INTERVISTA ONLINE : ANTONIO RINALDIN
1) Come hai scoperto il mondo della Pesca a Mosca?
All’inizio degli anni ottanta, andando a pesca con l’amico Marco Feliciani
che già da qualche anno si dedicava alla pesca a mosca. Rimasi subito folgorato
da quella tecnica affascinante, ma ricordo che nello stesso tempo ero quasi
intimorito da tutto quello che la circondava, ad iniziare dal lancio, da
tutte quelle attrezzature per me nuove, quei termini così diversi da quelli
comunemente utilizzati nella pesca tradizionale, etc….
2) Cosa significa per te essere un PAM ?
Per me significa essere un normalissimo pescatore che vive la pesca con
grande passione ed intensità, non limitandosi solamente a praticarla. Per
me vuol dire il modo di concepire la pesca con una tecnica, un’attrezzatura,
un pensiero e una filosofia ben precisi. Essere un pescatore a mosca per
me vuol dire esserlo sempre, fino in fondo, anche quando, pescando in certi
ambienti e su certi pesci, servono tanti sacrifici e si ottengono molti
insuccessi in termini di catture.
3) Quale consiglio daresti a chi intende cimentarsi in tale disciplina?
Il consiglio che mi sentirei di dare prima di qualsiasi altro è quello di
iniziare dalle basi, seguendo tutto quello che è il vero iter del pescatore
a mosca. Purtroppo in questi ultimi anni sono cambiate molte cose e, anche
grazie ad un’informazione sempre più veloce, molti pescatori che si avvicinano
alla pesca a mosca tendono a saltare le tappe, non vivendo così ne la passione
ne tanto meno la vera anima della pam e credendo dopo poco tempo d’avere
imparato e capito tutto .
4) Ponendo il caso che ti si avvicini un pescatore (non moschista) sul
fiume, incuriosito dalla tua tecnica e da quella strana imitazione fatta
di peli, come gli spiegheresti in poche parole che cosa è la Pesca a Mosca?
Beh, in “poche parole” trovo che sarebbe forse un po’ difficile. Proverei
comunque prima di tutto a fargli capire che la pesca a mosca è quanto di
più sportivo ed affascinante esista tra i vari sistemi per ingannare il
pesce. Spenderei qualche parola per illustrare anche quelli che sono i piacevolissimi
contorni della pesca a mosca, a partire dal piacere di costruirsi le proprie
imitazioni, etc... Di sicuro non tralascerei il fatto di metterlo in guardia
dal rischio di contrarre una vera e propria malattia dalla quale è difficilissimo,
se non impossibile, guarire.
5) Ci racconteresti un fatto curioso che ti è capitato a Pesca?
Andando a pesca di fatti curiosi ne succedono spesso. Uno che ricordo forse
più di altri risale all’inverno di molti anni fa. Stavo pescando alla fine
di un grande raschio dell’Adda nei pressi di Lodi. All’epoca la zona era
ben popolata dai “negruni” ( definizione dialettale dei grossi temoli pinna
blu ). Tarda mattinata di una tipica giornata nebbiosa, con attività a galla
ancora completamente assente. Monto una piccola ninfa piombata e inizio
a sondare la fine del raschio. Ad un certo punto, rallentamento improvviso
e conseguente tensione del finale. Ferro e ha inizio la lotta con un pinnuto
più che possente… troppo possente, che non ne vuole sapere di spostarsi
dal filo della corrente centrale. Dopo alcuni minuti di
tira e molla ancora non riesco a vedere cosa c’è attaccato alla parte opposta
della mia lenza. Scendo il ghiareto per qualche decina di metri. Riesco
lentamente a spostare il mio avversario fuori dalla vena di corrente, ma
anche sotto riva continua a fare una resistenza inverosimile. Eccolo finalmente
nell’acqua più bassa ed inizio a scorgerne la sagoma. Una sagoma al quanto
strana e che non riesco bene a definire ma che valuto subito difficile da
far entrare nel mio guadino. Dopo pochi secondi un immagine quasi surreale
si presenta davanti ai miei occhi: un’iridea che misurava sì e no 35 centimetri
con un vecchio 45 giri in vinile, intatto e perfettamente infilato a mo
di colletto dietro le branchie! Ecco il motivo di tanta resistenza! Dopo
averla slamata, con un po’ di pazienza e molta attenzione ho cercato di
rompere il disco per liberare la povera trota che evidentemente, visto la
profondità del solco rimasto intorno a tutto il corpo, era già da un bel
po’ di tempo che girava portandosi appresso quel popò di fardello. Ancora
oggi mi chiedo come potesse nuotare! Fatto sicuramente curioso, ma che nello
stesso tempo mi procurò anche un po’ di tristezza, pensando a quali potevano
essere le conseguenze di una delle più banali e stupide forme d’inquinamento.
6) Col passare del tempo credi che il mondo della PAM abbia avuto uno sviluppo
positivo in termini di insegnamento e divulgazione o c'è ancora secondo
te un po' di confusione?
Sicuramente molti sviluppi positivi ci sono stati. Ma va anche detto che
nel corso degli ultimi anni, vuoi per l’ampliarsi dei confini della pam,
vuoi per i motivi che già ho accennato al punto 3 e aggiungiamoci anche
per il tentativo sempre più incalzante da più parti di creare business intorno
alla pam, non possiamo certo dire che la confusione manchi.
7) La costruzione degli artificiali è senza dubbio un mondo affascinante.
Tu hai una mosca a cui sei particolarmente legato? Ce ne parleresti? Magari
spiegando a grandi linee il dressing..
Anche se ormai da un po’ di anni non pratico quasi più la pesca a trote
e temoli, una mosca che mi ha dato grandissime soddisfazioni e alla quale
ancora oggi sono nostalgicamente molto legato è la Casalinga. Non pensate
ad una prosperosa e seducente massaia, ma bensì ad una semplicissima imitazione
d’emergente, realizzata con una piuma di CDC e dieci centimetri di filo
di montaggio. La misi insieme molti anni fa durante una vacanza di pesca
in Slovenia. A quel tempo la reperibilità dei materiali da costruzione non
era certo semplice come ora e il “fai da te” era molto più spiccato nei
costruttori. Il cul de canard era da poco apparso in quei pochi negozi che
allora trattavano la pesca a mosca, con un prezzo che non consentiva certo
di acquistarne in grandi quantità. Ma l’efficacia di quella piumetta era
già ben nota e quindi una bustina di CDC non poteva mancare nella cassetta
dei materiali da costruzione. L’impiego minimo di materiali e l’utilizzo
di gran parte del calamo della piuma, donano un’ottima galleggiabilità alla
mosca. Può essere realizzata in tonalità diverse, sostituendo il colore
del CDC o semplicemente quello del filo di montaggio.
Visualizza il montaggio della Mosca CASALINGA passo dopo passo
8) Se fossi un poeta quali versi dedicheresti alla PAM ?
Sicuramente versi di grande passione. Versi che descrivano e dipingano le
emozioni,
le sensazioni, le atmosfere, i paesaggi, insomma tutto ciò che circonda
il meraviglioso mondo della pesca a mosca… ma purtroppo non sono un poeta.
Non posso far altro che ringraziare Antonio Rinaldin per il tempo che ci ha dedicato e assicurargli che sarà sempre il benvenuto ogni qualvolta vorrà venire a trovarci.
Massimiliano Nepori