A Pesca in Slovenia


Dopo settimane di programmazione e di sogni ad occhi aperti, Io e Rodolfo
troviamo uno spazio fra i nostri impegni lavorativi e decidiamo di intraprendere
la prima trasferta nei fiumi della Slovenia.
Avvertiamo gli amici del Club, ma nessuno è disposto a seguirci,essendo
tutti impegnati in un corso di perfezionamento con la Scuola Italiana di
Lancio con la canna da Mosca.
L’attesa dei mitici tre giorni oltralpe, erano interminabili, solamente
il sognare quelle fantastiche acque e i ricordi di passate esperienze ci
alleviavano l’attesa, ricordi che facevano riaffiorare pesci di dimensioni
incredibili, memorabili giornate dove schiudeva ogni sorta di insetto, e
Temoli che con l’andare dei giorni aumentavano in numero e dimensione, il
potere dei ricordi riesce in questo ed altro. Finalmente arriva il fatidico
giorno Sabato 5 Maggio, data prefissata per la Partenza, così dopo la chiusura
del mio negozio alle 20 Rodolfo passa a prendermi ed inizia l’avventura.
Ce la prendiamo con calma, un boccone all’autogrill di Serravalle, che ci
costa quasi come una cena all’Enoteca Pinchiorri , per riprendere poi il
nostro viaggio.
Tre di notte uscita Unec, siamo finalmente arrivati, subito andiamo al ponte
Romano, un ponticello in pietra che divide la riserva in due, quella dedicata
esclusivamente alla secca e il tratto a monte dove è possibile usare anche
la ninfa, i livelli sono buoni , lunedì sarà la nostra meta , per domani
ci sfoghiamo sull’ idrijca. Risaliamo in macchina e verso le tre e mezzo,
quattro, siamo ad idrica sul ponte ad osservare i livelli delle acque, i
lampioni ci danno la possibilità di vedere i livelli, purtroppo bassi ma
qualche sporadica bollata ci rianima. Reclinati i sedili decidiamo così
di concederci qualche ora di sonno. Alle sei mi sveglia Rodolfo, che fra
l’eccitazione ed il mio russare non aveva chiuso occhio, con una Stonefly
che aveva le dimensioni di un accendino della Bic, una piccola schiusa aveva
messo in movimento alcuni pesci di dimensioni ragguardevoli. Presi dalla
frenesia della pesca ci catapultiamo a Cerkno, all’Agriturismo Kmetija Zelino
più semplicemente “dalla Marta”, scendiamo i bagagli ,prendiamo possesso
della camera, ci concediamo un’abbondante colazione e fatti i permessi ci
avviciniamo al posto prefissato per la nostra battuta di pesca.
Montiamo le canne, stendiamo i finali, li ingrassiamo, infiliamo i Waders
e finalmente siamo in acqua, decidiamo di iniziare con dell’ emergenti in
cul de canard sul 14 -16 che nonostante le poche bollate ci regalano qualche
cattura.Le prime ore della mattinata ci demoralizzano un poco, livelli bassissimi
pochi insetti e soprattutto pesci svogliati, ma ecco che la giostra si accende
inizia la schiusa e come d’incanto il fiume ribolle e finalmente comincia
il divertimento, le catture si susseguono, iridee, qualche temolo e bellissime
fario sui 40-45 centimetri, siamo entusiasti e così dopo aver catturato
l’ultimo pesce della mattinata, un’ibrido di marmorata sopra i 50 centimetri
decidiamo di concederci una pausa pranzo.
Panino, birra e un caffè e poi dopo un po’ di relax riprendiamo la pesca.
Scendiamo il fiume per qualche centinaio di metri fino ad arrivare ad una
piana con una correntina dove alcune piccole bollate richiamano la nostra
attenzione, erano temoli,e dopo qualche lancio anche loro si fanno ingannare
dalle nostre mosche. Un fronte di nubi comincia ad oscurare il cielo, e
dopo poco, la pioggia, Rodolfo si avvia alla macchina mentre Io imperterrito
continuo a pescare, è stato il momento più bello e più fruttuoso, non riuscivo
ad uscire dal fiume e nonostante la pioggia incessante continuavo a lanciare
e a catturare. Raggiungo la macchina bagnato ma soddisfatto, sono quasi
le sei, decidiamo cosi di spostarci nei pressi della pensione per il coup
du soir.
Purtroppo l’unico handicap del posto dove alloggiamo è il fatto che alle
otto, massimo otto e trenta bisogna essere a cena, così il momento culmine
della giornata quando i pesci sono in attività piena dobbiamo abbandonare
il fiume. Giornata memorabile tanti pesci e di generose dimensioni soprattutto
le Fario e gli ibridi di Marmorata.
Dopo una succulenta cena e soprattutto un meritato riposo ci risvegliamo
pronti ad affrontare le acque dell’Unec, un’incantevole risorgiva che scorre
in una splendida vallata, dove il verde dei prati si immerge d’incanto nelle
cristalline acque di questo splendido fiume , uno spettacolo unico che vale
la pena di assaporare, degno solo della tavolozza del Grande Maestro.
Ritorniamo con i piedi per terra , facciamo i permessi nel centro del paese
ed iniziamo a pescare a monte del ponte Romano, qualche bollata e subito
i primi temoli si fanno ingannare dalle nostre moschine, risaliamo e ci
fermiamo in una correntina che ci regala innumerevoli catture, fra un temolo
e l’altro siamo arrivati all’ora di pranzo.Tutti i Bar del paese sono chiusi,
così rinunciamo al panino, facciamo qualche chilometro fino ad arrivare
alla pensione Zigon, la Famosa Giuseppina, dove quasi tutti gli appassionati
di questo splendido fiume alloggiano nelle loro vacanze di pesca. Qui una
gentilissima Signora che parla un’ottimo italiano ci offre un abbondante
ed ottimo pasto. Sazi rifocillati e riposati ci riavviciniamo al fiume scendendo
nella parte bassa, I bellissimi e non facili Temoli vengono ancora una volta
ingannati dalle nostre imitazioni di plecotteri su ami del 14. La giornata
si conclude con innumerevoli catture ed un bellissimo temolo di 50 centimetri
per Rodolfo. Ritorniamo al nostro alloggio a Cerkno, riposiamo ed al mattino
dopo ci attende l’ultima giornata di pesca, Rodolfo decide di rinunciare
e godersi del panorama della Slovenia Io invece opto ancora per l’Unec.
La giornata si prospetta come la precedente, l’unico inconveniente è un
forte vento che ostacola l’azione di pesca, ma nulla e niente riesce a farmi
rinunciare, solamente l’unico sasso sul fondo del fiume mi regala un bel
tuffo nelle gelide acque della risorgiva, costringendomi a smontare prima
del previsto, comunque nonostante il vento e l’imprevisto bagno sono riuscito
a catturare una trentina di temoli di cui uno over 45.
Soddisfatti delle belle giornate trascorse in Slovenia, ritorniamo in patria
con tanti bei ricordi che riecheggeranno nelle nostri menti per molto tempo.
Stefano Lucacchini
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