NATURA E CEMENTO
Non sono un’addetto ai lavori, quindi le mie disquisizioni sono frutto solamente
della mia esperienza e di attente riflessioni. Sono un pescatore a mosca
ormai da parecchi anni, e passo la maggior parte del mio tempo libero (che
fortunatamente è tanto) a praticare questa disciplina, ma devo dire che
non ho mai visto tanto spreco di soldi ed energie, per un “fiume” come il
Versilia,in verità poco più di un torrente,tanto è limitata la sua portata
d’acqua.
Sono ben conscio della sciagura che successe nel ’96 , ma oramai sono passati
più di dieci anni e ci ritroviamo ancora le ruspe nel fiume, arginature
in cemento con rivestimento in sasso, eliminazione di alcune briglie che
lasciano spazio a scivoli atti a far defluire più velocemente le acque,
casse di laminazione ed eliminazione delle pigne da tutti i ponti, rialzandoli
e ricostruendoli ad arco unico.
Alcune di queste opere sono utili, ma altre mi sembrano esagerate ed alcune
veramente fuori da ogni logica.
Ho girato quasi tutta l’Europa ,gli Stati Uniti, il Canada e Parte dell’Asia,
ma non ho mai visto tanto impegno e tanto cemento volto contenere le acque
di un piccolo Torrente.
Sembra quasi che questo impegno renda la vita ai Morti che ci sono stati
durante quel tragico evento. E’ vero che quello che stanno facendo è un’intervento
preventivo, ma mi chiedo se tutto ciò è veramente utile o stiamo veramente
esagerando.
Dal punto di vista estetico,paesaggistico ed ambientalistico personalmente
lo considero uno sconcio un’abbruttimento, come si dice qui in Versilia,
“ un cazzotto in un occhio.”
Inoltre sento di dover contestare queste opere non solo dal punto di vista
estetico,ma anche da quello concettuale,infatti per anni gli uomini hanno
creato dei dislivelli denominati briglie, atti appunto ad “ imbrigliare”
le acque , quindi a diminuire la rapida corsa di quest’ultime, ad oggi queste
vengono distrutte e vengono costruiti degli scivoli atti a farle defluire
ancora più velocemente in modo da spostare a valle il problema, ed allora
bisogna rialzare i ponti rinforzare e rialzare gli argini, in modo da far
arrivare velocemente questa furia incontrollata verso il mare, dove gli
ostacoli non sono pochi , visto che un porticciolo turistico si è creato
una protezione metallica dividendo in due il fiume diminuendo l’ampiezza
e la profondità di quest’ultimo ( la parte di fiume che rimane libero è
quasi asciutto, e non per la siccita).
A rendere ancor più brutto e pericoloso il nostro fiume ci possiamo aggiungere
la stupidità umana e la mancanza di rispetto per l’ambiente che i cittadini
dimostrano considerando il torrente una fogna a cielo aperto dove buttare
ogni genere di spazzatura, da motorini a pezzi di macchina ,detriti di ogni
genere compresa la marmettola ed il cocciame di marmo che alcune ditte incuranti
delle norme vigenti ancora scaricano nelle limpide acque del Versilia.
“Ma la sua vera voce in lei si tace.Parlerà con le lingue dell’incendio
quando la nube nata dal Tirreno scaglierà la folgore notturna.” Questa era
una delle descrizioni che D ‘Annunzio faceva della Versilia, ma se dovesse
ritornare dai campi Elisi cosa direbbe di Essa?
Una Terra amata da tutti e distrutta da pochi.
Chissà se nella sua Villa in Versiliana oggi sarebbe capace di scrivere
opere importanti come “L’Alcyone” , magari accompagnato dal frastuono di
tamburi che allietano le serate Versiliesi, rendendoci completamenti sordi
alle voci della natura.
Stefano Lucacchini