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IL POSTO SEGRETO

Sono venuto a conoscenza di questo incantevole torrente grazie ad un caro amico del club, naturalmente mi ha chiesto,anzi mi ha fatto giurare di non svelare a nessuno le coordinate del luogo, quindi tralasciando le note sul tragitto , la destinazione e naturalmente il nome del luogo, mi appresto a descrivere una giornata veramente soddisfacente e rigenerante.
Giunto alla destinazione prefissata, montata l’attrezzatura, ingrassato il finale, non resta che montare sul Tip l’immancabile Royal Wulff , per me insostituibile mosca da caccia che riesce sempre a regalare grandi emozioni. Dopo aver siliconato bene la fantasiosa imitazione incomicio l’azione di pesca, il posto e pieno di vegetazione e nella maggior parte delle situazioni è impossibile fare un vero e proprio lancio, ma bisogna affidarci alla tecnica del balestra, quindi prendo l’amo per la curvatura indirizzo il cimino nella zona di interesse,mantengo la canna leggermente inclinata verso l’alto rispetto alla superficie , tendo al massimo il finale inarcando notevolmente la canna e catapulto la mia mosca in acqua. Finalmente sono in pesca. Il percorso è tortuoso, e bisogna letteralmente guadagnarsi con fatica ogni piccola buca, arrampicandosi sui massi, ma ad ogni ostacolo superato sei ripagato dalla cristallina acqua che scorre in buona quantità fra le rocce.
Subito alla seconda buca incanno la prima trota dalla perfetta pinnatura e la bellissima livrea, non la tocco nemmeno, prendo in mano la mosca, montata su amo senza ardiglione e la slamo immediatamente. Proseguo nell’arduo cammino e le catture si susseguono, la soddisfazione e l’appagamento mi saziano totalmente, è incredibile, mi trovo in un contesto naturale unico,abbracciato totalmente dalla natura, la sensazione è inspiegabile, mi sento un tuttuno con l’ambiente che mi circonda, queste sono emozioni che ti rigenerano, che ti danno la forza di sopportare il grigiore della quotidianità ,del lavoro, del vivere a troppo stretto contatto con i nostri simili, in un mondo dominato da cemento e catrame, dove lo sguardo non si rilassa nel verde ma si arrende ai cupi colori dell’urbanizzazione che purtroppo sta distruggendo anche lo splendore della nostra Versilia.
Ma ritorniamo al torrente, sono finalmente in un tratto un poco più aperto ed è possibile lanciare, ho di fronte a me una piccola cascata e dieci metri di acqua a mia disposizione comincio a sondarla a raggiera, iniziando a lanciare quasi sotto i piedi fino ad arrivare in seguito all’estremo opposto, al secondo lancio ferro la prima trota, la slamo e rilancio la mia imitazione leggermente più a monte sondando i possibili nascondigli dei Salmonidi, ed è proprio vicino ad un masso che catturo la seconda trota, che subito riacquista la sua libertà, continuo a sondare e dopo ripetuti lanci proprio all’ultimo quando avevo deciso di desistere e andare avanti sotto la cascata in un gorgo d’acqua esce la terza trota, soddisfatto decido di rifocillarmi, mi siedo e mentre sto mangiando il mio panino vedo a circa dieci metri da me uno scoiattolo con una castagna nella sua bocca , tranquillo continua il suo percorso, fino ad arrivare a circa due metri da me, si ferma un attimo e poi si dilegua nella vegetazione. Dopo questa gradita apparizione continuo a risalire il torrente, lanciando e seguendo sempre attento le due ali in coda di vitello della mia mosca, che rendono facile la sua individuazione e la rendono, insieme ai vari giri di hackle di gallo, inaffondabile e pronta a superare anche le correnti più impetuose. Sono oramai parecchie ore che sono in pesca, così stanco ed al tempo stesso appagato decido di concludere la giornata, e mentre percorro il sentiero che mi conduce all’auto un altro scoiattolo incrocia il mio cammino, l’ultimo saluto della natura.
Sono giunto all’auto e rivivendo le emozioni della giornata mi avvio verso casa, ringraziando l’amico che mi ha portato a conoscenza di un posto dove ancora vivono in pace gli elfi e i folletti.

Articolo di Stefano Lucacchini

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