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IL SANTA SUSANNA


Nella Provincia di Rieti si trova questo splendido corso d’acqua che nasce nei pressi di Rivondutri alle pendici del complesso montuoso del Terminillo. L’acqua sgorga dal terreno formando un piccolo lago di acqua cristallina, e dopo un breve tratto si incanala assumendo le caratteristiche di un chalk stream. Scorre per diversi chilometri all’interno dell’oasi naturale del lago, dove è possibile imbattersi in aironi, germani, folaghe e fagiani. Per i primi chilometri il fiume è riserva di pesca, poi vi è un breve tratto di zona libera pesca di circa 1,5 km e nei pressi del ponte della farmacia inizia il tratto no kill che termina circa 5 km a valle. La profondità di questo corso d’acqua varia da un metro a circa tre metri con un fondale in ghiaia bianca e folti erbai, ma la caratteristica che vi colpirà di più è la limpidezza delle sue acque, infatti si possono veder tranquillamente i pesci che stazionano ai vari livelli di profondità. Questo No kill è destinato per un tratto esclusivamente alla pesca a mosca e vi si può accedere gratuitamente, dopo il rilascio di un tesserino segnacatture annuale da ritirare presso l’ufficio pesca della Provincia di Rieti. L’ufficio è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì ed il costo del tesserino è di euro 15. All’interno della zona No kill è compresa anche una zona riservata alla pesca a Spinning così delimitata dalla curva Jonio a monte fino al ponte dell’autostrada, ed è consentito pescare con artificiali muniti di amo singolo privo di ardiglione od esche siliconiche di misura non inferiore ai 5 pollici anch’esse provviste di amo singolo senza ardiglione. E’ possibile pescare in queste acque tutti i giorni tranne il mercoledì a meno che non ricada festivo, in questo caso è fatta eccezione ed è quindi possibile esercitare l’azione di pesca. Al termine della zona no kill e fino alla sua immissione nel Velino ritorna ad essere zona di pesca libera, ricordo comunque che si tratta di acque di categoria “A” e quindi per esercitare l’azione di pesca bisogna attenersi al regolamento Provinciale.

LA NOSTRA GIORNATA DI PESCA

Visto che è la prima volta che pesco in queste acque, ho chiesto delucidazioni in merito all’amico Massimiliano Magliocco il quale, molto gentilmente, visto che doveva assentarsi per qualche giorno e non poteva seguirmi in questa uscita di pesca mi ha fatto accompagnare da un suo istruttore della Fly Fishing Masters Massimiliano Nucci, assiduo frequentatore di queste acque ed ottimo Angler. L’appuntamento con Massimiliano è alla Provincia di Rieti dove abbiamo il piacere di conoscere l’Assessore alle Politiche ambientali, Protezione Civile e Caccia e pesca Giacomo Marchioni uno dei sostenitori della rivalutazione dei corsi d’acqua della Provincia, e delle zone No Kill, fra le altre cose un appassionato ed ottimo pescatore a mosca. Mentre ero nel suo ufficio, il mio sguardo per un attimo cade sul grande poster del “ Fuser” che fà mostra di se alle spalle di quest’uomo che ha un enorme passione per il suo lavoro ma sopratutto un grande rispetto dell’ambiente e della natura, infatti ci parla di un ambizioso progetto di riqualificazione ambientale per tutto il corso del fiume Velino: il primo intervento , denominato “Sentiero Natura Cammina Velino”, sarà effettuato sul tratto cittadino di questo corso d’acqua e prevede la costruzione sull’argine di una zona fruibile dai cittadini dove poter passeggiare e godere della bellezza del fiume. Questo permetterà di creare una coscienza naturalistica, di far conoscere meglio l’ambiente ed il fiume ed inoltre fungerà da sentinella ecologica. La prima parte di questo progetto è già in essere e per la seconda sono stati stanziati 200 mila euro che oltre a servire per completare questa opera verranno utilizzati per l’acquisizione delle quote di un incubatoio per ora pubblico per ripopolare i corsi d’acqua della Provincia con materiale autoctono. Dopo questo interessante approfondimento salutiamo l’Assessore, e dopo aver ritirato il tesserino segnacatture ci rechiamo sul Santa Susanna. Prima di montare le attrezzature diamo uno sguardo al corso d’acqua, appena mi affaccio rimango incantato dalla limpidezza e dai colori del fondale, uno spettacolo, si vedevano grosse trote stazionare fra il bianco del fondale ed il verde dei grossi erbai. Vedere tanta abbondanza di pesce mi mette subito la voglia di pescare, così ritornati alla macchina incomincio a montare la mia attrezzatura, per l’esattezza una 7’6” della Sage modello Z-Axis per coda cinque, insostituibile compagna delle mie ultime avventure di pesca. Anche se la canna è nata per supportare una coda del cinque la sua azione non ne risente utilizzando come faccio solitamente io una DT del tre, sulla quale ho abbinato un lungo finale di circa 5,2 metri che termina con un tippet dello 0,12. Passato un poco di silicone sul finale e sgrassato invece il tippet in modo che riduca la sua visibilità è il momento di scegliere la mosca, Massimiliano mi consiglia di iniziare con delle piccole imitazioni di effimere su amo del 16-18. Dalla mia scatola delle mosche scelgo un’emergente con ala in cul de canard corpo in quill di pavone e tre codine in gallopardo, un poco di silicone e siamo pronti per pescare. Quello che in precedenza mi aveva affascinato, e cioè la trasparenza dell’acqua diventa ora un nemico, infatti per avvicinarsi alla sponda da dove inizieremo a pescare bisogna fare molta attenzione a mimetizzarsi con la vegetazione circostante, cercando di non fare rumore in maniera da non essere individuati dalle trote.Ma non è l’unica insidia che ci regala il Santa Susanna ,infatti le trote stazionano nella maggior parte dei casi nel sottoriva della parte opposta a quella in cui ci troviamo, e nonostante il fiume abbia le caratteristiche di una risorgiva, la corrente centrale è abbastanza veloce, mentre mano a mano che si avvicina alla riva diminuisce la sua forza fino a fermarsi quasi del tutto sotto le sponde. Queste correnti sono molto insidiose e per far lavorare al meglio la nostra imitazione siamo costretti a ricorrere alla tecnica, infatti i lanci che effettueremo saranno soprattutto dei raggruppati o curvi seguiti da innumerevoli mending per evitare il dragaggio della mosca. Purtroppo la giornata non è una delle migliori sia per le condizioni metereologiche, alternando piccole schiarite a scrosci d’acqua, sia che per il comportamento delle nostre amiche trote che stazionano a mezz’ acqua, le più delle volte ignorando le nostre imitazioni. Purtroppo nell’arco di tutta la giornata non si sono viste schiuse, questo particolare ha fatto si che la secca ci abbia regalato poche catture, anche se di taglia ragguardevole,infatti siamo riusciti ad ingannare e a far salire sulla superficie solamente quelle che stazionavano nei pressi del sottoriva dove l’acqua era più bassa. La speranza che prima o poi cominciassero a bollare non ci ha fatto provare a ninfa o a streamer, tecniche che in queste condizioni ci avrebbero senz’ ombra di dubbio regalato molte più catture, ma comunque la giornata è stata ugualmente soddisfacente e abbiamo catturato qualche bell’esemplare e grazie alla limpidezza dell’acqua ne abbiamo osservate molte ed alcune veramente grosse ferme vicino agli erbai in attesa di cibarsi.


ATTREZZATURA

In questo tratto di fiume, si pesca a piede asciutto, quindi per la nostra giornata di pesca basteranno delle calzature impermeabili o corti stivali, solamente per evitare che l’umidità trattenuta dalla rigogliosa vegetazione possa bagnarci i piedi. L’attrezzatura varia a seconda della tecnica, secca, ninfa o streamer. Per quanto riguarda la secca vanno benissimo canne dai 7’6” coda 3 a 8’ coda 4, da montare con lunghi finali e tippet sottili, meglio se fluorocarbon, in modo da evitare che siano visibili dai pesci, per la ninfa canne dai 9’ , 10’ ed 11’ per coda 5, la lunghezza della canna ci permetterà di far lavorare al meglio le ninfe seguendole con più facilità ma soprattutto facendoci stazionare in posizione meno visibile dai pesci. Per lo streamer canne da 9’ per coda 7-9 , floater od intermedie sono le più indicate per sondare meglio queste acque. Per quanto riguarda le mosche per la secca imitazioni di effimere su ami 16-18 di colori giallo, arancio, grigio e oliva, piccoli chironomi su ami 18-20, ma anche tricotteri da far pattinare sulla superficie sapranno regalarci belle trote, da non sottovalutare, visto la quantità di vegetazione circostante imitazioni di terrestrial. Si ottengono buoni risultati pescando anche a sommersa facendo lavorare i nostri artificiali appena sotto la superficie dell’acqua, spider e piccole ninfe non piombate su ami del 16-18 sono l’ideale per questa tecnica. Per la ninfa consiglio imitazioni di effimera, pupe di tricottero o ninfe fantasia ben piombate, ottime le gold head. Per lo streamer, vanno bene imitazioni tipo il Wolly Bugger in diverse colorazioni, streamer in streap di coniglio, bianco o nero, ottimi anche i Matuka, i Bobbye e i Muddler.

CONCLUSIONI

Un itinerario senza ombra di dubbio da provare, sia per le caratteristiche di questo piccolo fiume dalle acque cristalline apparentemente facile da affrontare , ma che invece richiede molta tecnica e una buona dote di mimetismo, in modo che le nostre amiche trote non ci possano individuare. Le nostre prede saranno soprattutto trote Fario di medie dimensioni , ma ce ne sono anche alcune di taglia veramente ragguardevole, possiamo trovare anche alcuni esemplari di Iridee, ma molto poco rispetto all’abbondanza delle altre. Questo corso d’acqua dalle caratteristiche del chalk stream saprà metterci alla prova, e non sarà facile la cattura dei pesci sia per la trasparenza delle sue acque, che per l’insidiose correnti superficiali, infatti dovremmo evitare i dragaggi e soprattutto i microdragaggi. Oltre a questo corso d’acqua nella Provincia di Rieti troveremo altre alternative di pesca come il Velino, il Turano o altri piccoli fiumiciattoli, ma li vedremo dettagliatamente in un altro articolo. Nell’occasione vorrei ringraziare per la disponibilità e per aver messo a disposizione la sua esperienza di fotografo l’amico Massimiliano Nucci istruttore di lancio della scuola Fly Fishing Masters .