornata per dedicarmi alla pesca,così dopo essermi alzato di buona ora , preparo tutta l’attrezzatura per affrontare la giornata , vale a dire una 9’coda 5 ed una 8’ coda 4 in modo da poter sopperire a tutte le necessità ninfa e secca.Metto nello zaino un po’ di viveri e mi preparo allo sforzo di prendere il mio gilet da pesca, che penso pesi quanto la prima tuta che usarono gli astronauti Americani negli anni ’60. Prendo la macchina e mi avvicino alla meta prefissata,arrivato a destinazione ,faccio alcune centinaia di metri nel bosco, per poi trovarmi in uno scenario mozzafiato acqua cristallina che scorre in un letto di sassi perfettamente levigati e di forma sferica di color bianco , verde da tutte le parti e di fronte a me la splendida immagine dell’Altissimo, un’impone nte montagna alle cui pendici è ubicata una cava dalla quale viene estratto il prezioso marmo bianco statuario, che utilizzò perfino Michelangelo per le sue sculture. Purtroppo in mezzo a tutta questa natura si scorge la presenza dell’uomo, quello con la u minuscola che lascia dietro di se segni del suo passaggio o della sua presenza, infatti non mancano i classici sacchetti di plastica con resti di cibo, lattine e naturalmente qualche piccola busta trasparente con all’interno segatura e bachini morti.. La stupidità umana non ha limite e nonostante gli sforzi che facciamo per tutelare e vigilare i nostri corsi d’acqua c’è sempre qualche imbecille che trova il suo massimo divertimento nel trasgredire le regole, come se il fatto lo facesse sentire superiore, e lo distinguesse da coloro che non solo rispettano le regole, ma ciò che fanno lo sentono e gli viene del tutto naturale farlo. Ma ritorniamo alla pesca, comincio a pescare con la 9’ montando due ninfe di cui una con la testina in tungsteno in modo da poter fronteggiare la forte corrente, i risultati non si fanno attendere, e
alcune piccole trote (quelle grandi naturalmente sono già sparite) vengono ingannate dalle mie imitazioni. La temperatura si è alzata e così decido di cambiare attrezzatura montando la 8’ coda 4 con una grossa mosca montata su amo del 10 ed un folto collare in petto di fagiana per vedere se
riesco a trarre in inganno qualche pesce in superficie, la scelta è stata azzeccata e in circa un chilometro di fiume riesco veramente a divertirmi facendo dive rse catture di bellissime trote, tutte intorno ai 15 cm. Sono le tredici e decido di fare una sosta e mangiare qualcosa. Dopo essermi rifocillato ed aver scattato qualche foto al fiume e al paesaggio continuo a risalire il torrente, fino ad arrivare ad un punto invalicabile. E’ il momento di tornare indietro e di terminare la giornata di pesca. Consiglio a chi volesse affrontare questo torrente di non farlo da soli, siete distanti dalla strada, il cellulare non prende e bisogna fare dei passaggi attraverso le rocce impegnativi e soprattutto non è facile per chi non conosce i luoghi sapere da dove scendere e da dove risalire, quindi se qualcuno e interessato basta contattare il nostro club che vi verranno date tutte le indicazioni.


A presto
Articolo di Stefano Lucacchini

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