Spigole a Mosca
SPIGOLE A MOSCA
(RICORDI E DELIRI DELLA PASSATA STAGIONE DI PESCA)
Con l’avvicinarsi della bella stagione ritorna per noi appassionati della
spigola in fiume il momento di rispolverare la nostra attrezzatura , ricontrollare
i vecchi streamer e se la fantasia e l’esperienza ci aiutano di sperimentarne
di nuovi. Solitamente affronto questo splendido pesce con un’attrezzatura
media vale a dire una 9 piedi per coda Wf floater del 7,il finale da me
preferito è molto semplice 80 cm del 0,50, 60 cm dello 0,40 e poi direttamente
un tip lungo circa 90-100 cm di un buon monofilo dello 0,30, volendo si
può tranquillamente scendere ad uno 0,25, per quanto riguarda gli artificiali
sono affezionato a degli streamer costruit i in pelo di cervo e marabù con
l’aggiunta di poche fibre luminescenti.
I momenti migliori per cercare di insidiare con successo la spigola ( da
noi ragno) sono indubbiamente le prime ore del giorno e quelle precedenti
il tramonto. Solitamente , frequento i due fiumi a me più vicini la magra,
ed il serchio ed è per l'appunto di questo ultimo che noi parleremo.
Viste le attrezzature, le code, i finali e gli streamer cerchiamo ora di
andare a pescare. Ci avviciniamo al fiume, siamo a circa 8 chilometri dalla
foce in uno scenario molto bello avvolti dalla vegetazione e dal silenzio.
Iniziamo con calma a montare le canne e poi finalmente immergiamo i piedi
nell’acqua, cercando di non far rumore. A questo punto solitamente cerco
un punto strategico dove penso che possano trovarsi le spigole ed ttendo
di vedere qualche movimento. È necessario rivolgere la massima attenzione
ad ogni minimo segnale,perché in questo tipo di pesca
si attendono le “cacciate”,cioè il momento in cui la “regina” scatta per
predare piccoli pesci come cefaletti o cavedanelli,allora vedremo l’acqua
ribollire mossa da decine di pesci in fuga e saremo anche atratti dal rumore
che essi provocano nella corsa alla sopravvivenza, la dura lotta della vita.
Individuato il punto dove una o più spigole sono in attività bisogna lanciarci
sopra ripetutamente facendo passare all’interno della zona lo streamer ad
una velocità abbastanza sostenuta, le più delle volte le incocciamo in battuta
cioè quando l’artificiale cade sull’acqua, e non è raro, anzi è quasi la
regola, che in quel punto ne possiamo catturare più di una. Tutto questo
capita nelle migliori delle condizioni ma se non si vede attività (il che
si verifica spesso) conviene provare in caccia con artificiali che lavorano
sotto la superficie, ottimo è il black-zonker, che nei momenti di disperazione
mi ha regalato ottime catture. Nelle zone da me frequentate si pesca su
di un fondale che non supera il metro e cinquanta e solitamente, per poter
sondare i vari livelli di acqua (vista la mia pigrizia), preferisco non
cambiare coda e rimanere con la mia WF floater, ed avvalermi per il risultato
desiderato di streamer piu o meno zavorrati, tenete presente però che gli
artificiali che ci daranno maggiore soddisfazione nel momento giusto saranno
galleggianti e lavoreranno sul pelo dell’acqua al massimo qualche centimetro
sotto a simulare pesce mangianza spaventato ed in fuga.
Ma ritorniamo alla nostra giornata di pesca, si sta per avvicinare il momento
topico,il sole sta per scomparire dietro un promontorio che si trova di
fronte a noi, e sappiamo già che quello è il momento di porre la massima
attenzione. Passano alcuni minuti e a circa una decina di metri da me vedo
un fuggi fuggi di piccoli pesci, mi avvicino ancora ed inizio a lanciare,
dopo alcuni lanci vedo qualcosa che segue il mio streamer , il cuore va
a duemila, lo afferra con violenza, la ferro e dopo alcune fughe si slama,
tutto ciò fa parte del gioco ed anzi è abbastanza frequente,visto che uso
ami privi di ardiglione, e vi consiglio di usare solamente quelli, perché
anche se la spigola ha delle carni prelibate, non siamo andati lì per procacciarci
un succulento pasto ma per svolgere l’attività che più ci emoziona. Quello
che cerchiamo nella pesca sono le emozioni , è il passare una giornata a
stretto contatto con la natura, godere dei colori e dei profumi che ci circondano
e se poi siamo fortunati o bravi fare anche qualche bella cattura .Le sensazioni
che proviamo sono nostre e rimarranno nella nostra memoria permettendoci
di riassaporare quei bei momenti..Sono intollerante verso tutti quei pescatori
che non hanno rispetto della loro preda ,del loro avversario, che ci concede
una volta che riusciamo a catturarlo un enorme scarica di adrenalina che
ci fa sentire vivi e credo che non dobbiamo chiedergli più di questo, ma
dobbiamo rilasciarlo alla sua vita avendo l’accortezza di manipolarlo con
le dovute maniere e se il combattimento è stato lungo ed estenuante per
il pesce dobbiamo ricordarci di riossigenarlo per poi ridargli la giusta
libertà. Sono inorridito da quei pescatori che ritornano a casa accompagnati
da un anonimo sacchetto di plastica con dentro il bottino della loro battuta
di pesca e sono fieri di ciò che possono mostrare ad amici e parenti , ed
è una vita che mi chiedo se è giusto dover ccidere un pesce o un animale
per sentirsi importanti, per vincere momentaneamente le proprie insicurezze.
Vorrei scusarmi con i lettori se mi sono dilungato un po’ troppo sull’argomento
del catch and release, ma per me è molto importante e dobbiamo in tutte
le maniere cercare di creare una
coscienza, ma torniamo alla nostra giornata di pesca prima che mi metta
a parlare della maleducazione di alcuni miei colleghi pescatori che abbandonano
ogni sorta di rifiuto sui fimi. Sono capitato nella serata giusta, vedo
intorno a me altre cacciate, ma purtroppo troppo lo ntane per
arrivarci con la coda. Individuate le zone calde decido di avvicinarmi,
come un felino lo fa con la sua preda, una volta arrivato alla giusta distanza
lancio lo streamer ma non faccio in tempo neanche a mettere in tensione
la coda che ferro una bella spigola di oltre un chilo e mezzo che dopo
un lungo combattimento rilascio. Sono già appagato e pronto per cedere le
armi, quando nei pressi di una piccola cascatella che si trova a monte e
per l’esattezza a circa un centinaio di metri da me sento un rumore sordo,
subito si risveglia in me lo spirito del predatore e decido di andare a
tentareഊla sorte. Mentre mi avvicino incomincio ad immaginare quel pesce
e la fantasia inizia a lavorare, ogni passo che faccio per avvicinarmi allo
spot immagino un pesce sempre più grande. Finalmente sono arrivato ,mi metto
in attesa sp erando di rivederlo, i minuti che passano sembrano
un’eternità , e quando decido di rinunciare vedo a pochi metri da me un
dorso argenteo che come un siluro insegue un piccolo branco di mugginetti.
Sembra davvero una bella preda, è vicina e ci posso arrivare tranquillamente,
e con il mio streamer in cervo ormai ultratestato sarebbe una cattura facile,
ma l’imprevedibilità della psiche umana fa si che mi venga l’idea di provare
un artificiale di cui tanto avevo sentito parlare che recentemente avevo
costruito e testato sui black con ottimi risultati (il gummy) ma mai provato
con le spigole, comincio a lanciare e dopo una serie di lanci a vuoto ed
una serie di “ma chi te lo ha fatto fare” la coda improvvisamente si blocca
sotto il peso di una bella spigola molto vivace che sfrutta al massimo tutte
le sue energie ed anche la corrente abbastanza sostenuta vicino alla cascata,
riesco dopo qualche istante ad avvicinarla, sembrava più grande ed invece
era circa 1 chilo, anche questa appena riossigenata ritorna nel suo ambiente.
Testato il nuovo artificiale con successo, e visto che oramai non si vedono
più cacciate e rimangono alcune decine di minuti di luce decido di fare
qualche lancio in caccia. Di fronte a me c’e una massicciata ,probabile
tana o territorio di caccia per qualche pesce, dopo una lunga serie di lanci
riesco a catturare solamente un piccolo cavedano suicida, e così visto che
oramai non c’è più luce e la fame e la stanchezza si fanno sentire mi avvicino
alla macchina con ancora impresse nella
memoria le enormi sensazioni che ho provato,che spero possano rimanermi
dentro, per qualche tempo.Comunque per chi volesse accingersi a questo tipo
di pesca , vorrei, senza voler scoraggiare nessuno chiarire che se si decide
di affrontare le spigole bisogna armarsi di pazienza, perché
saranno molte le uscite che ci vedranno tornare a casa sconfitti con la
coda tra le gambe, ma quando avremo la fortuna di imbatterci nella serata
magica, saremo ripagati delle decine di “cappotti”..
Articolo di Stefano Lucacchini
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