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A Pesca in Val Sesia

UN INCUBO CHE SI TRASFORMA IN UN SOGNO “LA VALSESIA”


Mercoledì 1° Novembre io e l’amico Federico partiamo alla volta dell’Altotevere. Non vedevamo l’ora di bagnare la coda nell’acqua .e nel tragitto che ci divideva dalla meta prefissa non facevamo altro che sognare le grosse trote ed i temoli che avremmo potuto allamare. A Firenze cominciano le
prime gocce di acqua e mentre percorriamo l’autostrada in direzione di Arezzo la pioggia si trasforma in un grosso temporale. Non ci pensiamo due volte ed alla prima uscita decidiamo di cambiare direzione, “andiamo sull’Adige”, altre ore ci separano dall’agognata meta ma con un po’
di pazienza, eccoci all’uscita Ala Avio.Entriamo nel Bar per i permessi ed il gestore ci guarda come due marziani dicendoci “la pesca si è conclusa ieri”. I nostri morali erano a terra , avevamo fatto più di cinque ore di macchina per non poter pescare. Dopo alcuni istanti di titubanza e
sconforto mi venne in mente una possibile meta alternativa e così proposi all’amico Federico di andare in Valsesia, girammo la macchina e cambiammo nuovamente itinerario. Così Fantozzi e Filini stavano dirigendosi in direzione di Vercelli per provare ad insidiare i difficili
temoli pinna blu del fiume Sesia. Alle 13 siamo a Varallo, come due fulmini facciamo i permessi e poi via in direzione di Scopello.
Giunti a destinazione, montiamo l’attrezzatura e attraversiamo il ponte che ci avrebbe portato al nostro spot, la voglia di pescare era veramente tanta, ma appena sul ponte siamo rimasti incantati dalla trasparenza dell’acqua, e dalla quantità di pesce presente , tanto che siamo rimasti perlomeno dieci o quindici minuti persi nella bellezza dell’ambiente, una splendid a Vallata attraversata da un’acqua tipo “ Perrier” che ospitava una grande quantità di pesce. Finalmente riusciamo a cominciare a pescare, e nonostante la diffidenza dei grossi temoli iniziano le prime catture, che si susseguono regaladoci una splendida giornata che ricorderemo non solo per la miriade di chilometri che abbiamo fatto ma soprattutto per l’incantevole zona che abbiamo avuto la possibilità di scoprire, insomma un’incubo che si è trasformato in uno splendido sogno. Nell’occasione vorrei ringraziare gli amici del Valsesia Pinna Blu per la cortesia ,la gentilezza e l’ospitalità ma soprattutto per lo splendido lavoro fatto per la tutela di questo ambiente spettacolare ed unico.

Articolo di Stefano Lucacchini

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