Intervista a Claudio Carrara

Nel ’94 ottiene la certificazione FFF di Fly Casting Instructor e Italian Board Governor, partecipa per circa dieci anni alle competizione di lancio tecnico e, insieme a Riccardo e Walter Bianchi, forma una squadra praticamente imbattibile ( Campione Italiano UMPEM ).
Particolarmente attratto dalla pesca della trota nei vari ambienti frequenta numerose acque in tutto il mondo, con una particolare predilezione per i chalk-stream. Da circa dieci anni collabora in modo continuativo con la rivista La Pesca Mosca e Spinning scrivendo articoli di tecnica di lancio e pesca. Vive a Foligno e si occupa insieme al fratello della distribuzione di prodotti per la pesca a mosca.
Vi lascio all'intervista:
1)Come ha scoperto il Mondo della Pesca a Mosca?
1) Un giorno, per caso, dopo che avevo molto letto di questa tecnica nella rivista Pescare, mentre pescavo a spinning in una risorgiva vicino a casa, il Clitunno, mi capitò di vedere un signore di mezza età che volteggiava con la questa meravigliosa lenza colorata. Sfortuna ( o fortuna fate voi ) volle che catturò anche una bella trota. Fu l’inizio della fine.
2)Cosa significa x lei essere un PAM ?
2) Non amo essere definito PAM, come tutte le sigle tende più a banalizzare che a sintetizzare un pensiero che invece può e deve esprimere concetti che spesso risiedono anche in profondità. Riprendendo un’espressione molto usata nel mondo anglosassone, cui si ispira in larga parte la nostra passione, credo che pescare a mosca sia qualcosa di più che praticare la pesca sportiva, catturare un pesce anche se per rilasciarlo, qualcosa di più che utilizzare alcuni stratagemmi, anche se estremamente raffinati, per ingannare una potenziale preda. Io credo che la pesca con la mosca sia una cosa che può veramente creare un particolare stile di vita, con valori, esigenze e priorità più o meno condivisibili, patrimonio indissolubile di questo nostro mondo.
3)Quale consiglio darebbe a chi intende cimentarsi in tale disciplina ?
3) Data la mia professione e attività nei corsi, mi capita spesso di entrare
in contatto con chi, per motivi diversi, ha deciso di intraprendere il cammino
della pesca a mosca, spesso provenendo da altre tecniche. Essendo la pesca
a mosca un’attività che prevede l’apprendimento di una tecnica di lancio
specifica, consiglio sempre di iniziare frequentando un corso di apprendimento
tenuto da istruttori qualificati. Come avviene in tutte le attività motorie
o sportive che necessitano di una tecnica specifica, anche in questo caso
non deve essere frutto dell’improvvisazione o della casualità, ma deve seguire
un percorso didattico basato su una metodologia di insegnamento che tenga
conto dei diversi fattori che intervengono nelle diverse fasi di apprendimento.
4)Ponendo il caso che le si avvicini un pescatore (non moschista) sul fiume, incuriosito dalla sua tecnica e da quella strana imitazione fatta di peli,come gli spiegherebbe in poche parole che cosa è la Pesca a Mosca ?
4) Come tutte le cose che consideriamo tanto grandi da non sapere da quale
parte prenderle per incominciare, risulta difficile ridurre tutto a poche
ed elementari frasi. Ma credo che il compito di un istruttore o comunque
di un divulgatore sia quello di semplificare e rendere comprensibili a tutti
anche concetti che a prima vista possono sembrare estremamente complessi.
Non potendo esprimere pensieri basati sulle sensazioni e sull’etica di questa
attività, cerco sempre di ridurre il tutto ad un concetto molto semplice:
La pesca a mosca è una tecnica che ci consente di NON CATTURARE MAI UN PESCE
IN MODO CASUALE.
5)Ci racconterebbe un fatto curioso che le è capitato a Pesca?
5) Tutti sappiamo che il mondo dei pescatori è fatto di tante cose, grandi e piccole, che comunque, unite insieme, ne determinano caratteristiche e peculiarità. Una di queste è legata alle esagerazioni e alle immancabili bugie che spesso si ascoltano nei negozi di pesca o nelle sedi dei club. Molti anni fa mi trovavo alla fine di una bella giornata di pesca sul fiume Sangro e, mentre stavo togliendo gli waders, si avvicinano due tizi che avevano parcheggiato l’auto vicino mia. Alla domanda su come era andata la giornata, risposi che avevo catturato alcune trote di cui una molto grossa, fotografata, ma a quei tempi c’erano le vecchie macchine con rullino e non potevo mostrarla al momento. Sorpreso dalla mia dichiarazione iniziò a sua volta il racconto, non richiesto, della giornata che culminò con l’avvistamento di una trota dalle proporzioni gigantesche, che aveva anche provato a salire sulla sua mosca, e allora, chiesi incuriosito, cosa fosse successo. E qui emerse la vera classe del narratore: < Sono appena riuscito a toglierla dall’acqua prima che la prendesse!> Sempre più curioso chiesi lumi su tale comportamento a dir poco insolito. La risposta fu perentoria di quelle che non lasciano adito a dubbi o interpretazioni. < Era talmente grossa che è stato meglio così, altrimenti non so cosa sarebbe potuto succedere > La notte nel frattempo era scesa definitivamente, quelle parole riecheggiarono a lungo nelle tenebre, e ancora oggi, a distanza di oltre venti anni, nelle calde sere d’estate, può capitare di sentire, tra il fruscio dei cespugli al vento della sera, la leggenda della trota gigante e del pescatore che ebbe la sventura di incontrarla.
6)Col passare del tempo crede che il mondo della PAM abbia avuto uno sviluppo Positivo in termini di insegnamento e divulgazione o c'è ancora secondo lei un po' di confusione?
6) In tutta onestà credo che il mondo della pesca mosca viva nella confusione
più totale, questo in particolare in Italia dove il commercio e l’organizzazione
didattica sono generalmente affidate all’improvvisazione e all’iniziativa
casuale di qualche individuo armato di buona volontà ma spesso dotato di
scarsa conoscenza e capacità. Questo ha determinato la presenza di numerose
figure prive di professionalità, a differenza di quanto accade in altri
paesi, dove la pesca a mosca vive la stessa dignità delle altre attività
sportive. E’ vero altresì che questa ha conosciuto negli ultimi anni un
notevole incremento del numero dei praticanti, grazie alle scuole, all’attività
dei club e alle numerose zone riservate alla pesca a mosca no-kill.
7)La Costruzione degli artificilai è senzadubbio un mondo affascinante ,lei ha una mosca a cui è particolarmente legato? ce ne parlerebbe? magari spiegando a grandi linee il dressing..
7) Amo molto gli artificiali, le mosche, confesso di essere molto affascinato
da esse, anche se da molti anni non sono più un costruttore, se non in casi
del tutto eccezionali. Non posso dire di essere legato ad un singolo modello
di artificiale, ma ricordo di avere avuto periodi in cui una mosca si è
rivelata di gran lunga più catturante di tutte le altre. Credo che il mondo
delle imitazioni viva una realtà storica del tutto simile a quella descritta
dal filosofo G.B. Vico, noto per la teoria dei corsi e ricorsi storici.
Per motivi più o meno inspiegabili succede che una mosca formidabile non
funziona più e viene sostituita da altri dressing, magari più moderni, oppure
no, non importa. Poi capita che quella mosca, per molti anni relegata nell’angolo
più buio del nostro fly box, viene per motivi misteriosi legata al finale,
e torna vivere una rinnovata gloria per una stagione, forse due.
8)Se fosse un poeta quali versi dedicherebbe alla PAM ? (può anche trasformarsi per un attimo poeta e improvvisare ovviamente)
8) Non so cosa avrei scritto se fossi stato un poeta, in realtà non lo sono, sono soltanto un pescatore che ama scrivere di pesca, di mosche e di lanci, che si emoziona ancora di fronte a una coda che domina lo spazio e che si commuove osservando un’effimera che tenta di asciugarsi le ali ancora intorpidita da un sonno durato un anno. E’ vero, in fondo sono soltanto un pescatore a mosca che vive le sue emozioni nel volgere di pochi istanti vissuti negli ultimi paradisi rimasti, o in quello che di loro rimane, un pescatore che a volte può confondere il ricordo e la realtà con la fantasia, che si sorprende ancora intento a sognare sulle rive di un fiume, non so esattamente cosa e come sarà il futuro, ma per favore lasciatemi sognare ancora.
Con amicizia e simpatia.
Claudio Carrara