SERVIZIO DI STEFANO LUCACCHINI E MASSIMILIANO MALTENO
Siamo nel cuore della Versilia, a pochi chilometri da Viareggio e per l’esattezza
a Montramito in un piccolo lago alimentato da una sorgente naturale che
mantiene la temperatura dell’acqua costante nell’arco di tutto l’anno, il
lago si chiama Pruniccio 2 e nelle sue cristalline acque sono presenti varie
specie di pesci,carpe che raggiungono anche dimensioni di oltre i 10 kg,
amur, storioni, tinche, barbi, trote, black bass e lucci.
E’ consentito pescare con ogni tecnica compreso lo spinning e la mosca,
ed è naturalmente con quest’ultima tecnica che ci appresteremo ad affrontare
l’odierna uscita di pesca.
Parcheggiata l’auto nell’ampio piazzale e con l’attrezzatura sotto braccio
entro all’interno del reservoir, la prima cosa che si nota varcando il cancello
d’ingresso è la limpidezza e cristallinità delle acque, si riesce a vedere
le carpe che banchettano sul fondale vicino alla riva e non è difficile
vedere anche i grossi lucci immobili sul fondo che aspettano l’ignara preda,un
vero spettacolo, considerando che la taglia media di quest’ultimi è di oltre
5 kg con esemplari record che superano abbondantemente i 12 kg.
Prima di iniziare a pescare mi concedo un caffè nel Bar che funge da club
house, un’accogliente struttura in legno con una piccola saletta con dei
tavoli riscaldata da una stufa a legna, dove specialmente nelle fredde giornate
invernali, troviamo diversi pescatori che si concedono una pausa per riscaldarsi
e rilassarsi in compagnia degli amici-
ATTREZZATURA
Per affrontare al meglio queste acque ho usato tre canne: una nove piedi
coda otto a cui ho abbinato un mulinello con una coda intermedia ed un piccolo
spezzone affondante e come streamer un’atractor arancione e due booby uno
bianco e l’altro nero,una nove piedi coda nove con una coda galleggiante
e tre streamer di diversa colorazione di cui uno in testa leggermente appesantito
da un conetto metallico tale da permettere agli artificiali di lavorare
sotto il pelo dell’acqua e l’ultima canna, una nove piedi coda cinque con
coda galleggiante che ho usato con tre chironomi.
Naturalmente mi ero portato appresso anche altri mulinelli montati con code
sinking con diversi gradi di affondamento ed in specifico Uniformsink 9
II grado di affondamento 9 IV grado di affondamento e 9 V grado. In questa
maniera avevo la possibilità di poter affrontare ogni situazione e quindi
poter cercare al meglio le trote ad ogni profondità dalla superficie fino
a far lavorare lo streamer rasente il fondo.
AZIONE DI PESCA
Ho iniziato la giornata di pesca con la canna su cui avevo montato i due
booby insieme all’attractor, questi artificiali, avendo la parte vicino
all’occhiello in foam (e quindi galleggiante) ad imitazione di due grossi
occhi, permettono di sondare le varie profondità. Infatti lanciando e aspettando
che la coda arrivi sul fondo i booby rimangono nei pressi della superficie
ed una volta che recuperiamo quest’ultimi seguono la coda e si posizionano
in profondità. Li possiamo recuperare uniformemente, a piccoli strappetti
, alternando e variando la velocità o recuperando alternando lunghe pause
in modo da far risalire in superficie lo streamer. Dopo aver catturato a
mezz’acqua qualche trota ne vedo un piccolo branco appena sotto il pelo
dell’acqua, così cambio canna e passo a quella su cui avevo montato la coda
floater, in queste situazioni bisogna cercare di lanciare nei pressi del
branco naturalmente in maniera da non spaventarlo, magari anticipando di
un metro la direzione che sta percorrendo in modo che la coda nel poggiarsi
sull’acqua non lo insospettisca e poi recuperare. Questa appena descritta
è la tecnica che prediligo, si possono vedere le trote che inseguono i tuoi
streamer, fino al momento in cui decidono di attaccarlo, è entusiasmante,
possiamo goderci tutta l’azione di pesca con i nostri occhi, purtroppo il
gioco in superficie dura poco, ci regalano alcune decine di minuti per poi
ritornare sotto la superficie. A questo punto decido di provare anche l’altra
canna che ho portato montata con chironomi, in questo caso bisogna lanciare,
aspettare che le nostre imitazioni si portino sul fondo e a questo punto
bisogna recuperare molto lentamente, questo tipo di recupero si chiama a
matassina.
Purtroppo i chironomi non hanno dato risultati ,solamente una piccola carpa
ha abboccato in fase di discesa. Per pescare in questo lago bisogna quasi
sempre usare dei lanci tipo Roller o Froller infatti sono pochi i punti
in cui abbiamo la possibilità di fare un normale lancio, dato che il lago
è circondato per quasi tutto il suo perimetro da vegetazione e quindi non
è possibile distendere la coda alle nostre spalle.
MOSCHE ED ACCESSORI
Le mosche utilizzabili per questo tipo di tecnica sono le seguenti:
Streamer, Chironomi e Ninfe che possiamo utilizzare in tutto l’arco dell’anno,
mentre nella stagione calda possiamo usare anche delle mosche secche e dei
terrestrial.
Per quanto riguarda gli accessori, consiglio un ampio gilet od una grossa
tracolla capace di contenere eventuali mulinelli, le varie scatole con le
nostre mosche e gli altri accessori come bobine di filo, forbici e pinze
per slamare, il guadino è di obbligo visto che in questo splendido specchio
d’acqua vi sono anche delle trote di ragguardevoli dimensioni. Per me indispensabili
un buon paio di occhiali con lenti polarizzanti, che vi permetteranno di
non stancarvi la vista ma soprattutto di individuare con maggiore facilità
i pesci.
CONCLUSIONI
Il lago è veramente bello ed è gestito in maniera impeccabile, bellissimi
pesci, acque cristalline ma soprattutto il proprietario che se ne prende
cura in maniera impeccabile. La pulizia e l’ordine qui sono di casa , infatti
nell’arco di un pomeriggio di pesca lo possiamo vedere perlomeno due tre
volte fare il perimetro del lago intento a svuotare i cestini della spazzatura
e a togliere l’eventuali tracce dei pescatori non proprio attenti all’ambiente.
Altro fatto sorprendente di questo luogo è che pur essendo a due passi dalla
strada, ti senti lontano dal mondo, sarà forse per la quiete che si respira
o forse per l’abbondante vegetazione che lo circonda ma la sensazione che
provi è quella di trovarti avvolto nel caldo abbraccio della natura, quindi
rilassarsi e rigenerarsi è molto facile e se ci si aggiungono poi tanti
pesci, il segreto di tanta magia è svelato. Ma vorrei dire due parole oltre
che sulla quantità dei pesci sulla qualità di questi ultimi, infatti seguito
da un ittiologo e dalla sua esperienza, Paolo, il gestore, ha selezionato
gli allevamenti da cui si approvvigiona , e questo porta ad avere materiale
sano ben pinnato e pieno di forza, e soprattutto dobbiamo dire che è pronto
a sperimentare e provare nuove immissioni, come quella della Fario dei Salmerini
che alterna alle numerose iridee. Appunto in questa uscita mi diceva che
a breve proveranno ad immettere degli stiped bass, un nuovo avversario che
metterà alla prova le nostre attrezzature.
Il lago rimane aperto negli infrasettimanali tutti i pomeriggi dalle 13
in poi mentre il sabato e la domenica è aperto anche al mattino, il giorno
di chiusura è il mercoledì. All’interno del Bar vi è anche un punto di ristoro
con veranda vista lago.
COME ARRIVARCI
Per chi proviene da sud conviene prendere il raccordo autostradale che da Lucca porta a Viareggio e imboccare l’uscita Massarosa, a questo punto seguire le indicazioni per Viareggio e dopo circa 1 km sulla sinistra troviamo il Lago. Per chi proviene da Nord bisogna uscire a Viareggio prendere le indicazioni per Lucca uscire a Massarosa e seguire come sopra. Non mi resta che agurarvi un in bocca al lupo o in c…. alla balena
Articolo di Stefano Lucacchini e Massimiliano Malteno