IN SEGUITO L’UOMO ARRIVO’ ALLA RUOTA

Questo non vuole essere un articolo, ma una piccola riflessione sul mondo
che ci circonda e che siamo costretti a tollerare. Ritornando a casa dopo
una divertente e fruttuosa giornata di pesca sul torrente Versilia, non
ho potuto fare a meno di notare l’ingegno e l’impegno da parte dell’uomo
nello sfruttare le risorse della natura. Camminando nei boschi e nelle foreste,
l’uomo primitivo trovava spesso arbusti, rami e pezzi di albero che giacevano
al suolo, inizialmente li utilizzava come legna da ardere, ma in seguito
divennero utensili ed armi da difesa e caccia, infatti da lì nacque la pertica,
che aveva innumerevoli utilizzi, sorreggeva ed aiutava l’uomo nel suo cammino,
acuminandone una delle estremità la si poteva usare come arma per difendersi
dai nemici, o per cacciare le prede per procacciarsi il cibo, vi si potevano
trasportare animali, insomma da quel ramo l’uomo iniziò ad adoperare il
proprio ingegno.L’ispirazione che nacque da quel pezzo di legno inerte lo
spinse ad arrivare ad obiettivi sempre più grandi ed ambiziosi, portandolo
fino alle scoperte che noi tutti conosciamo. Purtroppo, nell’ambiente che
ci circonda, la pertica è stata scoperta da poco e ancora non utilizzata
a dovere, per ora sono riusciti, dopo lunghi ed attenti studi ad usarla
solamente come sostegno , come potete vedere nella foto allegata. Credo
che negli anni dopo studi e riflessioni anche questo ingegnoso ed astuto
individuo subirà il fascino di quel magico legno, comprendendo le potenzialità
intrinseche di quella materia inerte.
In poche parole quello che voglio dire è che l’uomo riesce ad imparare solamente
da propri errori e da lì si emancipa e cresce, ma l’uomo Italicus Versilensis,
deve ancora sfruttare e distruggere le risorse della natura per arrivare
a comprenderne la sua iportanza ed per questo che continua a contaminare
gli spazi naturali con ogni sorta di spazzatura. Non dobbiamo stupirci quindi
di vedere ditte che scaricano marmettola e cocciami nel fiume, persone che
abbandonano i loro rifiuti nel verde, ed altri idioti che lanciano carte
e sporcizia tranquillamente dal finestrino della loro autovettura. Forse
fra qualche decina di anni o forse qualche centinaio riusciranno a capire
che la loro casa non è quella scatoletta di mattoni linda e pulita dove
risiedono ma il mondo che li circonda, un concetto purtroppo per molti incomprensibile.
L’unica speranza per poter vedere un po’ di civiltà oltre al fatto di varcare
il confine nazionale è cominciare a sanzionare gravemente questi delitti.
Articolo di Stefano Lucacchini
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