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Sogni e Deliri di Pesca a Mosca

 

Una volta ho letto una frase che diceva più o meno cosi:”Quando peschi a Mosca esistono solo discussioni di Pesca a mosca”condivido pienamente questa frase,le attribuisco il significato più profondo e inesplicabile,la filosofia della pesca a mosca è come una pianta che ti cresce dentro e che mette le radici nel tuo IO più profondo,funge da perno su cui si sviluppa la tua spina dorsale di pescatore,i tuoi ragionamenti le tue intuizioni fanno capo sempre lì e non ci sono parole per spiegare tutto questo o almeno io non ne sono capace …. Quando penso ad un fiume e alle sue acque non posso far a meno di immaginare lo scorrere impetuoso dei suoi elementi,il sordo rumore di una bollata e il frusciare armonioso delle fronde di salice al vento,immagino una schiusa di effimere che danzano sull’acqua come ballerine in teatro la sera della prima,intuisco la frenesia di una piccola fario che salta fuori dal suo elemento quasi volesse spiccare il volo,mi beo del suo ritorno in acqua seguito dal tonfo delicato e degno del tuffatore più esperto,i miei pensieri sono compatti come un cubetto di ghiaccio e come tale si sciolgono al sole caldo di una stupenda giornata estiva. Tornando alla realtà ti accorgi che peschi a Mosca anche quando non sei sul fiume e anche se in mano stringi il mouse e non la tua canna,se a volteggiare non è la coda ma la tua fantasia e la bollata che vedi non è sulla tua mosca ma in un video di YouTube,non puoi smettere di essere un pescatore a mosca ,in ogni cosa che fai, in ogni tuo pensiero qualcosa di te si posa sull’acqua senza pensieri e senza freni,ti muovi in superficie con la grazia di una pattinatrice sul ghiaccio,compi mille e mille giri tra i vortici della corrente senza mai aver paura,senza mai tornare indietro e senza mai dragar fuori da un sogno lungo una vita.

Delirio serale di Massimliano Nepori